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Calcio, Savona Fbc: il presidente Cavaliere ribatte e temporeggia foto

Il patron precisa: "la trattativa col gruppo milanese non è sfumata, ci devo pensare". Sul futuro e sullo stadio non si sbilancia. Giovedì 27 si riunirà intanto il consiglio di amministrazione

Savona. Battute, risposte, frecciate e accuse. Il presidente del Savona Fbc Cristiano Cavaliere rompe il silenzio dalla sala stampa del Bacigalupo. Presenti all’incontro anche l’assessore allo Sport Maurizio Scaramuzza, il consigliere del club Fabio Siriani e una delegazione della tifoseria biancoblù.

Una conferenza-confronto nella quale sono stati trattati i vari temi (stadio, cessione, debiti, bilancio), senza però venire realmente al dunque.

La trattativa col gruppo milanese sembra proseguire sottotraccia; nonostante i dubbi, gli incidenti di percorso e le allusioni da parte di Cavaliere su una presunta “regia occulta”. Il massimo dirigente del Savona ha inoltre fatto sapere di aver avuto contatti con altre due cordate:

“Non ho mai chiuso la porta in faccia a nessuno, ma alcuni virgolettati letti sui giornali non mi sono piaciuti. Ho conosciuto Patrassi quattro anni or sono e penso oltre a tutto che dietro a questa operazione con fuga di notizie ci possa essere Christian Papa (ndr, ex dirigente degli striscioni, dal 2015 all’estate 2016). La trattativa può dirsi sfumata? No, ci devo pensare. Ho anche avuto contatti con altre persone.” 

Riguardo allo stadio e al progetto sportivo della prossima stagione resta cauto e realista, senza lanciarsi in voli pindarici:

“Abbiamo un accordo di massima per fare il sintetico, ma parlerò solo quando avrò la certezza. Non faccio il passo più lungo della gamba. Sulla squadra non capisco il ‘ridimensionamento’ di cui si è parlato. Certamente però in linea di massima investiremo come l’anno scorso”.

L’assessore Scaramuzza sulla questione Bacigalupo ha ribadito quanto già espresso nei giorni scorsi. In aggiunta, se il Savona dovesse indire a proprie spese i lavori per la posa del manto sintetico il comune prolungherebbe la propoga della gestione (la quale scade nel 2021) di altri dodici anni.

In chiusura – ultimo ma non meno importante – il consigliere Siriani ha provato a chiarire – non senza qualche dubbio – la posizione sui debiti che la società deve all’erario.

“Dal bilancio chiuso a giugno 2016 – ha detto – l’ammontare dei debiti è passato da 1 milione e 600mila a circa 800mila”.

Se infatti circa 800 mila euro di ‘buco’ della precedente gestione Dellepiane sono stati coperti (dal 2016 a oggi), a giugno 2018 risultavano invece aumentate le imposte arretrate dovute allo Stato. Per una corretta valutazione della situazione servirà pertanto aspettare la prossima chiusura del bilancio annuale, prevista il prossimo 30 giugno.

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