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Chiusura scuola infermieri al Santa Corona, De Vincenzi: “Si smantella la storia”. Rozzi: “Allarmismo strumentale”

Duro botta e risposta tra il sindaco e la consigliera di minoranza

Pietra Ligure. “Con la chiusura, a partire dal prossimo anno accademico 2019/2020, della Scuola Infermieri del Santa Corona e il suo accorpamento con il Polo del San Paolo di Savona non si continua solo nella direzione del progressivo depotenziamento del presidio pietrese, ormai chiaramente intrapresa da tempo dall’Amministrazione regionale a trazione leghista, ma si smantella anche la storia dell’ospedale di Pietra Ligure”. La critica arriva da Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure.

“Una storia pluridecennale – ricorda – fatta da innumerevoli eccellenze gradualmente e sistematicamente ‘spente’ in questi ultimi quattro anni, di cui la Scuola Infermieri era un fiore all’occhiello che nel settore infermieristico e tecnico ha contribuito fattivamente al raggiungimento degli altissimi livelli acquisiti dal nosocomio pietrese nelle varie specializzazioni mediche fino al riconoscimento del DEA di secondo livello”.

“Con un colpo di spugna – tuona De Vincenzi – la Regione ha deciso di cancellare un’esperienza formativa attiva da più di sessant’anni, serbatoio di professionalità di altissimo livello, privando l’ospedale pietrese di una risorsa fondamentale, mettendo in difficoltà gli allievi del ponente e interrompendo quel connubio strettissimo e virtuoso tra teoria e pratica, consolidato da decenni al Santa Corona. Con questa decisione il presidio ospedaliero pietrese subisce una grave perdita ed è un segnale chiaro, se mai ce ne servissero ancora, verso lo smantellamento del nostro ospedale, il tutto nel silenzio più assoluto di chi, nella recente campagna elettorale, prometteva un futuro meraviglioso per il Santa Corona”.

Una presa di posizione a cui replica Silvia Rozzi, consigliere comunale di minoranza e infermiera proprio presso il pronto soccorso del Santa Corona. “Chiariamo alcune cose. Primo, è comprensibile il retaggio nostalgico legato alla scuola convitto di sessant’anni fa ma le cose sono cambiate: oggi parliamo di Corso di Laurea in Infermieristica appartenente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Non tutte le facoltà hanno la fortuna di avere sedi dislocate sul territorio, questa sì! Il ‘colpo di spugna’ di cui parla è la formalizzazione del Polo Universitario dell’ASL 2. Cosa cambia in pratica? Ben poco! Le lezioni teoriche si terranno al Campus Universitario di Legino congiuntamente per tutti gli studenti (comunque sono più di 10 anni che per alcune materie si va al Campus, non è certo una novità post elezioni!). Secondo, prima della de-aziendalizzazione si poteva davvero dire che la scuola infermieri del Santa Corona puntava a formare e tenere al proprio interno eccellenti infermieri. Ma sono 10 anni che non è più così: i concorsi vengono fatti per Asl, o addirittura per più Asl, e partecipano migliaia di infermieri da tutta Italia, col risultato che molti dei nostri eccellenti laureati vanno a lavorare ovunque tranne che al Santa Corona”. Tra parentesi, ricorda Rozzi, “De Vincenzi allora era sindaco e l’amministrazione regionale diversa da quella odierna: ricordo bene i suoi ‘sforzi’ di opposizione a tale infausto epilogo, giustificati in campagna elettorale dicendo che un sindaco aveva poteri limitati in tal senso-ed è vero, ma io al suo posto mi ci sarei incatenata ai cancelli della portineria, almeno per coscienza”.

E ancora: “Il ‘serbatoio di professionalità di altissimo livello’ di cui parla rimasto al Santa Corona siamo noi, infermieri esperti che ad oggi fanno da tutor in corsia agli studenti e che con l’unificazione del Polo Universitario e la distribuzione del tirocinio sull’intera provincia avranno la possibilità di trasmettere esperienza e conoscenze non solo a quelli del polo pietrese ma anche a quelli del polo savonese! E prima di noi le professionalità operanti nei due poli che, se mantenute e coalizzate, continueranno a garantire un eccellente livello formativo”. Infine “gli studenti del ponente, se si intende fino al confine, vedranno dall’anno accademico 2019/2020 la riapertura del Polo Universitario ASL 1 Imperiese ed il numero degli studenti che potranno accedere al Corso di Laurea su scala regionale è garantito”.

“Basta creare allarmismi inutili – tuona Rozzi – Certo che sarebbe stato bello mantenere la capillarità dei poli formativi in termini di contatto diretto tra docenti e studenti ma l’evoluzione universitaria della professione è anche questo, ed è giusto che a parlarne sia chi conosce bene il sistema perché lo vive ogni giorno. Parlare di chiusure, smantellamenti, promesse elettorali non mantenute, in questo caso la trovo pura strumentalizzazione politica”.

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