Aria di cambiamento

Vaccarezza “scarica” FI, promuove il modello Toti e tende la mano alla Lega: “Sediamoci e riflettiamo insieme”

Ma lascia una porta aperta: “Il 6 luglio a Roma nascerà qualcosa di nuovo con Toti. Mi auguro ci sia anche Forza Italia”

Giovanni Toti Angelo Vaccarezza

Regione. È uscita indubbiamente sconfitta e ulteriormente ridimensionata, per non dire quasi azzerata, dalle elezioni amministrative 2019. E ora, per Forza Italia sembrano aprirsi due possibili destini, e non solo a livello regionale: annessione al nuovo progetto Toti o “solitudine”, senza vie alternative.

Lo si evince anche e soprattutto dalle parole del capogruppo di Forza Italia in Regione e da sempre figura di riferimento del partito Angelo Vaccarezza che ha voluto rispondere alle critiche piovute dal senatore leghista Ripamonti. Non sono mancate alcune frecciatine, velate ma non troppo, ma dalla sostanza del discorso di Vaccarezza si evince anche un’unione di intenti fondata su due punti: il fatto che Forza Italia sia ormai “un partito pressoché irrilevante” e che ci sia bisogno di “comporre un nuovo centrodestra”, con la Lega inquadrata come “alleato irrinunciabile”.

Forza Italia oggi è un partito che è diventato quasi irrilevante. Noi abbiamo pregato e sperato che si modificasse. E lo spero ancora adesso. Ma stiamo facendo nascere il percorso degli ‘arancioni’, che dovrebbe essere sancito da Giovanni Toti a Roma il 6 luglio, proprio perchè riteniamo il discorso, per il punto a cui siamo arrivati, finito. Torneremo dalla Capitale con un progetto completamente diverso. Anche perchè noi non dobbiamo parlare con Forza Italia, ma con gli 8 milioni di elettori che a FI hanno voltato le spalle, – ha dichiarato Vaccarezza, che poi ha lasciato però una porta aperta alla stessa compagine forzista, – Mi auguro di vedere anche Fi a Roma”.

Il discorso, dunque, riallacciandosi al concetto iniziale, sembra chiaro: inglobamento o “tanti saluti”. Ma con una certezza: l’alleanza con Lega che, almeno stando alle dichiarazioni di Vaccarezza, continuerà, nonostante le “scaramucce” post elettorali.

Su Albenga in particolare, credo vada fatta un’analisi seria, senza darsi le colpe l’uno con l’altro, ma andando ad analizzare la situazione. Bisogna chiedersi perchè nei quartieri dove c’è l’emergenze sicurezza ha vinto Tomatis. Se nei quartieri dove doveva sfondare, la Lega non lo ha fatto, probabilmente vuol dire che la coalizione non è stata brava a replicare le politiche vincenti a livello nazionale“.

“Non accuso nessuno, ma è innegabile che, alla fine, la Lega non è riuscita a replicare il risultato delle Europee alle amministrative. Forza Italia ha preso meno consensi, vero, ma in egual misura in entrambe le competizioni. Calleri non è solo un freddo militante di partito che sventola la bandiera della Lega. È ben più di quello che abbiamo fatto vedere agli albenganesi, ma a noi non è proprio stata data l’opportunità di dimostrarlo”.

Frecciata seguita però dalla mano tesa verso Ripamonti e lo stesso Carroccio: “Ho promosso l’elezione di Paolo Ripamonti e Sara Foscolo e lo rifarei anche domani. Dobbiamo sederci e riflettere semplicemente insieme su quanto accaduto e sul futuro. Oggi, come ‘area Toti’, governiamo molti più comuni del savonese di prima e questa è la base da cui partire. Anche la Lega ha interesse che nasca una nuovo costola di centrodestra che interloquisca con il mondo orfano di Forza Italia. D’altra parte non mi risulta che in questo territorio l’uno sia mai riuscito a vincere senza l’altro”.

Infine, un pensiero sui ‘transfughi di Fi’ citati da Ripamonti, che avrebbero cambiato l’esito delle elezioni in diversi Comuni: “C’è tantissima gente non più iscritta a Forza Italia, di loro non mi occupo. Non li conosco: vadano un po’ dove vogliono. Anche nel nuovo progetto ‘arancione’? Noi creeremo un nuovo contenitore di valori: quelli che ci si riconosceranno, entreranno e saranno i benvenuti. Le porte sono aperte a tutti, senza preclusioni: lo faranno in tanti ne sono sicuro”, ha concluso Vaccarezza.

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