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Due attori ingauni per “L’idiota Digitale”: ecco il primo videoclip del gruppo ligure “Messer Devil” foto

Si tratta degli albenganesi Gabriele Puggelli e Davide Aicardi, deus ex machina del progetto

Albenga. Troll, haters, attacchi gratuiti, menzogne volontarie, diffamazioni, volgarità, bufale, maldicenze, ma anche punti di vista partigiani e soggettivi, espressi con eccessiva aggressività, da tifo da stadio. O le sentenze di chi non è conscio di non sapere e ci tiene a condividere ugualmente la propria incompetenza, credendola veritiera.

Di tutto questo parla il videoclip “L’idiota digitale”, che ha visto la partecipazione di due ingauni, primo singolo tratto da “La sindrome di Stoccolma”, il nuovo disco del gruppo ligure dei Messer DaVil, uscito il 14 giugno 2019 su tutte le piattaforme di vendita e streaming online.

Montato interamente con la tecnica del jumpcut, e girato in un’unica location, per raccontare e mettere in evidenza che il protagonista ha una vita solo davanti al monitor di un computer, il video è diretto dal songwriter e chitarrista della band, lo sceneggiatore ingauno/loanese Davide Aicardi (già tra gli autori di prodotti televisivi di grande successo come la sit-com Camera Cafè, il cartone animato Winx Club e del nuovo fumetto della Sergio Bonelli Editore, in edicola in questi giorni, Odessa).

“L’idiota digitale” racconta la giornata tipo di uno di questi fanatici della tastiera che, fin dalle prime ore del mattino, nemmeno finita la colazione e il rituale delle abluzioni, inizia inesorabile la sua spietata attività di commentatore compulsivo. A interpretare lo “sgradevole personaggio” è Gabriele Puggelli, attore ingauno attivo nella compagnia teatrale de “La valigia del comico”.

Sorretto da un portamento reggae e dub, il brano sfocia in un più violento e lanciato andamento rock nel ritornello, durante il quale vengono elencati i dieci punti da seguire per diventare un perfetto idiota digitale. Ed è proprio durante l’ultimo refrain che il malcapitato scostumato telematico viene punito dall’iconica impersonificazione del gruppo stesso.

Messer DaVil, infatti, interpretato da un’altra conoscenza dei palcoscenici della provincia di Savona, l’attore Fabio Vosilla, prende vita, vestito con i panni di un post-moderno personaggio steampunk, metà mago e metà supereroe che, con il suo bastone mistico, aggredisce e allontana l’idiota dai tasti del computer, mentre la canzone lo sostiene invitandolo forzatamente a riprendere il contatto con la realtà, recitando la perentoria frase: “hai rotto il c%##§ adesso esci!”.

Il videoclip de “L’idiota digitale” è stato prodotto e girato in collaborazione con Visual School, la scuola di arti grafiche e audiovisive, che ha sede nel centro storico albenganese, e gli studenti della stessa hanno preso parte alla lavorazione in vari ruoli, dalla fotografia agli effetti speciali, dalla produzione, al montaggio. Il video può essere visto sul canale Youtube dei Messer DaVil o sulla pagina Facebook della band.

L’ALBUM. “La sindrome di Stoccolma” è l’album d’esordio della formazione savonese (i componenti vivono tra Albenga e Loano) dei Messer Davil. Uscito il 14 giugno 2019, è un concept album di genere indie-pop-rock elettronico, che affronta il tema della prigionia volontaria e della dipendenza, proprio come nel famigerato caso della sindrome che dà il titolo all’opera.

Tecnologia, autocontrollo, ideologie, lavoro, menzogne, sensi di colpa, culto della personalità, paure, fobie, convinzioni, ego, religione, affetti, amore… influenzate da atmosfere cantautoriali, dance, dub, rap e reggae, ognuna delle 18 tracce che compongono l’album, analizza un aspetto che imprigiona e sottomette l’essere umano e dal quale, suo malgrado, non riesce o non vuole, liberarsi.

La lavorazione dell’album ha tenuto impegnati i componenti dei Messer DaVil per oltre tre anni. “La sindrome di Stoccolma”, che la band auto-definisce un album di crossover orizzontale indipendente, per evidenziare che la sua genesi è stata influenzata da molti generi differenti, è stato scritto da Davide Aicardi, arrangiato da Mauro Max Maloberti e prodotto da Alessandro Mazzitelli, insieme a Davide e Mauro, presso gli studi della Mazzi Factory. Oltre ai Messer DaVil (Davide, Mauro, Alessandro Lamberti, Maurizio De Palo e Federico Fugassa), nell’album, hanno suonato Emanuele Gianeri (basso) e Alessandro Mazzitelli (synth analogici).

L'idiota digitale videoclip

Con i suoi testi elaborati, le sue citazioni, e i molti riferimenti alla cultura musicale e pop degli anni ’80 e ’90, “La sindrome di Stoccolma” è consigliato a chi ama: Subsonica, Timoria, Decibel, Bluvertigo, Zen Circus, Africa Unite, Franco Battiato, Litfiba, Caparezza, Après La Classe, Calcutta, Le Luci Della Centrale Elettrica, Offlaga Disco Pax, Lo Stato Sociale, Colapesce, Willie Pejote, Baustelle, Max Gazzè e Daniele Silvestri.

L’album può essere reperito e ascoltato in streaming sulle principali piattaforme digitali (Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon, iTunes Store, Google Play). I testi e una preview dell’intero album sono disponibili sul sito della band.

LA BAND. I Messer Davil nascono dalle ceneri dei Soja Dream FM, cover band dall’attitudine decisamente rock, molto attiva in Liguria e nel Basso Piemonte nel decennio compreso fra i primi anni 2000 e il 2010. L’unico elemento della formazione originaria a non comparire nella nuova line-up, a causa degli impegni come fonico residente presso il teatro comunale di Bologna, è il bassista Emiliano Goso.

Alle 4 corde (che spesso divengono 5) al posto di Emiliano, il raffinato bassista e contrabbassista Federico Fughiz Fugassa (Ni.Co, Uribà, Abrigà, Max Campioni, Beppe Trabona, Sergio Pennavaria, Mauro Pinzone, Wholebrain, Lorenzo Picone). A completare la sezione ritmica, dietro alle pelli delle batterie, l’energico Maurizio De Palo (La Combricola del Blasco, Cosmocode, Geminy, Alternando, Pensieri Compressi, Massimo Schiavon, Davide Geddo, Beppe Trabona, The Price, Flower Flesh, Wounded Knee). Tastiere e synth sono suonati dal rifinitore e arrangiatore Mauro Max Maloberti (Stavolta mia moglie mi manda a Funk, Subbuglio).

Le chitarre sono imbracciate da Davide Aicardi, deus ex machina del progetto e autore di musica e testi. Infine, a dare voce alle molteplici sfumature di genere e atmosfera proposte dai Messer DaVil è il carismatico e versatile Alessandro Lamberti.

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