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Raccolta fondi a Celle, obiettivo raggiunto: la salma del giovane Mohamed farà ritorno a casa

Ricoverato all’ospedale San Paolo, è deceduto in seguito ad una malattia: era ospite della Comunità per stranieri

Celle Ligure. La storia di Mohamed D. Ha fatto breccia nei cuori dei cittadini della Riviera e la raccolta fondi  si è conclusa con successo: la salma del diciottenne potrà fare ritorno a casa.

A comunicarlo sono stati il presidente Laura Gengo, il Cda di Cooperarci e gli educatori della Comunità “Ancora Casa” di Celle Ligure: “Con enorme soddisfazione è stata raggiunta e grandemente superata la cifra necessaria alla copertura delle spese di rimpatrio della salma di Mohamed”.

“Nella giornata odierna, giovedì 13 giugno 2019, abbiamo provveduto al versamento degli importi relativi al nolo aereo e al saldo del servizio funebre per 5mila euro, oltre ad un primo versamento alla famiglia per mille euro. Il trasferimento della salma avverrà con partenza dall’aeroporto di Milano Malpensa nel tardo pomeriggio di oggi”.

“Il conto destinato alla raccolta fondi per Mohamed resterà comunque aperto fino al 20 giugno 2019, Giornata Mondiale del Rifugiato, per consentire eventuali ulteriori donazioni. La somma residua, in accordo con le associazioni, sarà devoluta in forma di beneficenza ai parenti del ragazzo”.

“Ovviamente, una volta chiusa la raccolta, sarà nostra cura aggiornare tutti in merito alla somma totale raggiunta ed alle modalità di versamento alla famiglia. Vogliamo ringraziare davvero tutti per questa importante partecipazione: dalle singole persone che hanno contribuito privatamente, a coloro che hanno condiviso attraverso i social o il passa parola la nostra raccolta fondi, ai mass media che hanno pubblicato e diffuso la storia di Mohamed, alle scuole, comunità straniere, aziende, cooperative, associazioni, società di mutuo soccorso che hanno dato il proprio contributo e/o organizzato eventi per la causa”, hanno concluso.

Di seguito, il testo della toccante lettera-storia, firmata dagli educatori della comunità , dal referente del servizio e da tutti gli operatori del servizio migranti di Celle, attraverso la quale era stata lanciata la raccolta fondi.

“Nella serata di domenica 2 giugno 2019, – si legge, ci ha lasciati il giovane Mohamed D., appena diciottenne.  Mohamed veniva da un piccolo villaggio del Mali, dove viveva con la mamma ed il fratello maggiore. Era stato costretto ad abbandonare la sua casa e la sua famiglia, compiendo il lungo e travagliato viaggio dei migranti attraverso l’Africa e il Mediterraneo, scampando alla morte in tantissime occasioni”.

“Abbiamo incontrato Mohamed presso il Campo Roya di Ventimiglia, contattati per accoglierlo ancora minorenne. Parlava poco italiano, ma i suoi occhi comunicavano chiaramente un vissuto di paura e sofferenza. C’è voluto un po’ di tempo perché quell’apparente chiusura rivelasse invece il suo carattere amichevole, mite e dolce, sempre rispettoso e molto grato per ciò che gli veniva offerto. Purtroppo, quando sembrava che finalmente il suo duro percorso prendesse la strada di una maggiore serenità, si sono rivelati i primi problemi di salute”.

“Un gonfiore sospetto e doloroso all’altezza del collo è comparso qualche settimana dopo il suo ingresso in comunità. Da allora è iniziato per Mohamed un altro viaggio, quello attraverso la malattia. Una lunghissima serie di analisi, esami e interventi per combattere il linfoma e le altre condizioni cliniche avverse che si sono manifestate in seguito e che lo hanno portato alla morte”.

“Dal momento della sua partenza dal Mali, Mohamed non aveva più avuto contatti con la madre o con il fratello che aveva lasciato in un piccolo villaggio, sprovvisti di telefono e di altri mezzi di comunicazione. Inizialmente il ragazzo non voleva neanche tentare di contattarli, aiuto che gli era subito stato offerto. Pensava lo credessero morto e non voleva dargli altre preoccupazioni”.

“Solo dopo qualche mese Mohamed si è convinto a contattare la famiglia. È stato necessario, tramite mediatori Maliani, contattare il sindaco della città più vicina al villaggio per mettersi in seguito in contatto con uno zio del minore grazie al quale è stato possibile rintracciare la mamma”.

“Poco dopo le condizioni di salute di Mohamed sono drasticamente peggiorate, al punto da dover richiedere un ricovero immediato presso il reparto di rianimazione dell’ospedale San Paolo di Savona che si è protratto per circa un mese fino al decesso”.

“In seguito all’avvenuto contatto con la famiglia, durante la degenza si sono presentati due fratelli maggiori da parte di padre di Mohamed, che lo hanno conosciuto quando era ancora molto piccolo in Mali, per poi migrare anch’essi verso l’Europa. I fratelli, sentita la famiglia e la mamma, hanno espresso il desiderio di poter rimpatriare la salma del giovane”.

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