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Annullato il Jova Beach Party di Albenga, un danno di quasi 2 mln di euro per il territorio fotogallery

Disdette in alberghi e strutture ricettive, merce invenduta nei negozi che già si preparavano all'assalto dei 20 mila fans

Albenga. Mancavano meno di sette giorni all’apertura dei cancelli quando pochi minuti dopo le 16.00 Trident Music ha ufficializzato la notizia che era nell’aria dal pomeriggio di ieri e che con il passare delle ore è diventata sempre più difficile da contenere: la data di Albenga del Jova Beach Party è stata annullata.

Il Jova Beach Party era unanimemente riconosciuto come “l’evento dell’estate”, non solo di Albenga ma di tutta la Liguria, visto che la data di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, faceva parte di uno uno dei tour più importanti dell’estate assieme a Vasco Rossi, Ligabue e la coppia Laura Pausini e Biagio Antonacci: inoltre, il fatto di essere uscito dagli stadi per approdare negli arenili aveva catalizzato l’attenzione verso una nuova tipologia di festa musicale, portata in giro per le spiagge d’Italia.

Ora però è il momento di fare la conta dei danni: se i molti fans di Jovanotti che hanno comprato i preziosi tagliandi, con la data ingauna che era stata la prima del tour ad andare sold out, attraverso canali secondari e a costo maggiorato rimarranno “cornuti e mazziati” (visto che oltre al danno di non vedere il concerto si aggiungerà una perdita nel rimborso del tagliando), il vero KO è per tutto il territorio del ponente savonese che avrebbe beneficiato dell’indotto creato da un evento di queste dimensioni.

Pochi minuti dopo l’annuncio ufficiale sono arrivate agli albergatori, non solo di Albenga, le prime disdette di turisti che avevano progettato e prenotato un weekend al mare in vista dell’atteso “show on the beach” di Jovanotti: a queste disdette si aggiungono tutte quelle legate alla produzione del concerto, considerato che nella notte di oggi sarebbero dovuti arrivare oltre 40 bilici per un totale di oltre 100 persone che si sarebbero occupati dell’allestimento delle aree e che ovviamente in questa settimana avrebbero soggiornato e consumato nelle attività della zona. Nelle scorse settimane avevamo parlato di come molti spettatori avessero già prenotato nelle strutture ricettive di Alassio, Loano, Pietra Ligure, fino a Savona.

Oltre al danno per le strutture turistiche è sicuramente ingente il danno per il tessuto economico: un afflusso tale avrebbe riempito ristoranti, stabilimenti balneari e fatto acquisti nelle attività commerciali nel giorno del concerto, ma anche nella giornata successiva di domenica 28 luglio. Per i negozi la mazzata sarà doppia, perchè oltre al mancato incasso in molti avevano già fatto ordinativi e ricevuto la merce per far fronte all’assalto dei ventimila spettatori attesi nel ponente savonese per il concerto di Jovanotti.

In una stagione estiva difficile, come dimostrano i dati diffusi recentemente dall’Osservatorio turistico regionale che segnano un pesante calo delle presenze, la data del Jova Beach sarebbe stata sicuramente un volano per l’economia locale: tra l’altro, lo scarso preavviso con cui il concerto è stato annullato difficilmente consentirà di recuperare con prenotazioni e arrivi last minute.

Difficile fare una stima sulla ricaduta negativa per il nostro territorio, ma recenti analisi di mercato parlano di cifre medie intorno ai 50 euro per persona: quindi, secondo un calcolo approssimativo, l’indotto economico del concerto avrebbe potuto portare nelle casse delle attività della zona più di un milione di euro e proprio nel corso dell’ultimo Consiglio comunale l’amministrazione Tomatis aveva parlato di un indotto di oltre 1,5 mln di euro per la sola città di Albenga.

Commenti

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  1. Scritto da Domenicodellavalle

    Scusate.. trattasi di mareggiata e non di tsunami. Bastava vendere qualche biglietto in meno per non bagnarsi i piedi con l’onda lunga. Sono stato ad Albenga a inizio luglio: da anni non si vedeva una spiaggia così ampia. Lorenzo sfida l’organizzazione a trovare una soluzione

  2. Scritto da Domenicodellavalle

    Sono il solito leone da tastiera. La mareggiata non è stato uno tsunami e quest’anno la spiaggia di Albenga era straordinariamente ampia. Credo che qualcosa non abbia funzionato a dovere nella macchina organizzativa. Banalmente poteva vendere qualche biglietto in meno per essere sicuri di non bagnarsi i piedi se c’era un po’ di onda. Jova non arrenderti ai tecnici. Stupiscici per inventiva e senso di libertà anche questa volta..