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Piaggio Aerospace, no al trasferimento del customer service a Villanova: monito dell’Rsu genovese

Il possibile ordinativo di 19 velivoli da ammodernare sarebbe una buona notizia ma i sindacati di Genova avvertono: "Non ci stiamo alla chiusura dello stabilimento di Sestri ponente

Liguria. Salvare Piaggio Aero a Villanova d’Albenga chiudendo definitivamente lo stabilimento di Genova? Non s’ha da fare… E’ questo il messaggio nemmeno troppo velato che arriva da un volantino diffuso in queste ore dall’Rsu di Genova e indirizzato all’azienda, al commissario Vincenzo Nicastro, ma anche ai sindacalisti savonesi.

La questione riguarda il customer service, vale a dire la divisione di Piaggio Aero che ha sede in quel che resta dello stabilimento di Sestri ponente, che si occupa in sostanza del retrofit/trasformazione/personalizzazione dei velivoli. Tra gli ordinativi che potrebbero mettere un tampone alla drammatica situazione di cassa di Piaggio Aero, c’è infatti il possibile ordinativo di retrofit/trasformazioni per 19 dei velivoli P180 che compongono la flotta istituzionale.

“Da alcune settimane si sta percependo un persistente rumore di fondo – scrive nel documento unitario l’Rsu di Fiom, Fim e Uilm – che sta mettendo in discussione le capacità operativa del Customer Service di Genova nel campo delle attività di trasformazione. Su questo chiediamo all’azienda un immediato chiarimento. Ma vogliamo ripetere gli stessi errori? Cinque anni fa un processo simile portò alla chiusura del nostro stabilimento: oggi i risultati purtroppo sono sotto gli occhi di tutti”.

I delegati ricordano come “chi è andato a Villanova da Genova anni fa per mantenere il posto di lavoro oggi è in cassa integrazione mentre oggi queste persone possono tranquillamente rientrare dalla CIGS al Customer Service, dove ora lavorano 70-80 persone, e contribuire all’avvio delle attività di trasformazione, dando il contributo di professionalità di chi quel lavoro lo ha già fatto, garantire la continuità produttiva”.

A chiarire il messaggio è il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro: “Se qualcuno pensa che quell’attività che oggi è di Genova e per cui Genova ha le competenze e le certificazioni necessarie venga trasferita a Savona commette un errore enorme perché questo sarebbe nei fatti la morte definitiva dello stabilimento genovese e noi non ci stiamo. Non si salva Savona uccidendo Genova, come eravamo anni fa contrari a perdere attività che erano di Genova, ora non rivogliamo rivedere lo stesso film”.

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