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Lettere al direttore

Decoro ambientale: spazi pubblici, giardini e orti famigliari, agricoltura professionale, costi acqua e depurazione

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Decoro ambientale ed acqua da irrigazione. Da sempre la nostra regione ha mostrato un volto così accattivante da essere definita come “ Riviera dei fiori” ,”Riviera delle palme”, “Golfo dei poeti” e con tanti altri toponomi locali da lasciarne una traccia indelebile nell’immaginario di ognuno. Nella realtà molto è cambiato e molto ancora e destinato a cambiare.

A parte la cementificazione degli anni 60/80, l’abbandono di molti terreni agricoli, l’incuria di molte pubbliche amministrazioni, di molti enti quali l’ANAS che aveva schiere di cantonieri che curavano il verde come giardinieri, delle stazioni ferroviarie con il concorso “Stazioni fiorite” ,delle provincie con case cantoniere e addetti straordinariamente vocati a mantenere il decoro del patrimonio ambientale, di ospedali con parchi e giardini da lasciare stupefatti, tutto ciò è finito e resta solo la nostalgia nel “magazzino dei ricordi “!!!!!

Ha resistito l’iniziativa di una parte di cittadini con la passione del giardino domestico, della coltivazione dell’orto famigliare, e del piccolo agricoltore part-time che cerca di ripristinare un uliveto abbandonato o il terreno ereditato ed incolto da anni.
Ma anche queste meritevoli attività che sopperiscono ad un degrado generalizzato dove perfino la natura sembra essere ostile (andamento climatico- insetti e malattie importate) stanno per “inaridirsi” letteralmente.

Il costo dell’acqua per irrigazione, sia per l’aumento delle tariffe, l’eliminazione di quote concordate, dell’introduzione della tariffa di depurazione è talmente aumentato da rendere insostenibile il proseguo di tale passione destinando al degrado per abbandono di quello che resta di giardini, di orti e di verde in genere.

Sollecitati da molti utenti abbiamo posto la questione ad alcuni sindaci, ad amministratori degli acquedotti e della depurazione per trovare una soluzione concordata.

Resta il fatto che occorre definire regolamenti adeguati tenendo conto delle superfici interessate, della dualità del servizio rispetto all’uso potabile e alla depurazione, al risparmio dei consumi, all’accumolo/riserva anche delle acque piovane, della corretta gestione delle acque bianche e dello sgravio totale o parziale della tariffa di depurazione per acque che non vanno convogliate nella fognatura, ma assorbite dal terreno.

L’invito rivolto al fine di trovare una soluzione è pressante e non può essere ignorato salvo assumersi ognuno le conseguenze che ne deriveranno.

Gianluigi Taboga – Assoutenti

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