Accusato di bancarotta fraudolenta, l'imprenditore arrestato dalla Finanza comparirà davanti al gip nei prossimi giorni - IVG.it
L'indagine

Accusato di bancarotta fraudolenta, l’imprenditore arrestato dalla Finanza comparirà davanti al gip nei prossimi giorni

Nei guai è finito il 50enne Mario Boasso, secondo l'accusa faceva fallire imprese nel settore abbigliamento: avrebbe distratto beni per oltre 1,3 milioni di euro

Albenga. E’ in attesa di comparire davanti al gip Emilio Fois per l’interrogatorio di garanzia, Mario Boasso, l’amministratore cinquantenne di tre società dichiarate fallite arrestato ieri dalla guardia di finanza nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta.

L’uomo è finito in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal procuratore Ubaldo Pelosi che, nella stessa inchiesta, ha indagato a piede libero altre quattro persone che, secondo l’accusa, sarebbero dei prestanome a cui le aziende erano intestate. La tesi degli inquirenti è che Boasso abbia fatto fallire di proposito le aziende, che gestivano negozi di abbigliamento in provincia di Savona (tra Loano e Alassio) e Imperia.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, l’imprenditore amministrava di fatto le società pur rimanendo formalmente estraneo alle stesse: dalle indagini sarebbe emerso che da quelle aziende sarebbero stati distratti ingenti capitali, oltre un milione e 300 mila euro, un’operazione giustificata contabilmente da transazioni commerciali tra le stesse imprese. La guardia di finanza ha sequestrato oltre mezzo milione di euro nella disponibilità dell’arrestato. Inoltre, sempre ieri, sono state perquisite le abitazioni dei quattro prestanome che ora dovranno rispondere davanti all’autorità giudiziaria savonese di bancarotta fraudolenta e documentale, ma anche dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture relative ad operazioni inesistenti.

“Di fondamentale importanza – hanno precisato al termine dell’operazione dal Comando ingauno – sono risultate le indagini bancarie, ormai strumento prevalente delle funzioni di polizia economico-finanziaria, nei confronti degli indagati già emersi a vario titolo nell’ambito delle procedure di adesione (‘voluntary disclosure’) e per capitali detenuti nel Principato di Monaco”.

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