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Aurelia Bis, vertice in Comune a Savona: trattativa tra Ministero e Anas per la ripresa del cantiere

Resta ancora intricata la situazione dei lavori per l'Aurelia Bis: Anas garantirà la sicurezza del cantiere

Savona. Si è concluso il vertice di questa mattina in Comune a Savona sul cantiere dell’Aurelia Bis, che rischia un pericolo stop. Al centro dell’incontro la pratica di concordato preventivo che è stata richiesta da Cmc Ravenna (che insieme alla Itinera del Gruppo Gavio ha costituito l’associazione temporanea d’impresa che sta realizzando i lavori, con la Letimbro Scarl che ha portato a termine le gallerie del tracciato).

aurelia bis rusca

Presenti il vice sindaco Massimo Arecco, il sindaco di Albissola Marina Gianluca Nasuti, il sindaco di Albisola Superiore Maurizio Garbarini e per Anas il responsabile del procedimento Fabrizio Cardone oltre ai rappresentanti sindacali Maurizio Buffa di Fillea-Cgil, Francesco Balato di Feneal-Uil e Luca Vosilla di Filca-Cisl.

Diversi i temi al centro della discussione: la sicurezza del cantiere lungo l’intera tratta compresa tra Albisola Superiore e corso Ricci a Savona; il problema di oltre 15 operai savonesi che, dalla metà del mese di agosto, rischiano di rimanere senza lavoro, oltre alla situazione precaria dei dipendenti delle aziende appaltatrici e sub appaltatrici; gli aggiornamenti in relazione alla pratica di concordato preventivo richiesta dall’impresa Cmc; la tempistica prevista per la ripresa dei lavori ed il completamento di un’opera che, per circa l’80 per cento, è stata realizzata; i disagi patiti dai cittadini interessati dal cantiere.

Il fermo del cantiere riguarda la realizzazione del tratto di Aurelia Bis compreso tra Savona ed Albisola Superiore, in particolare la variante Albisola Superiore (Grana)-Savona/Letimbro-corso Ricci. Anas aveva proposto che a subentrare a Cmc nella realizzazione dei lavori fosse la Itinera per consentire di di evitare uno stop troppo prolungato dei lavori. 

“Il discorso del concordato tra le aziende è sotto la lente di ingrandimento di Anas e del ministero – ha ricordato Arecco – Naturalmente ci auguriamo una soluzione positiva rispetto alle trattative in corso, tuttavia dipenderà anche dalla procedura giudiziale in corso. L’obiettivo è far riprendere i lavori prima possibile, altrimenti le tempistiche potrebbero allungarsi di parecchio”.

“Tra gli aspetti positivi dell’incontro la garanzia da parte di Anas in merito al problema della sicurezza del cantiere. Il responsabile di Anas ha garantito che l’onere compete alla ditta appaltatrice, la quale è obbligata a provvedere a tutto quanto necessita al riguardo. In caso di inadempienza da parte di quest’ultima interverrebbe direttamente Anas. In merito al concordato richiesto da Cmc, la procedura è in fase avanzata di trattativa per la ricerca di accordo tra curatori fallimentari e l’impresa Itinera. A tale riguardo non è stato ancora definito uno schema di accordo, ma, da parte di Anas, è stato riferito che una risposta dovrebbe pervenire entro l’estate. In caso di esito positivo, i lavori potrebbero riprendere a Settembre ed essere finalmente completati”.

Tra i temi trattati anche quelli “antichi” relativi alla zona della Margonara e il proseguimento dell’opera fino a Vado Ligure: “La progettazione dello svincolo della Margonara ad oggi è sospesa da parte di Anas, ma è stato garantito che la somma di 54 milioni di euro stanziata per l’opera, non verrà in ogni caso destinata ad interventi diversi dall’Aurelia Bis”. Ma non solo: in ballo ancora questioni ambientali e aspetti di collegamento viario una volta completata l’opera.

Gli amministratori hanno riscontrato “la perfetta sintonia tra le amministrazioni locali e le sigle sindacali. L’obiettivo comune è quello di tutelare il lavoro e garantire la conclusione di un’opera strategica per il territorio savonese”.

Per il prossimo 15 Luglio è previsto un nuovo aggiornamento sulla situazione, specie in merito all’esito della trattativa per il concordato preventivo. Se non ci saranno soluzioni positive il rischio è quello di dover pubblicare un nuovo bando di gara. Le organizzazioni sindacali restano ancora sul piede di guerra: bisogna evitare che l’opera si trasformi in una incompiuta e servono anche tutele per i lavoratori impegnati nell’intervento.

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