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Addio Mistrangelo: l’annuncio del ritiro della bandiera della Rari Nantes

Claudio Mistrangelo: dai miracoli a bordo vasca alla direzione tecnica e all'impegno con i giovani. Saluta un uomo che ha fatto la storia di Savona

Savona. Claudio Mistrangelo saluta la Rari Nantes Savona. Il direttore tecnico dei biancorossi saluta così la compagine che portò al doppio scudetto negli anni ’90.

Con agosto 2019 avrà termine la mia lunga e fortunata avventura con la Rari – ha dicharato Mistrangelo, tramite il sito ufficiale della società – Dal mio primo tesseramento sono passati 55 anni, un numero che incontrerebbe il favore di Pitagora, di Fibonacci e della numerologia angelica. Un così lungo corso quasi obbliga e, comunque, permette due parole in più di uno stringato comunicato”.

“Alla Rari sono stato atleta, istruttore, allenatore dei giovani e, per più di 30 anni, allenatore della prima squadra. Un vero travet di bordo vasca. Ora si è concluso anche l’ultimo compito, la ricostruzione di un settore giovanile all’altezza della nostra tradizione. Ho sempre detto che avrei chiuso con i giovani e così faccio – prosegue – Il momento appare controverso per la società, felice per la recente salvezza, difficile perchè pesa l’incertezza del fattore piscina, ma la società ha dirigenza, tecnici, atleti e DNA tali da superare queste difficoltà. Ci vorranno tempo, pazienza e lungimiranza, ma, ne sono certo, si riuscirà a costruire un nuovo futuro di successi. Per me è, invece, il momento giusto dei saluti. Semplicemente perché c’è un tempo giusto per tutto, anche per chiudere. Due sentimenti si accalcano, si sovrappongono, si contraddicono.

L’inevitabile onda dei ricordi che travolge riserbo e basso profilo abituali: i giorni andati, quelli belli e quelli cupi, i progetti, le delusioni, i successi, i fallimenti, i tanti giovani, gli amici, i troppi che non ci sono più e che hanno lasciato un vuoto incolmabile. E, a contrasto, la solida e pacata soddisfazione per un lavoro ben fatto. Ho iniziato in una Rari in serie D, lascio una Rari che è divenuta un punto di riferimento della pallanuoto nazionale. Anzi lascio molte Rari. Quella che ha saputo senza soldi, senza piscina, coi soli giovani del vivaio guadagnarsi la serie A; quella che con l’inserimento di grandi nomi ha saputo vincere scudetti e coppe; quella che ha saputo ricostruirsi più volte; quella che ha sempre ottenuto buoni risultati giovanili. E di tutte queste Rari ho avuto la fortuna di essere sempre uno dei protagonisti. Come tale, so bene che i risultati sono il frutto della collaborazione di tanti e, quindi, sinceri giungano i miei ringraziamenti ai dirigenti, ai collaboratori, ai giocatori e ai tifosi che, per lungo o breve tratto, hanno condiviso questa divertente, appassionante vicenda umana e sportiva”.

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