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Cgil: “L’assunzione di medici pensionati è l’ultimo atto di una sanità regionale al collasso”

"Da più di due anni quasi tutti i sindacati segnalano la pesante carenza di organico nelle Asl: mancano medici, professionisti sanitari e non, tecnici"

Liguria. “La delibera di giunta della settimana scorsa che autorizza l’assunzione di medici in pensione nel sistema sanitario ligure é l’ultimo di una serie di scelte assunte dall’assessore regionale Sonia Viale che certificano una sanità regionale al collasso”. Lo sostengono Federico Vesigna, segretario generale di Cgil Liguria, e Fulvia Veirana, segretario generale di Fp-Cgil Liguria.

“Da più di due anni quasi tutti i sindacati segnalano la pesante carenza di organico nelle Asl: mancano medici, professionisti sanitari e non, tecnici. La giunta aveva tutto il tempo per pianificare concorsi, negoziare con il governo regole che consentissero di assumere medici giovani. Non lo ha fatto. Ma non ha neppure assunto gli infermieri che mancano, pur avendo fatto i concorsi ed avendo in graduatoria professionisti che non vedrebbero l’ora di iniziare a lavorare. Così come non si è dato avvio al concorso per l’assunzione degli operatori socio sanitari. Nonostante lo sblocco delle assunzioni a livello nazionale e un margine di spesa utilizzabile di oltre 120 milioni di euro, si preferisce tagliare servizi e sfiancare il personale medico e non per fare funzionare quel che resta”.

“Ormai è il disegno é evidente: per incapacità, si sta portando al collasso la sanità pubblica ed universale per favorire l’ingresso dei privati, allontanando sempre di più i servizi alle persone. Non è riaprendo ospedali privati con finti pronto soccorso nel ponente ligure che si garantisce una sanità migliore, specie se a pagare sono i soldi pubblici che non bastano per fare funzionare gli ospedali che ci sono o che ci dovrebbero essere come il Felettino. Senza un governo pubblico le spese sono destinate a lievitare e i servizi a peggiorare a tutto vantaggio solo dei privati che vedranno crescere i loro affari. Ma se il disegno é questo la Cgil e la Fp Cgil non staranno certo alla finestra”, concludono Vesigna e Veirana.

La vicepresidente e assessore alla sanità di Regione Liguria Sonia Viale risponde: “Alla vuota demagogia della Cgil, preferisco senz’altro la concretezza di questa amministrazione: tra dover fare scelte dolorose per il sistema per mancanza di specialisti oppure chiedere a chi è in pensione di tornare a svolgere l’attività, io scelgo la seconda opzione. Non si tratta di contrapporre i giovani medici con quelli in pensione: la scelta compiuta è un’estrema ratio per far fronte a un’emergenza non solo ligure ma nazionale, sapendo che anche i finanziamenti di Regione Liguria sulle borse di studio per i giovani medici produrranno effetti solo tra qualche anno”.

“Ricordo alla Cgil – aggiunge la vicepresidente Viale – che il problema del cosiddetto ‘imbuto formativo’ tra i laureati in medicina e i posti in specialità è risalente nel tempo. È assurdo imputare alla Giunta una mancanza di negoziazione col governo per l’assunzione di giovani medici: è da cinque anni che le Regioni hanno proposto a livello nazionale soluzioni alternative senza che mai venissero prese in considerazione. Dov’era il sindacato quando, fino a un anno fa, governava il centrosinistra?”.

Alle accuse sulla presunta mancanza di assunzioni di infermieri, la vicepresidente replica: “È falso che non ne abbiamo assunti. Le procedure sono in corso, lì da vedere. Grazie al concorsone ne abbiamo già assunto 500 su tutto il territorio ligure ed entro quest’anno partirà anche il concorso per gli oss, mai fatto in precedenza”.

In merito poi all’affidamento ai privati della gestione degli ospedali di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera, l’assessore aggiunge: “Questa giunta ha salvato i tre ospedali del ponente altrimenti destinati alla chiusura grazie alla gestione privata sotto rigoroso controllo pubblico, tutelando il personale. Su questo tema la Cgil ha perso ogni credibilità: o si è contro sempre o non si può esserlo a orologeria, visto che la stessa Cgil non ha sollevato alcuna obiezione ad un’altra privatizzazione, quella decisa dall’Isah di Imperia, senza chiedere alcuna garanzia certa per i contratti dei lavoratori”.

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