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Alassio, ora la giunta trema davvero: respinto il ricorso di Melgrati contro la sospensiva

Non potrà riprendere il suo posto a palazzo civico. Sale l’ansia in attesa della sentenza di secondo grado

Alassio. Le fenditure a mano a mano diventano crepe e gli scricchiolii aumentano. Ora la giunta di Alassio trema sul serio. Marco Melgrati, infatti, almeno per il momento, non potrà riprendere il suo posto a palazzo civico, nella Città del Muretto.

Il Collegio del Tribunale di Savona, questa mattina, ha infatti dichiarato “inammissibile” il ricorso contro la sospensione dalla carica per 18 mesi presentato dal primo cittadino, con l’assistenza del suo legale Franco Vazio e lo ha respinto.

La “Legge Severino”, scattata nei confronti di Melgrati in seguito alla condanna a 2 anni, 11 mesi e 15 giorni nell’ambito del processo “Spese Pazze”, prevede che chi ricopre una certa carica pubblica, se condannato per certi tipi di reato, non può più candidarsi. Con una condanna in primo grado (il “caso Melgrati”), scatta la sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi, ai quali se ne aggiungerebbero altri 12 in caso di conferma della condanna da parte della Corte di Appello, e poi con conseguente decadenza dell’intera giunta comunale e nuove elezioni nel caso di conferma della condanna da parte della Cassazione.

I difensori di Melgrati hanno sollevato dubbi sulla legittimità della norma per due aspetti: il primo sostenendo che sia una norma sanzionatoria e che di conseguenza anticipi l’eventuale sentenza definitiva di condanna e per questo non rispetta quindi il principio di presunzione di innocenza; secondo aspetto su cui erano sollevati dubbi è relativo al principio dell’articolo 3 della costituzione, quello sull’uguaglianza: secondo la difesa, se la sospensione cessa dopo 18 mesi in assenza di sentenza che conferma condanna, allora che senso ha?

Di diverso avviso, però, il Collegio del Tribunale di Savona, secondo il quale la legge Severino è già stata sottoposta al vaglio di legittimità costituzionale. Quindi, si tratterebbe di argomentazioni già affrontate dalla Corte Costituzionale in diverse pronunce. Secondo giudici savonesi,  i dubbi sollevati nel ricorso di Melgrati sono già stati affrontati e respinti. La conclusione del tribunale di Savona è che la Norma ha natura non sanzionatoria, ma cautelare, quindi è legittima.

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