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Albenga, il Tomatis della minoranza al veleno: “Distilo prigioniero del Pd, altro che super partes…” fotogallery

L'esponente di minoranza all'attacco per l'elezione del presidente del Consiglio comunale

Albenga. “Ieri sera sono rientrato in Consiglio Comunale ad Albenga, tra i banchi della minoranza come componente del gruppo Lega – Salvini Premier. Un brutto esordio per la maggioranza guidata da Riccardo Tomatis, che ancora una volta ha dimostrato che per qualcuno le logiche degli inciuci e degli accordi politici contano più, purtroppo, degli interessi degli albenganesi”. Parole al veleno quelle di Roberto Tomatis che commenta il primo Consiglio comunale andato in scena ieri sera ad Albenga, tra le polemiche.

“Su mia iniziativa, l’opposizione ha proposto il giovane consigliere comunale Riccardo Ettore Minucci (eletto con la lista civica Calleri Sindaco) per il ruolo di presidente del Consiglio comunale: una figura stimata, un giovane di talento e con grandi capacità, che avrebbe svolto questo incarico a titolo gratuito, a costo zero per il Comune e per i cittadini. Sarebbe stato un bel segnale di cambiamento per Albenga. Ma purtroppo, la maggioranza ha deciso di non condividere questa proposta e di ricompensare Diego Distilo con la poltrona da presidente del Consiglio, con un incarico da 70 mila euro in cinque anni, in cambio del suo sostegno al Pd al ballottaggio”.

E ancora: “Peccato! Buon lavoro al presidente Distilo, che ora dovrà dimostrare di essere realmente super partes, e non ostaggio della politica del partito Democratico, della sinistra e dell’on. Franco Vazio. Per quanto mi riguarda, in questi giorni non ho voluto commentare le tante bufale scritte sulla mia persona, non mi piacciono le parole, ma i fatti: farò un’opposizione attenta e corretta, al fianco degli altri consiglieri di minoranza, e annuncio fin da ora che non farò sconti, di alcun genere, per difendere e tutelare gli interessi degli albenganesi”.

“Buon lavoro alla nuova – si fa per dire – amministrazione: siano tutti ben consapevoli che, con soli 200 voti di scarto, metà degli elettori albenganesi non ha votato per loro. E il fatto che stiano perdendo dei pezzi, già ora, fa riflettere. Agli albenganesi gli inciuci e le manovre da vecchia politica non piacciono, a noi ancora meno” conclude l’esponente della minoranza.

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