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Cannabis terapeutica, Ardenti (Lega): “Interrogazione in Regione sul caso di Marco Bertolotto”

“Grave che un dirigente di Azienda sanitaria locale utilizzi i social per affrontare temi delicati. Ma non si possono lasciare pazienti senza risposte certe"

Regione. “Appare grave che un dirigente di un’Azienda sanitaria locale della Liguria utilizzi i social network per affrontare temi e problematiche così delicate, come quelle riguardanti la terapia di un paziente”.

Ad affermarlo Paolo Ardenti, vice capogruppo regionale Lega Nord Liguria – Salvini in relazione al post scritto sulla sua pagina socia, da Marco Bertolotto, direttore del Centro terapia del dolore e cure palliative dell’Asl2 Savonese, in relazione alla difficoltà per alcuni pazienti di acquistare la cannabis a scopo terapeutico.

“Stamane è accaduto su Facebook, – ha proseguito Ardenti, – dove il direttore del Centro terapia del dolore e cure palliative dell’Asl2 Savonese, Marco Bertolotto, sul suo profilo Fb ha pubblicato la missiva di un paziente che si lamentava con lui perché ‘nonostante gli sforzi’ non riusciva più a comprarsi ‘privatamente’ la cannabis terapeutica rimanendo così senza la terapia (evidentemente prescritta)”.

“Tra l’altro, il direttore dell’Asl 2 Bertolotto risulta anche il fondatore dell’associazione ‘Medical cannabis’ che da tempo si occupa di questo delicato tema. In tal senso, ho già predisposto un’interrogazione regionale in cui da un lato segnalo la vicenda del paziente senza terapia all’assessore alla Sanità Sonia Viale (anche perché mi risulta che si tratti di una ‘terapia Lea’ ossia che rientra nei livelli essenziali di assistenza, quindi gratuita e non certo da acquistare ‘privatamente’)”.

“Dall’altro lato, chiedo all’assessore regionale alla Sanità che cosa abbia spinto un nostro primario a utilizzare Facebook e la vicenda personale di un paziente per affrontare e tentare di risolvere una problematica, che invece dovrebbe essere affrontata e risolta all’interno del funzionamento delle nostre Aziende sanitarie locali e del Sistema sanitario nazionale. Non si possono lasciare i pazienti senza percorsi e risposte certe su un tema così delicato”, ha concluso Ardenti.

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