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Lettere al direttore

Una madre e un figlio

Una grande lezione di amore, un esempio di una luminosità stupenda

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Compiendo il mio volontariato sulle autoambulanze mi capita si prelevare o ricondurre pazienti nelle RSA. Pochi giorni fa durante una di queste attività sono entrato in una di queste strutture e ho visto una cosa che mi ha commosso, soprattutto in questa epoca di egoismi e scarsa sensibilità nei confronti degli anziani da parte dei più giovani. Ero in questa struttura, di cui non comunico il nome, sita in provincia di Savona, e noto una signora all’apparenza molto anziana, vestita con lo scialletto, un abito umile ma ordinato, e un paio di ciabatte, quelle morbide di lana cotta, i capelli ben riavviati, il viso dignitoso con uno sguardo attento.

Questa signora appena incurvata era intenta a spingere una sedia a rotelle su cui era seduto un uomo, sicuramente più giovane, che indossava una tuta di felpa. L’aspetto di quest’ultimo era diverso: curvo, con le mani strette sui braccioli, uno sguardo assente, perso nel vuoto, aveva una piega amara sulle labbra e un tremito gli percorreva le spalle.

Mentre l’atteggiamento dell’uomo era passivo quello della signora anziana era ancora dinamico e di protezione nei suoi confronti. Mentre spingeva la sedia, ogni tanto si chinava ad accarezzare il capo dell’uomo e a mormorargli qualcosa nelle orecchie come per rassicurarlo. Seguii con lo sguardo la strana coppia girare l’angolo del corridoio della struttura. Incuriosito chiesi notizie su quei due al personale e quello che mi fu detto mi commosse moltissimo: la coppia era formata da una madre, quasi novantenne, e dal figlio cinquantenne, lei era ancora funzionale e lui era portatore di alcune disabilità. La madre, rimasta vedova, preso atto della situazione di difficoltà, aveva scelto di inserire il figlio in una struttura e seguirlo, anche lei ospite della stessa struttura.

Mi dicono che lei lo segue amorevolmente, lo accompagna, lo tranquillizza con la sua continua presenza, spesso lo imbocca durante i pasti, lo cambia, gli rimbocca le coperte poco prima del sonno e quando non riesce a completare questa sua opera incessante, chiama in aiuto il personale della struttura. Mi sono sentito piccolo, piccolo di fronte a questa cosa: una madre che continua ad essere tale anche dopo decenni e a proseguire la sua opera anche in condizione di grande difficoltà senza farsene condizionare, anzi usando la sua intelligenza per fare fronte a dei problemi che parrebbero insormontabili.

Una grande lezione di amore materno. Di fronte alla melma che spesso lorda i valori fondamentali della vita questo esempio è di una luminosità stupenda.

Roberto Nicolick

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