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Consiglio regionale, sì all’ordine del giorno sullo stato di emergenza climatica foto

Il documento è stato sottoscritto da tutti i gruppi, mancano però le richieste di “Fridays for future” su porti e plastica

Liguria. E stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi che impegna la giunta a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale riconoscendo le responsabilità storiche del cambiamento climatico. E’ stato accolto l’appello di “Fridays for future”.

Il testo approvato è un ordine del giorno che ha assorbito praticamente tutte le istanze presentate dagli attivisti per il clima. A settembre dovrebbe arrivare una mozione più specifica con le prime disposizioni.

Friday for future propone “di progettare una conversione ecologica dell’economia“, una sorta di “Green New Deal in grado di coniugare traguardi di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale, senza pregiudicare i cicli naturali di cui gli esseri umani sono parte integrante” e senza far gravare i costi della transizione sulle fasce più deboli della popolazione che, piuttosto, “devono essere sostenuti soprattutto da chi ha causato maggiormente i danni ambientali.

Nel documento discusso e approvato in Consiglio regionale si chiede di: attivare ogni possibile contributo per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi e fissare l’obbiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas climalteranti entro il 2030, a dare massima priorità al contrasto al cambiamento climatico nell’agenda dell’amministrazione regionale; a garantire che le misure di contrasto e mitigazione vengano implementate secondo il principio di giustizia climatica; a invitare tutte le istituzioni territoriali, a partire dai Comuni fino al Governo, a varare analoghi provvedimenti.

Inoltre: progettare una riconversione ecologica dell’economia a partire da un radicale mutamento nella produzione e negli usi dell’energia in grado di coniugare traguardi di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale senza pregiudicare i cicli naturali e, infine, a richiedere l’esclusione dal “patto di stabilità” delle spese di Regioni e enti locali per la riduzione delle emissioni e all’adattamento al cambiamento climatico, soprattutto per le risorse finalizzate al risparmio energetico, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico.

Nel documento passato in Regione non sono stati recepite però due parti importanti, cioè quella sui porti e quella sulla plastica, inizialmente proposta dai Fridays: la prima prevedeva la richiesta di vietare l’uso di carburanti inquinanti (con contenuto maggiore di 0,1% di zolfo) aumentando le sanzioni per chi contravviene, nonché l’elettrificazione delle banchine dei porti, obbligando le navi mercantili ad utilizzarle, ed il potenziamento della rete elettrica di alimentazione così da consentire il collegamento anche a quelle passeggeri. Una richiesta molto forte, ad oggi forse difficilmente compatibile con i ritardi del Porto di Genova (e non solo) sulle normative internazionali, e che sconta una programmazione di intervento ancora poco chiara, e legata alle scelte che non arrivano sul Gnl.

La seconda, anche questa molto qualificante, riguarda la ricezione della direttiva COM/2018/340 relativa all’eliminazione della plastica monouso prima del 2021, da ritenersi incompatibile con lo stato di emergenza climatica e ambientale, in particolare da attuarsi per la stagione estiva 2019, ormai iniziata, per i lidi e gli stabilimenti balneari. Una richiesta anche in questo caso molto concreta, che probabilmente necessita di ulteriori passaggi.

“E’ un inizio. Torneremo a farci sentire. Non deve essere solo una dichiarazione di intenti ma una presa di coscienza politica che sia accompagnata da azioni concrete. Siamo molto soddisfatti per il fatto che i partiti abbiamo capito che c’è bisogno di collaborare e stare uniti sulle politiche ambientali. E’ un punto di partenza, da cui portare nuove migliorie per la nostra regione, che è la seconda a dichiarare lo Stato di Emergenza climatica” affermano da “Fridays for future”.

In autunno, quindi, è previsto un secondo passaggio, per andare maggiormente a fondo con le questioni: ora l’emergenza è una realtà, e non è poco, ma alle parole devono seguire i fatti, quelli veri.

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