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Ata, il giudice respinge la richiesta di risarcimento per l’ex direttore Luca Pesce

Soddisfazione dei vertici della società partecipata per l'esito del procedimento. L'ex dirigente pronto a ricorrere in Appello

Savona. Rigettate dal giudice del lavoro le richieste dell’ex direttore generale di Ata spa Luca Pesce, che aveva chiesto un risarcimento di oltre 500 mila euro nella causa promossa contro la partecipata savonese per il licenziamento e la cessazione dell’incarico, in una lunga querelle giudiziaria che vede da tempo, dal 2017, un braccio di ferro tra l’ex dirigente e la società.

Ata aveva rescisso il contratto su mandato dello stesso consiglio di amministrazione, dopo che era stato deciso di togliere la figura del direttore generale nell’ambito di un riassetto della pianta organica per far fronte al piano di ristrutturazione economico e finanziario.

Pesce aveva impugnato il licenziamento ritenendolo illegittimo (oltre che discriminante e ritorsivo), iniziando una causa legale nei confronti della stessa Ata.

Nel dispositivo della sentenza, infatti, sono state respinte le istanze presentate da Luca Pesce, sia per quello che riguarda il licenziamento illegittimo, quanto per le pesante accuse di mobbing e stalking subite (che a detta dell’ex direttore lo avrebbero costretto a lasciare). Respinta, quindi, anche la richiesta del risarcimento danni complessivo nei confronti di Ata. Unica istanza accolta è quella sull’indennità di 20 mila euro che la società aveva trattenuto a Luca Pesce per il mancato preavviso.

Ecco il commento da parte degli attuali vertici di Ata per la sentenza: “Non possiamo che essere soddisfatti per il risultato ottenuto, evidenziando che sono state rigettate le domande dell’Ing. Pesce, salvo una domanda secondaria di modesto valore economico” affermano il presidente di Ata spa Alessandro Garassini e l’amministratore delegato Matteo Debenedetti.

“In particolare, sono state rigettate le domande dell’Ing. Pesce sull’illegittimità del licenziamento, sul demansionamento, su presunti comportamenti pregiudizievoli che sarebbero stati realizzati dai vertici di Ata nei suoi confronti e sulla sussistenza di una giusta causa di dimissioni” aggiungono.

“Quando sarà depositata la sentenza integrale e quindi si potranno esaminare le motivazioni, la società potrà prendere posizione più approfondita e puntuale sulla causa e sull’esito della stessa”.

“Ringraziamo l’avvocato Claudio Zambrano per la competente assistenza legale fornita alla società” concludono Garassini e Debenedetti.

“Pur rispettando la decisione odierna del giudice del Lavoro di Savona, il sottoscritto si riserva sin d’ora di proporre appello per la tutela dei propri diritti una volta depositata la sentenza di primo grado completa di motivazione, ritenendo tale decisione profondamente ingiusta” afferma in una nota dell’ex direttore di Ata.

“Rileva, in ogni caso, che il giudice ha condannato Ata SpA alla restituzione di somme – comunque non certo di modesto valore per un lavoratore – che sono state considerate come illegittimamente trattenute dalla società” conclude Luca Pesce.

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