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Alassio, discusso il ricorso di Melgrati. Il legale Vazio: “Chiediamo sospensione dell’efficacia del provvedimento”

Il 30 maggio, a Genova, era arrivata la condanna nel processo “Spese pazze”, con conseguente sospensione dalla carica di primo cittadino

Alassio. Si è da poco conclusa l’udienza per l’accoglimento del ricorso presentato dal legale di Marco Melgrati, Franco Vazio. Questa mattina, architetto e avvocato si sono presentati davanti al giudice Luigi Acquarone, richiedendo la sospensione del provvedimento prefettizio che ha sospeso Melgrati dalla carica di sindaco di Alassio a seguito della Legge Severino, scattata per via della condanna nell’ambito del processo “Spese Pazze” in Regione. Al termine, il giudice si è riservato di decidere e l’esito arriverà solo nei prossimi giorni, indicativamente una settimana.

“Abbiamo discusso il ricorso per la sospensione dell’efficacia del provvedimento prefettizio. Noi riteniamo che il procedimento debba essere sospeso e la causa rimessa davanti alla Corte Costituzionale perchè questo provvedimento lede il diritto di elettorato passivo di Melgrati e in particolare perché è in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. A nostro giudizio deve essere sospeso e poi trasmesso”, ha dichiarato Vazio.

“Il provvedimento del prefetto, a nostro giudizio, è ‘viziato’, ma perché è la stessa legge ad esserlo: contrasta con due articoli della Costituzione. Noi chiediamo, dunque, in via cautelare e urgente che il giudice sospenda l’efficacia del provvedimento prefettizio e trasmetta gli atti alla Corte Costituzione per decidere sulla leggititimità costituzionale da noi sollevata”, ha concluso il legale.

“Grazie a tutti per gli attestati di stima – scrive lo stesso Melgrati sui social – io so di essere innocente e in buona fede… e ho sempre avuto stima per la magistratura giudicante… purtroppo sono finito nel tritacarne di un processo alla politica… pur avendo rispettato alla lettera la legge regionale in vigore… sono sereno e consapevole della mia dirittura morale e della mia onestà intellettuale… uno dei principi che la mia famiglia mi ha instillato è l’onestà… e non ho mai mancato a far fede a questo principio… comunque vada sono sereno e vado a testa alta… con l’aiuto di Dio, che tutto sa, dimostrerò alla fine la mia innocenza… sono stato eletto dai cittadini di Alassio per la terza volta come Sindaco, per quello che ho saputo dimostrare, e MAI ho approfittato della mia posizione… il mio ufficio, da Sindaco e da privato professionista è sempre stato aperto a tutti, cercando, nei limiti della legge, di risolvere i problemi della gente… e dove non arrivava e arriva il comune e i servizi sociali, sono sempre intervenuto personalmente… l’onestà è presente del mio DNA… e prima o poi saprò dimostrarlo… comunque vada domani continuerò a camminare fiero e con la testa alta, consapevole della mia buona fede e onestà… grazie ancora a tutti, anche ai molto che mi hanno scritto in privato… e ai miei nemici dico che il male prima o poi ritorna…. quindi non gioite della mia temporanea ‘disgrazia’… per la legge italiana un cittadino è innocente fino al terzo grado di giudizio e questa pena accessoria, oltre che penalizzare una città intera, è palesemente anticostituzionale”.

Per Melgrati, lo scorso 30 maggio, a Genova, era arrivata la condanna nell’ambito del processo “Spese pazze” a 2 anni, 11 mesi e 15 giorni. Doveva rispondere all’accusa di peculato e, in seguito alla condanna in primo grado decisa dal tribunale genovese, era scattata la temuta Legge Severino, che si applica agli amministratori condannati per reati come il peculato o il 316 ter del codice penale.

I consiglieri regionali coinvolti (tra cui lo stesso Melgrati), secondo l’accusa, si sarebbero “fatti rimborsare con soldi pubblici, spacciandoli per spese istituzionali, cene, viaggi, gite al luna park, birre, gratta e vinci, ostriche, fiori e biscottini”. In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, “venivano consegnate ricevute che erano state dimenticate da ignari avventori. In altri venivano modificati gli importi a mano. Le pezze giustificative, molto spesso, si riferivano a periodi festivi: Natale, Capodanno, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio”.

 

Angelo Galtieri Marco Melgrati

“Per Melgrati si trattava di spese di rappresentanza rendicontate come capigruppo e spese di trasporto per poche migliaia di euro”, ha spiegato ancora Vazio. Ma era stato sospeso, con effetto praticamente immediato, dalla carica di primo cittadino della Città del Muretto, lasciando momentaneamente il posto al suo vice, Angelo Galtieri.

Le giustificazioni da lui fornite, unite alla difesa del suo storico legale Franco Vazio, se lo avevano fatto assolvere da alcune imputazioni, per la prima volta, non erano state sufficienti a convincere del tutto il tribunale genovese. Ora sale l’attesa per conoscere l’esito del ricorso che verrà comunicato nei prossimi giorni.

 

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