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Gioco responsabile, al centro del dibattito nel mondo del gaming

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Immaginate di entrare in una stanza buia, con una benda sugli occhi, e di dover afferrare il primo oggetto che vi capita. Questo succede, nella metafora utilizzata dall’esperta di gaming Laura D’Angeli, tra le altre cose fondatrice anche della BU Gamification, ad un utente che entra su internet per cercare offerte di gioco online.

Un viaggio in un mondo che a tratti può essere pericoloso e che lo diventa incredibilmente di più se questo incontro avviene senza mediazioni, senza guida, senza informazione. È facilissimo, ad esempio, cadere nella trappola del gioco illegale, finire in siti pirata dove giocare senza garanzie e senza sicurezza. È semplicissimo sviluppare dipendenze e patologie legate al gioco, se non c’è qualcuno, o qualcosa, che ci aiuta nell’individuare, nel conoscere e nel gestire i propri limiti.

Per questo nel dibattitto sul gioco d’azzardo è diventato fondamentale parlare di gioco responsabile. Due parole magiche, usate a volte come un mantra senza sapere effettivamente cosa vogliano rappresentare. A chiarirlo è stata ancora una volta Laura D’Angeli, che oltre al gioco definisce l’utente responsabile, ovvero quello “adeguatamente informato, ad esempio, attraverso l’uso di specifici strumenti come: il marketing sociale, l’educazione nelle scuole (per i minorenni) e la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta sui temi del Dga”.

Sempre più piattaforme stanno sviluppando sottodomini legati al Gioco Responsabile, in particolare l’operatore Snai Casinò, che in accordo con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha “l’obiettivo primario di assicurare ai giocatori un ambiente di gioco legale e responsabile, regolamentato e monitorato costantemente al fine di tutelare, in particolare modo, i minori e le fasce deboli e sensibili rispetto al gioco problematico”. Come avviene tutto questo? Attraverso la promozione costante, sia online che attraverso punti vendita fisici, dei principi di responsabilità e di sicurezza. Fondamentale è infatti approcciarsi al gioco e intenderlo come un’attività di puro divertimento, dove mettere alla prova competenze e capacità di analisi. Il gioco, insomma, deve essere un’esperienza ludica, piacevole e positiva, in maniera tale da evitare ripercussioni gravi per la persona, la sua famiglia e la sua situazione finanziaria.

Tra gli strumenti che Snai ha messo in campo per la creazione di un ambiente di gioco sicuro e responsabile c’è ad esempio la possibilità impostare un limite alla somma da giocare attraverso la scelta dell’importo massimo di ricarica settimanale. Allo stesso tempo è possibile garantire un’esperienza di gioco consapevole offrendo all’utente la possibilità di auto-escludersi dal gioco in maniera temporanea, per uno, due o tre mesi.

Così facendo si può porre un freno al rischio di trasformare una passione in dipendenza, un atto di divertimento in un rischio per la salute. E dare veramente peso al gioco responsabile.

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