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Frodi fiscali, evasione, criminalità organizzata: un anno e mezzo di lavoro della Guardia di Finanza di Savona

Il comandante provinciale Giovanni Palma ha consegnato alcune ricompense di ordine morale ai militari protagonisti di significativi risultati professionali

Savona. La Guardia di Finanza di Savona ha festeggiato oggi il 245^ anniversario della fondazione del corpo.

Nel corso della cerimonia (che si è tenuta a carattere interno presso la caserma “Damiano Chiesa” di Savona) il comandante provinciale Giovanni Palma ha consegnato alcune ricompense di ordine morale ai militari che si sono resi protagonisti di significativi risultati professionali nei diversi settori di servizio; ha inoltre tracciato il bilancio dell’attività operativa svolta dai reparti dipendenti nell’anno 2018 e nei primi cinque mesi del corrente anno.

Il settore dell’evasione fiscale, che si conferma al centro dell’attenzione operativa della Guardia di Finanza, ha visto (nel 2018 e nei primi cinque mesi del 2019) le fiamme gialle savonesi eseguire 617 interventi ispettivi.

In provincia, sono stati denunciati 66 soggetti per reati fiscali, principalmente emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili. Sono 27 le indagini delegate dalla magistratura ed oltre 114 milioni di euro le proposte di sequestro avanzate. Sono state eseguite misure patrimoniali per 3,5 milioni di euro, mentre sono 9 le persone arrestate.

Nel contrasto all’economia sommersa sono stati individuati 85 soggetti sconosciuti al fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente 2,9 milioni di euro di Iva. Inoltre, sono stati verbalizzati 43 datori di lavoro per aver impiegato 287 lavoratori in “nero” o irregolari.

Ammontano complessivamente a 40 gli interventi nel settore delle accise, mentre nel comparto dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 164 con 7 violazioni rilevate.

In materia di spesa pubblica, nel periodo gennaio 2018-maggio 2019, in provincia di Savona, sono stati eseguiti 184 interventi finalizzati alla tutela del corretto svolgimento delle procedure di affidamento degli appalti, alla verifica della regolare corresponsione degli incentivi alle imprese, delle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dei fondi europei, nonché ai fini dell’accertamento di responsabilità per danno erariale, d’iniziativa o su delega della magistratura contabile.

In particolare, sul versante dei danni erariali, sono state segnalate condotte illecite a carico di 50 soggetti, per un valore di oltre 22 milioni di euro, di cui 15 milioni di euro afferenti al settore sanitario. I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari hanno fatto emergere tassi di irregolarità pari, rispettivamente, al 33 per cento e al 56 per cento.

Sul fronte del contrasto alla criminalità economico-finanziaria, sono proseguite le attività di controllo finalizzate a prevenire forme di infiltrazione della criminalità negli interessi finanziari, economici e imprenditoriali del tessuto savonese. In quest’ottica, si è proceduto allo sviluppo di accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia (nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”) ed al monitoraggio delle manifestazioni di ricchezza nel territorio della provincia.

Con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 21 soggetti; ammonta, invece, a 120 mila euro il valore dei beni proposti all’autorità giudiziaria per il sequestro.

Complessivamente sono stati eseguiti quasi 500 accertamenti a seguito di richieste pervenute dal Prefetto di Savona, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti si è concretizzata, in particolare, nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’autorità giudiziaria di 7 soggetti per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 4,3 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per circa 400 mila euro.

Sul fronte della prevenzione, si è proceduto all’analisi di 218 segnalazioni di operazioni sospette. Nel campo dei reati fallimentari, sono stati proposti sequestri di beni per un valore di circa 14 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti pari a oltre 29 milioni di euro.

In tema di sicurezza prodotti, di contrasto alla contraffazione e al falso “made in Italy”, i reparti della provincia hanno eseguito oltre 190 interventi. Sequestrati oltre 35 mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione “made in Italy” o non sicuri, nonché significativi quantitativi di prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere circa l’origine e la qualità.

In materia di tutela dell’ordine pubblico, le fiamme gialle savonesi, come consueto, continuano ad assicurare una costante presenza sul territorio, in concorso con le altre forze di polizia e nel rispetto delle proporzioni dei rispettivi organici, anche in occasione di eventi e manifestazioni culturali e sportive. Il controllo del territorio provinciale è assicurato anche attraverso un dispositivo per il contrasto ai traffici illeciti cui concorrono tutti i reparti territoriali della provincia.

Di seguito alcune delle operazioni principali portate avanti dal comando provinciale.

Guardia Finanza Savona 245 anni

L’operazione “Lego” del nucleo di polizia economico-finanziaria di Savona, ha consentito di individuare un gruppo societario operante nel settore immobiliare, riconducibile ad una nota famiglia di imprenditori della Valbormida che, avvalendosi anche di fatture per operazioni inesistenti, ha sottratto all’imposizione fiscale oltre 44 milioni di euro ai fini delle imposte dirette ed Iva per oltre 5 milioni di euro. L’attività ispettiva è stata avviata a seguito dello sviluppo di alcune segnalazioni per operazioni sospette, nelle quali venivano descritte anomale movimentazioni di denaro sui conti correnti delle società del gruppo, con particolare riferimento ai rapporti intercorsi tra le stesse. Oltre alle contestazioni di natura amministrativa, sono state segnalate all’autorità giudiziaria tre soggetti, per violazioni al decreto legislativo 74/2000.

Il gruppo Savona e la tenenza Cairo Montenotte, nell’ambito dell’operazione “Aria Pura” hanno accertato le responsabilità penali di un imprenditore della Valbormida che aveva costituito ad hoc una cooperativa, risultata essere un soggetto economico fittizio, utilizzata quasi esclusivamente per consentire alla propria società per azioni (operante nel settore del riciclaggio e smaltimento rifiuti), per ottenere vantaggi fiscali e contributivi. Questo escamotage ha consentito nel tempo ad una società per azioni di portare in deduzione dal proprio reddito i costi relativi alle prestazioni fittiziamente rese dalla cooperativa (che ometteva così, sistematicamente, di pagare i contributi ai propri dipendenti) e, contestualmente, risultare in regola con il Durc (Documento Unico Regolarità Contributiva), attestazione necessaria per poter partecipare agli appalti pubblici. L’attività ispettiva ha portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, un’ordinanza di arresti domiciliari e due ordinanze di obbligo di dimora e firma. Sono stati altresì sequestrati beni/valori per un valore di oltre 1,7 milioni di euro.

L’operazione “Cantieri Fantasma” ha consentito alla compagnia di Albenga di portare alla luce un sistema illecito, posto in essere mediante creazione di fatture passive per operazioni inesistenti, riconducibili a ditte “evasori totali” (completamente sconosciute al fisco). Il meccanismo ha consentito alla società oggetto di investigazioni, di sottrarre a tassazione circa 300 mila euro di base imponibile ai fini delle imposte dirette e 60 mila euro di Iva. L’attività ispettiva ha fatto emergere, altresì, l’utilizzo da parte della società di 17 dipendenti non in regola con la normativa in materia di lavoro, quattro dei quali percepivano indebitamente l’indennità di disoccupazione. L’amministratore della società ed i percipienti i sussidi pubblici sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui all’art. 316-ter del codice penale.

L’attività “Fantasmi” della tenenza di Finale Ligure ha consentito di individuare quasi 200 posizioni lavorative “in nero”, con la contestazione di sanzioni amministrative per oltre 2 milioni di euro (applicata in tal caso la “maxi sanzione” prevista da decreto legge numero 12/2002, convertito dalla legge numero 73/2002 e successive modificazioni), oltre a violazioni all’Iva per un ammontare di circa 100.000 euro. Le condotte fraudolente, messe in atto dagli amministratori di quattro società, consistevano nel somministrare, utilizzando lavoratori “in nero”, prestazioni “non sanitarie aggiuntive” (assistenza non specialistica fornita ai ricoverati da persone assunte dal paziente e/o da suoi familiari per mera compagnia, aiuto durante l’alimentazione, etc.) all’interno di vari ospedali della provincia di Savona.

Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Savona, nell’ambito dell’operazione “Ippocrate 2”, ha accertato un’articolata truffa ai danni della Regione Liguria. Le condotte illecite, poste in essere da alcuni medici, consistevano nel disattendere sistematicamente gli obblighi derivanti dall’adesione ad un programma sperimentale (poi abbandonato) finalizzato a ridurre l’esodo di pazienti liguri verso altre regioni, con conseguenti maggiori esborsi per la Regione Liguria, tenuta a rimborsare le spese alle strutture esterne ove venivano eseguiti gli interventi chirurgici. L’attività ha portato alla denuncia all’autorità giudiziaria di 28 medici per il reato di truffa in danno della Regione Liguria ed alla segnalazione alla magistratura contabile di un danno erariale superiore a 15 milioni di euro.

La compagnia di Savona, nell’ambito dell’operazione “Euro Sottovuoto”, ha appurato come l’amministratore unico di una società sottoposta a verifica fiscale avesse effettuato prelevamenti dai conti correnti societari per oltre 1,2 milioni di euro, per fini estranei all’attività d’impresa. Su input del Reparto operante, la società veniva dichiarata fallita dal tribunale di Savona. La successiva attività delegata dall’autorità giudiziaria (condotta anche attraverso l’analisi di documentazione bancaria acquisita presso istituti bancari elvetici) ha fatto emergere la riconducibilità della società fallita ad un amministratore di fatto, il quale, attraverso prestanome, gestiva e coordinava anche altre società di capitali (prevalentemente cooperative), dalle quale drenava sistematicamente ed indebitamente risorse finanziarie. L’indagine ha portato all’arresto di due soggetti (un terzo è stato posto agli arresti domiciliari), accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sono state, inoltre accertate distrazioni dalle società fallite per oltre 4,8 milioni di euro e sequestrati beni (immobili, quote societarie, automezzi, etc.) per oltre 4 milioni di euro.

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