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Via libera al concordo per Ata, Garassini esulta: “Grande risultato, nonostante qualcuno sperasse nel fallimento”

"E' la conclusione di 15 mesi di lavoro molto difficile, durissimo, con una infinita quantità di ostacoli da superare"

Savona. “E’ la conclusione di 15 mesi di lavoro molto difficile, durissimo, con una infinita quantità di ostacoli da superare. Ostacoli di ogni genere e tipo, comprese persone, anche insospettabili, che auspicavano il fallimento della società”. Inizia così il commento del presidente di Ata, Alessandro Garassini, sull’omologa al concordato preventivo per l’azienda arrivata questa mattina da parte del tribunale fallimentare.

Il dirigente di Ata non nasconde la soddisfazione per l’esito della procedura, ma ci tiene anche a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “La mattina del voto su piano concordatario, un assessore del Comune di Savona ha detto a Matteo Debenedetti: ‘Tanto non ce la fate’. E’ stato un episodio molto sgradevole: stavamo lavorando per salvare l’azienda e qualcuno ‘sperava’ che le cose non andassero in maniera positiva”.

“Sono pervenute e continuano a pervenire critiche molto feroci da persone che non sanno nemmeno quali problemi e quali difficoltà Ata era chiamata ad affrontare dal punto di vista giuridico, economico, finanziario ed industriale. E anche da soggetti che, interessati ad avere dei ruoli, non avendo ricevuto soddisfazione hanno ritenuto di dover avere un atteggiamento distruttivo. Questi aspetti di conflittualità permanente non contribuiscono alla serenità dell’azienda. Questo è accaduto anche con alcune sigle sindacali, che si sono dimostrate sempre critiche malgrado fin dal primo giorno, avendo aperto un dialogo che in precedenza non c’era mai stato, ci fossimo dimostrati disponibili ad accogliere ogni contributo per migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azienda. Alcuni sono stati propositivo, altri hanno sparato ad alzo zero senza giustificazione alcuna. Mi è molto dispiaciuto e spero che per l’avvenire le cose cambino”.

“Il lavoro, come dicevo, è stato molto complicato: si è trattato di una procedura caratterizzata da un grado di difficoltà unico ed è stata gestita con risorse interne quantitativamente piuttosto modeste. Nel corso degli anni l’azienda si è progressivamente impoverita e con poca gente a disposizione è molto complicato far funzionare le cose. E’ stato davvero molto faticoso” prosegue Garassini.

L’Ad, Matteo Debenedetti, aggiunge: “Siamo molto soddisfatti per questo risultato, che è frutto di un anno e mezzo di lavoro arduo contro mille avversità e ostilità. Sono particolarmente contento per i dipendenti e per i tantissimi fornitori che ci hanno dato fiducia e che presto vedranno l’avvio del piano pagamenti. Un ringraziamento a tutti qui quelli che ci hanno creduto ed hai consulenti legali ed amministrativi e agli organi della procedura per la professionalità e sensibilità dimostrata in un difficile percorso”.

“Oltre alla salvaguardia del lavoro dei dipendenti, che comunque potevano contare su garanzie di legge, le mie preoccupazioni più grandi erano due. La prima – prosegue il presidente di Ata – era non lasciare che il servizio, che è un servizio essenziale, fosse lasciato allo sbando. I comuni che serviamo sono complessivamente contenti: da Diano Marina, Borghetto Santo Spirito, Pietra Ligure, Borgio Verezzi non ci sono arrivate lamentele e perciò siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo. Pur vivendo una situazione drammatica, anche Savona (nei limiti delle possibilità) è stata mantenuta all’onor del mondo. Questo nonostante alcuni cittadini a volte non abbiano collaborato come avrebbero dovuto, ad esempio con conferimenti di rifiuti effettuati nelle modalità non corrette. E’ difficile tenere pulita una città se chi la abita non la ama”.

Per il presidente di Ata “l’altra cosa fondamentale era salvaguardare i creditori: era fondamentale evitare che tutti coloro i quali hanno lavorato con Ata confidando che nel fatto che essendo un’azienda pubblica avrebbe pagato il corrispettivo pattuito non restassero con una mano davanti e una dietro. Abbiamo ‘sputato sangue’ per cercare di pagare i fornitori nei limiti di quanto previsto dal concordato e, se possibile, anche qualcosa di più”.

“Il fatto che il piano concordatario sia stato omologato con il 70 per cento dei voti favorevoli la dice lunga sul lavoro svolto anche grazie anche all’eccellente contributo arrivato dai professionisti selezionati per assisterci nella procedura, scelti tra i migliori”.

“Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma di partenza. Ora bisogna attuare il concordato. Per usare una metafora calcistica, abbiamo partecipato alle qualificazioni per i mondiali di calcio e ci siamo qualificati. Ma se perdiamo con la Corea al primo turno… Ora inizia il campionato e dobbiamo giocare tutte le partite con le risorse di cui disponiamo. E nessuno ha neanche lontanamente l’idea di quanto sia difficile giocare”, conclude Garassini.

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