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Carenza di cannabis terapeutica nelle Asl liguri, l’associazione Infiorescienza scrive al ministro della salute

"I pazienti che si rivolgono quotidianamente all'associazione si aspettano nella nostra regione soluzioni che sono state promesse ma di cui non si vedono ancora le soluzioni"

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Liguria. L’associazione Infiorescienza ha inviato al ministro della sanità e alle istituzioni locali liguri (presidente della Regione Liguria, assessore alla sanità, commissario di Alisa) una lettera in cui chiede “l’intervento del ministro per superare il delicato problema della carenza di cannabis terapeutica e alle istituzioni locali il superamento di iniquità e gravi carenze organizzative della sanità ligure. I pazienti che si rivolgono quotidianamente all’associazione si aspettano nella nostra regione soluzioni che sono state promesse ma di cui non si vedono ancora le soluzioni”.

Si legge nel documento: “L’associazione inFioreScienza, nel suo primo anno e mezzo di vita, ha intrapreso una serie di azioni tese a creare un dialogo con le istituzioni, facendosi portavoce delle criticità che affliggono da tempo i pazienti in cura con la cannabis terapeutica sul territorio ligure. In due occasioni Infiorescienza è stata audita presso la commissione sanità di Regione Liguria, cui hanno fatto seguito plurimi solleciti all’assessore della sanità Sonia Viale, circa lo stato di emergenza legato alla carenza di cannabis terapeutica. L’associazione ha inoltre richiesto più volte un incontro diretto con l’assessore, senza tuttavia ricevere risposta. Ha inviato una lettera al ministro della salute Giulia Grillo sull’emergenza cannabis, anche quest’ultima senza riscontro. Questa associazione, in relazione al permanere e aggravarsi della situazione di carenza della disponibilità della cannabis terapeutica, in data 1 luglio 2019 ha sollecitato nuovamente l’assessore alla sanità e il commissario straordinario di Alisa a intervenire per la risoluzione delle criticità summenzionate; dando seguito a quanto più volte assicurato negli ultimi due anni”.

“La lettera di risposta ricevuta dal commissario straordinario di Alisa non ci trova soddisfatti, in quanto non evidenzia indirizzi certi per la soluzione delle criticità, contiene argomenti che non possiamo condividere, lascia in sospeso questioni gravose, che pesano sulla salute e la qualità della vita dei pazienti liguri”.

L’associazione rileva che “non è evidenziato e non vi è riscontro alcuno circa il superamento della mobilità cui sono costretti i pazienti di Asl3 (quota il 50 per cento degli assististi della regione) verso la struttura sanitaria di Asl2 che eroga le terapie necessarie. Ad oggi non risulta che Asl3 abbia preso in carico i pazienti di cui è titolata per l’erogazione dei preparati magistrali prescritti (come dichiarato da Alisa stessa nella lettera inviataci): essi risultano tuttora in cura presso la Asl2, ma sprovvisti di terapia. E non abbiamo evidenza che la farmacia ospedaliera sia organizzata per gestire la preparazione e fornitura”.

“Non è condivisibile l’indisponibilità a convenzionare farmacie territoriali per risolvere l’accessibilità alla terapia, mediante l’approvvigionamento di prodotto attraverso i canali privati dei produttori certificati (prassi per loro possibile). Questo aspetto ci sorprende perché, nelle relazioni intrattenute con le istituzioni durante scorso anno, era stato previsto il percorso della convenzione. A tale proposito è necessario altresì ricordare che la Regione avesse investito tempo e denaro per organizzare un corso di formazione principalmente rivolto ai farmacisti preparatori, proprio in vista della stipula delle convenzioni con le farmacie territoriali, come dichiarato un anno fa dall’assessore Sonia Viale. La convenzione, oltre a contribuire a risolvere la carenza cronica di terapia, renderebbe più capillare la distribuzione della terapia medesima sul territorio, agevolando i pazienti”.

In ultimo, l’associazione chiede “all’onorevole ministro della salute di risolvere definitivamente e in modo strutturale la criticità di approvvigionamento. Chiediamo al presidente della giunta regionale della Liguria e all’assessore alla sanità un intervento risolutivo, al fine di garantire equità di trattamento di tutti i pazienti. Promuovendo la formazione destinata ai medici prescrittori, più volte richiesta e di fatto non realizzata. Perfezionando il sistema di distribuzione della terapia, così da rendere meno onerosa la vita quotidiana di molti pazienti già pesantemente provati da patologie invalidanti”.

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