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Albenga 2019, “come ti ribalto il primo turno”: Distilo e astensionismo fattori chiave per la vittoria di Tomatis

Dopo quella relativa al primo turno (26 maggio), ecco l’analisi territoriale del voto al ballottaggio 

Albenga. Astensionismo e fattore doppia “D”: ecco le chiavi di volta che hanno ribaltato completamente il risultato elettorale ad Albenga al ballottaggio. Con un finale che si potrebbe definire quasi da film, al cardiopalma, che si è concluso con un 51% a 49% in favore di Riccardo Tomatis: prima la rimonta e poi la vittoria di misura con uno scarto di “sole” 256 preferenze.

E la dimostrazione lampante, in termini numerici, è la seguente: al termine del ballottaggio, Tomatis e il centrosinistra sono risultati vittoriosi in 16 sezioni su 22 (a Calleri le restanti 6), mentre al primo turno la situazione era diametralmente opposta, con Calleri vittorioso in 14 sezioni su 22 (a Tomatis le restanti 8). Ma andiamo con ordine.

IL PRIMO TURNO.Al primo turno, il dato evidente era stato la larga vittoria del centrodestra di Calleri nelle frazioni (Bastia d’Albenga, Campochiesa e Leca), che gli avevano garantito ben 289 voti di vantaggio sul rivale Tomatis. Ma il vero plebiscito per Calleri era stato nella sezione 12 delle scuole “Paccini” (che comprende tra i votanti anche l’area “periferica” di San Giorgio) con +239 voti. Questi ultimi sommati a quelli delle frazioni davano un totale di +528. E se si pensa che il risultato conclusivo dello spoglio aveva visto Calleri superare Tomatis di 553 preferenze totali (5.772 contro 5.219), ecco svelata la “chiave di volta” del primo turno.

Dall’altra parte, invece, il centro città era stato decisivo per consentire la “rimonta” a Tomatis, che aveva “spodestato” il centrodestra nel secondo seggio più grande, quello delle scuole Mameli e “tenuto botta” nel seggio più grande, quello delle scuole Paccini (eccezion fatta per la sezione 12 di cui si parlava in precedenza), e in quel di Vadino. A “sorridere” al candidato sindaco del centrosinistra era stato anche il seggio di San Fedele, dove aveva primeggiato in entrambe le sezioni.

Analisi voto ballottaggio Albenga

IL BALLOTTAGGIO. Al ballottaggio, lo si evince con evidenza dai dati ufficiali, a giocare un ruolo principe è stato l’astensionismo: 58% i votanti al ballottaggio (11.242 persone) contro il circa 70% del primo turno (13.515 persone). Una situazione che aveva riportato i due sfidanti sulla medesima linea di partenza, ripartendo dal canonico “0-0” e nel re-match sono stati i supporters di Tomatis a non demordere. Calleri aveva chiuso il primo turno con 5.772 preferenze, mentre al ballottaggio si è dovuto accontentare di 5.405 cedendo il passo al rivale Tomatis, passato da 5.219 a ben 5.661 voti.

Calleri ha perso persino il primato in quella che al primo turno era stata la sua “roccaforte”, le frazioni: per una Leca (“casa” sua) che gli è rimasta fedele (entrambe le sezioni, ma con numeri ridotti), si sono registrati il “cambio di casacca” di Bastia (prima a suo favore), di una sezione di Campochiesa, ma anche dell’intero seggio di Vadino (due sezioni che hanno “lasciato” Calleri premiando Tomatis).

Il centro città, invece, ancora di salvezza di Tomatis al primo turno, si è confermato e, addirittura, trasformato nell’arma vincente per il ballottaggio. Il centrosinistra ha primeggiato in tutte le sezioni del seggio delle Mameli (il secondo più grande) e tenuto botta (con rimonte qua e là) in quello delle Paccini (il più grande), dove questa volta non è bastata la valangata di voti (sempre inferiori rispetto al primo turno) pro Calleri alla sezione 12 (zona San Giorgio).

CHIAVI DELLA VITTORIA. Ma, insieme all’astensionismo (che è stato decisivo come detto in precedenza), come non citare il fattore doppia “D”. Stiamo parlando ovviamente di Diego Distilo. Aveva chiuso il primo turno con un ottimo 10,1% ottenuto a “macchia di leopardo” in tutta la città: praticamente mai sceso sotto i 40 voti in nessuna sezione, fatta eccezione per le sezioni 1 Paccini, 5 Mameli e 16 Campochiesa, e con un exploit, guarda caso, proprio al seggio delle Mameli (tutto pro Tomatis al ballottaggio). Andando ad analizzare tutte le preferenze delle singole sezioni, il trend di Tomatis è stato in ascesa quasi ovunque, talvolta con scarto evidente, ma anche con percentuali “risicate” alle quali i supporters di Distilo hanno evidentemente contribuito. Dopo il primo turno Distilo aveva dichiarato di “Aver già vinto”. Parere personale legittimo. Ieri ha vinto nuovamente, ma a dirlo, questa volta, sono stati i numeri.

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