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Finale, Gualberti torna a pungere il sindaco sull’outdoor: “Nessun itineraio autorizzato, rischio multe per i bikers”

Dopo le parole del primo cittadino finalese ecco la risposta del capogruppo di minoranza

Finale Ligure. E’ ancora l’outdoor il teatro di scontro tra il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli e il capogruppo di minoranza del centrodestra Massimo Gualberti. Le prime avvisaglie si erano avute già nel corso del primo Consiglio comunale, ora dopo le affermazioni del primo cittadino finalese si riaccende la polemica.

“Per quanto riguarda i sentieri, da quando è stata emanata la legge regionale in questione, non ne sono stati creati nuovi. Non essendo retroattiva non ci sono sentieri non autorizzati” sono state le parole di Frascherelli, sulle quali l’esponente di opposizione non le manda certo a dire: “Capisco la sua propensione alla retorica, ma da un Sindaco non ci si possono aspettare dichiarazioni palesemente erronee. L’introduzione dell’art. 11 bis all’interno della Legge Regionale 16 Giugno 2009, n. 24 prevede al comma 8 come “la pratica delle discipline di discesa pura (Downhill) possa essere svolta solo all’interno dei bike park e sui percorsi autorizzati dai Comuni” ricorda Gualberti.

“Il medesimo articolo al comma 5 prevede come “La Giunta Regionale, con proprio atto, sentito il Comitato Regionale della Federazione Ciclistica Italiana, stabilisce i criteri e i principi per l’individuazione dei percorsi di cui al comma 2. La Giunta Regionale individua, altresì, le modalità con cui segnalare i percorsi e indicare i divieti per pedoni e ciclisti”.

“La Giunta Regionale in data 26 settembre 2018 ha approvato i “Criteri e i principi per l’individuazione dei percorsi mountain bike” stabilendo come “ ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 bis, comma 7 della L.R. 24/2009 e dell’art 5, comma 2 della LR 16/2017, entro centoventi giorni dall’approvazione del presente documento i Comuni e gli enti di gestione delle aree protette individuano i percorsi mountain bike (di seguito “MTB”) secondo i criteri e le modalità indicate nei paragrafi seguenti, nonché nella normativa regionale, statale e comunitaria di riferimento”.

“Non v’è chi non veda come tale termine sia abbondantemente scaduto e come, attualmente, nessun itinerario ad uso esclusivo per le mtb, nei quali possano essere svolte le discipline di discesa, sia stato individuato ed autorizzato. Tale circostanza, a norma dell’art 12 della citata Legge 24/2009, espone i fruitori di itinerari destinati alla pratica di discipline di discesa pura, alla sanzione amministrativa da euro 500 ad euro 5.000 e quindi, con l’applicazione in misura ridotta pari al doppio del minimo edittale, alla sanzione amministrativa di 1.000 euro”.

E l’esponente di minoranza aggiunge: “Lascio intendere quale clamore potrebbe avere l’applicazione, anche in un solo caso, di una sanzione di tale entità”.

“Frascherelli, che chiede ad altri bagni di umiltà escludendo di farne uno a propria volta, incredibilmente sostiene come la norma in oggetto non abbia valore retroattivo e che quindi non sussista rischio alcuno”.

“Tale imprudente affermazione poteva essere evitata semplicemente leggendo, anche rapidamente, le “Norme transitorie” di cui all’art 5 comma 3 della Legge Regionale 30 Giugno 2017, n. 16 per cui “I percorsi di mountain bike che non siano di proprietà pubblica o di uso pubblico già esistenti alla data di approvazione” dei citati criteri “devono essere autorizzati secondo le procedure previste dall’art. 11 bis, comma 8 della l.r. 24/2009”, cioè alla stregua di un qualunque nuovo tracciato”.

“Ciò detto, per l’importanza strategica del turismo outdoor nel nostro territorio, rinnovo al sindaco l’invito a voler prendere contatti con la Regione Liguria nel più breve tempo possibile, onde addivenire rapidamente ad una proroga, resasi assolutamente indispensabile per la sua colpevole inerzia” conclude Gualberti.

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