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Cairo, nessuna responsabilità per l’infortunio all’operaio che precipitò da un lucernario: 8 assoluzioni

L'incidente risale al novembre del 2013 quando un 24enne fece un volo di 8 metri dal tetto della Omg durante un intervento di manutenzione dell'impianto fotovoltaico

Cairo Montenotte. Nel novembre del 2013 a Cairo si era verificato un gravissimo incidente sul lavoro durante un intervento di manutenzione dell’impianto fotovoltaico installato sul tetto dello stabilimento Omg Manifacturing di via Brigate Partigiane. Un operaio allora ventiquattrenne, Franco Colombo, di Cesana Brianza, era infatti precipitato per circa otto metri dopo aver sfondato un lucernario. Un volo che, nonostante i soccorsi tempestivi e un trattamento chirurgico immediato, aveva causato al giovane lesioni gravissime e, purtroppo, anche danni permanenti.

Sulla tragedia la Procura di Savona aveva aperto un fascicolo per lesioni colpose gravissime legate alle presunte violazioni della normativa relativa alla sicurezza sul lavoro. Al termine dell’indagine, che aveva chiarito la dinamica dell’incidente (l’operaio aveva calpestato il lucernario che non aveva retto il suo peso facendolo precipitando nel vuoto), erano state rinviate a giudizio otto persone e quattro società: Guido ed Elisabetta Ghiglia, rappresentanti della Omg, la società proprietaria del capannone dove era avvenuto l’incidente; Ermanno Pronzato e Alessandro Giudici della E.G. Energy, titolari dell’impianto fotovoltaico e committenti del lavoro; Serafino Castelnuovo, Roberto Altieri e Enrico Gnecchi, rispettivamente amministratore, dirigente e preposto della S.E.I., ditta per cui lavorava l’operaio rimasto ferito; Enrico Cappanera, legale rappresentante della Energy Resources che ha fornito i pannelli solari e si è occupata della progettazione dell’impianto; e, appunto, tutte le rispettive società.

Questo pomeriggio, al termine di un lungo ed articolato processo, tutte le accuse verso gli imputati sono cadute: Castelnuovo, Altieri e Gnecchi (avvocati Paolo Baio e Liliana Bove) sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato, mentre Cappanera, Giudici, Pronzato, Elisabetta e Guido Ghiglia (avvocati Davide Toccaceli, Leandro Boggio, Paolo Brin, Francesco Lorusso, Riccardo Amerito, Giuseppina Bodenizza, Antonio Quaranta e Loredana Ermia) per non aver commesso il fatto. Inoltre il giudice Fois ha dichiarato non sussistente la responsabilità delle società Energy Resources Srl, E.G. Energy Srl, S.E.I. (Servizio Elettronica Industriale) Srl e Omg Manufacturing Srl. Una sentenza che ha rispecchiato le richieste del pubblico ministero Giovanni Battista Ferro.

Nel corso del dibattimento è emerso che il lucernario sfondato dall’operaio si trovava in una zona del tetto diversa da quella su cui doveva essere fatto l’intervento di manutenzione, che era delimitata ed in sicurezza. L’operaio sarebbe quindi precipitato nel vuoto dopo essere andato in un’area del tetto sulla quale non si doveva camminare. Inoltre, sempre dalle testimonianze raccolte durante il processo, è stato chiarito che Colombo è salito sul tetto senza attendere l’arrivo del suo superiore, la persona preposta a verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza. Di qui la conclusione (i motivi della sentenza saranno depositati tra 90 giorni) che non ci siano responsabilità da parte di terzi per la terribile disgrazia.

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