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Lettere al direttore

Biodigestore nelle ex aree Acna di Cengio, il parere dell’Associazione Rinascita Valle Bormida

di Massimo Trinchero e Roberto Meneghini

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Nel volgere di poche ore, tra venerdì pomeriggio e domenica sera, agli abitanti dell’intera Valle Bormida sono state riproposte antiche visioni di Futuro.

A Cengio, in una Sala comunale folta di Amministratori Locali e di cittadini sia Liguri che Piemontesi, accaldati, il sindaco Dotta e Syndial (l’erede di ACNA) hanno provato a presentare un progetto di riutilizzo di parte delle aree del Sito di Interesse Nazionale (SIC) dove si è svolta per più di cento anni una delle tragedie ambientali e umane più gravi d’Europa in tempo di pace. L’immensa discarica era lì, a due passi, con l’odore del fenolo ancora presente, malgrado i vent’anni di tentativi di bonifica e i quasi 400 milioni di euro spesi. Già, perché prima di parlare di fine della ‘bonifica’, bisognerebbe risolvere i tanti problemi che rimangono insoluti.

Si tratta di un impianto, quello proposto, per il trattamento dei rifiuti organici (FORSU) e per il relativo ‘ricavo’ di oli combustibili da “almeno 1500 Tonnellate/Anno di ‘materia prima’: centinaia di mezzi pesanti su e giù dalle strade già sottodimensionate della valle e in mezzo ai centri abitati. A prescindere dall’impatto ambientale di questo tipo di impianti, che seguiremo comunque anche tecnicamente nel suo eventuale sviluppo, altra ‘rumenta’ caratterizzerebbe la Valle Bormida come il ‘Polo dei rifiuti’ e ne pregiudicherebbe ogni possibile rilancio qualitativo, facendo seguito alla vocazione già intrapresa a Cairo Montenotte sulle aree ex Agrimont, mai bonificate, e di Ferrania: TUTTE – o quasi – le nuove attività sono state realizzate attorno ai rifiuti. Altro che ‘brend’ Valbormida, come è stato definito proprio in quel consesso, il progetto di rilanciare la Valle ligure come area delle qualità e di un nuovo modello turistico!

Da un iniziale mieloso tentativo di coinvolgimento della parte piemontese, assolutamente non riuscita e ben riassunta dal Presidente dell’Associazione Lavoratori ex ACNA, Piergiorgio Giacchino, il sindaco di Cengio è passato alla difesa ad oltranza del suo ‘progetto’ Syndial: ‘cosa nostra’, dei Cengesi, ha ribadito alla stampa, il giorno dopo.

Ad Acqui, per contro, domenica 23 nel pomeriggio s’è svolto il biennale ‘AcquiAmbiente’, premio letterario ormai di fama internazionale dedicato alle lotte per l’ambiente e alla nuova letteratura ad esse collegata.

Il clima impegnato e l’ambientazione sulle verdi e ordinate colline di filari del Monferrato, hanno vissuto il ricordo delle grandi lotte popolari contro l’ACNA e la devastazione di tanti altri territori causati da un’industria chimica senza leggi e senza sentimenti. Al centro vi era la figura dei coniugi Ghelli e, tutt’attorno al loro impegno durato una vita, tante altre idee, propositi concreti, amicizia, amore, capacità e progettazione di un futuro solidale e pulito: quella che molti valligiani avevano chiamata con un sol nome: Rinascita.

Dunque, a fianco del doveroso ricordo di chi l’ha iniziata, c’è stata la manifestazione collettiva di impegno di continuarla. ’Non è finita’, ha sottolineato più d’un intervento, e quando i nonni, i genitori e i figli prendono un simile impegno, non bastano le montagne di spazzatura più alte a fermarli.

Soprattutto, tra le due occasioni di parlare di Valle Bormida, si respirava la diversa aria tra chi i giovani li vuol far fuggire disperati e chi, invece, li vuol affiancare ed aiutare a crescere in un territorio ricco di cultura e di opportunità da cogliere.

per l’Associazione Rinascita Valle Bormida

Massimo Trinchero
Roberto Meneghini

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