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Ex Mercatone Uno, attivata la cassa integrazione straordinaria per i 1.824 dipendenti

Blanca (Fisascat Cisl): “Soli 6 mesi per lavorare in sinergia per riapertura punti di vendita e prosecuzione rapporti di lavoro”

Villanova d’Albenga. Sviluppi nella vertenza che ha coinvolto i 1824 dipendenti dei 55 punti vendita ex Mercatone Uno acquisititi da Shernon Holding.

Il tavolo attivato al ministero dello Sviluppo Economico con i nuovi Commissari Straordinari sorteggiati lunedì sera e nominati martedì pomeriggio, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e il curatore di Shernon Holding, in presenza delle Regioni coinvolte – Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, la provincia di Trento, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Puglia – ha formalizzato la conclusione della procedura di consultazione sindacale, necessaria alla retrocessione dei lavoratori alla Amministrazione Straordinaria, prerogativa necessaria per la definizione dell’accordo sull’attivazione della Cigs sottoscritto dalle parti.

L’ammortizzare sociale ha decorrenza retroattiva a partire dal 24 maggio fino al 31 dicembre 2019 e si applicherà a tutti i lavoratori retrocessi tutti in un’unica azienda. La segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca sottolinea che “il sindacato ha richiesto il passaggio delle maestranze alle condizioni contrattuali e normative in essere a giugno 2018” ponendo l’accento “sul dramma che stanno vivendo i lavoratori che ora dovranno attendere l’erogazione del trattamento da parte dell’Inps”.

“Shernon è stata dichiarata inadempiente, ovvero non ha rispettato gli obblighi assunti nei confronti di tutti gli attori, ivi inclusi i lavoratori che hanno accettato la novazione dei contratti pur di mantenere il posto di lavoro per almeno 24 mesi, così come previsto dalla normativa vigente”, ha aggiunto.

“Essendo una situazione del tutto inedita, al fine di infondere fiducia nella giustizia e dare risposte efficaci in termini di sostegno al reddito ai lavoratori che non hanno alcuna responsabilità in questa vicenda, sarebbe stato opportuno garantire la retrocessione alle condizioni contrattuali che avevano in godimento prima della Shernon”, ha poi enfatizzato la sindacalista stigmatizzando che “sarebbe servito un intervento risolutivo/incisivo della politica per dare dignità ai malcapitati e alle loro famiglie”.

“Le rivendicazioni sindacali per il momento non hanno trovato riscontro positivo e pertanto, lasciando memoria scritta delle stesse e non escludendo alcuna iniziativa di mobilitazione, unitariamente abbiamo sottoscritto l’accordo per la Cigs al fine di dare un ristoro immediato alle 1824 famiglie interessate” ha poi evidenziato Blanca sottolineando che “la vertenza non si è ovviamente conclusa”.

“L’impresa è ardua e dagli esiti incerti ma non desisteremo e manterremo alta l’attenzione su tutta la vicenda” ha chiosato la sindacalista esortando gli attori coinvolti a “lavorare celermente e in sinergia per cercare di riaprire i punti vendita e dare un futuro occupazionale ai lavoratori nei sei mesi previsti”.

“Nei prossimi giorni – ha concluso – bisognerà mettere in sicurezza anche i lavoratori della Logistica, della quale è stato decretato da pochi giorni il fallimento e delle aziende dell’indotto che avevano come unico cliente la Shernon Holding”.

I sindacati hanno intanto chiesto di aggiornare il tavolo ministeriale anche in presenza dei fornitori che nei prossimi giorni saranno ricevuti dal Capo di Gabinetto del Mise Giorgio Sorial.

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