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Bitume a Zuccarello e Cisano, l’Altra Liguria e Altra Zuccarello sulle barricate: “Riconvertire il sito ad altro uso”

"Va valutata la possibilità di convertire il sito ad un utilizzo compatibile con un ambiente che avrebbe l'ambizione di promuovere percorsi naturalistici ed un turismo sostenibile"

Zuccarello/Cisano sul Neva. “Prima di dare il via libera all’ampliamento delle lavorazioni di materiali pericolosi come il bitume occorre tenere conto dei dati sanitari ed epidemiologici della zona, valutare la presenza di inquinanti nell’ambiente circostante ed avere un piano di abbattimento dei miasmi. Occorrono, insomma, una valutazione di impatto ambientale e di impatto sulla salute eseguiti da enti terzi. Tuttavia, ancor meglio sarebbe pensare alla possibilità di convertire il sito ad un utilizzo diverso e compatibile con un ambiente che, peraltro, avrebbe l’ambizione di promuovere percorsi naturalistici ed un turismo sostenibile, come si evince dal sito della Provincia di Savona”. Così i rappresentanti de “L’Altra Liguria” ed i consiglieri comunali di “Progetto Altra Zuccarello” intervengono a proposito della querelle riguardante i miasmi con cui, da qualche tempo, devono fare i conti gli abitanti di Zuccarello e di Cisano sul Neva.

“Nell’entroterra di Albenga, tra Piemonte e Liguria, lungo il tragitto del torrente Neva, si trovano due antichi borghi medievali, Cisano sul Neva e Zuccarello, due piccoli gioielli in una verde vallata. Inseriti in molti percorsi turistici, Zuccarello è anche annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Peccato che proprio lì, tra Cisano e Zuccarello, trovi posto l’Icose SpA, un’azienda che lavora bitume, con tutte le emissioni che ne conseguono, che mira ora ad espandere i propri impianti per raddoppiare la produzione. Il bitume, che si ottiene dal petrolio grezzo, viene lavorato a caldo, liberando fumi che, oltre a diffondere miasmi fastidiosi, non fanno certamente bene alla salute, in quanto contenenti sostanze cancerogene, come certificato nel 2005 dall’Oms”.

“Di questo si lamentano da anni i cittadini dei due borghi, che hanno già presentato esposti e fatto proteste, ricevendo in cambio la notizia che la Regione ha dato parere favorevole al raddoppio di produzione dell’impianto senza sottoporre la pratica alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), quella cosa che tanto da fastidio a chi di tutela ambientale non vuole proprio sentir parlare. Questo nonostante l’area sia sottoposta a vincolo ambientale e idrogeologico e sia a meno di 150 metri dal Neva. La tutela della salute degli abitanti, responsabilità primaria dei Sindaci, non è certo questione di lana caprina, e rimanere ‘dentro i limiti di legge’ non sempre è sufficiente, a dirci la verità sono spesso solo i dati epidemiologici su mortalità e malattie, infatti i dati epidemiologici regionali del 2017 indicano Zuccarello come ‘situazione a rischio’. Anche questi dati però vengono vissuti sempre con un certo fastidio e ignorati da politici, che preferiscono ascoltare le sirene dei lobbisti piuttosto che accogliere gli allarmi dei cittadini che rappresentano”.

“Aggiungiamo che, dato che recentemente la Regione Liguria ha decretato lo stato di emergenza climatica, firmando un protocollo che prevede la messa di atto di azioni concrete per eliminare l’uso del petrolio, viene da chiedersi se abbiano capito ciò che hanno votato, e che si sono impegnati a fare, di fronte ai giovani di ‘Friday for Future’. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, come sempre, a fianco degli abitanti della zona”.

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