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Omicidio di Boissano, fissato il giudizio abbreviato per l’operaio che uccise la moglie fotogallery

Marco Buscaglia, che lavorava alla Piaggio, è in carcere con l'accusa di omicidio volontario

Savona. E’ stata fissata per il prossimo 19 settembre l’udienza preliminare nella quale sarà giudicato con un rito abbreviato Marco Buscaglia, l’operaio di 47 anni che è in carcere per aver ucciso, lo scorso 17 novembre, la moglie Roxana Karin Zentero nella loro casa di Boissano.

L’uomo, che dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario, sarà processato davanti al giudice Francesco Meloni (vista la richiesta di rito alternativo, infatti, il processo non sarà celebrato in corte d’assise).

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti (l’indagine è stata coordinata dal pm Massimiliano Bolla), Buscaglia aveva soffocato la moglie con un cuscino per motivi di gelosia visto che l’uomo temeva lei frequentasse un’altra persona. Un sospetto che la vittima, di fatto, aveva confermato al marito qualche ora prima dell’omicidio. Una confessione che aveva suscitato un crollo emotivo per Buscaglia che – come raccontato al pm – aveva “visto tutto nero” e si era sentito “fallito come marito, padre e lavoratore” e per questo, in un raputs, aveva aggredito la moglie soffocandola.

Resosi conto di quanto era avvenuto, il 47enne avrebbe poi contattato la sorella spiegandole di “aver fatto una stupidaggine” e preannunciando l’intenzione di “farla finita”. Poi era sceso in cantina e aveva tentato appunto di togliersi la vita ferendosi sulle braccia. Un tentativo che non era andato a buon fine: dopo qualche giorno di ricovero in ospedale Buscaglia, che è assistito dall’avvocato Gian Maria Gandolfo, era stato trasferito in carcere a Sanremo.

A gravare sulla situazione emotiva dell’uomo, inoltre, ci sarebbero state una serie di altre questioni che da tempo lo preoccupavano: in primis la perdita del padre e della madre, avvenute nei due anni precedenti all’omicidio, e poi la preoccupazione per il proprio lavoro alla Piaggio da dove temeva di essere licenziato per aver smarrito alcuni documenti del suo reparto (quello di collaudo-produzione di parti dei velivoli) durante il trasferimento dallo stabilimento di Finale Ligure a quello di Villanova.

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