IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Accusato di aver simulato una patologia neurologica per ottenere indennizzo dall’Inail e dall’assicurazione: assolto

Secondo il pm, l'uomo dopo un incidente stradale aveva iniziato a fingere la malattia ma conduceva una vita normale: assolta anche la moglie che era finita a giudizio con lui

Più informazioni su

Savona. Truffa all’Inail e tentata truffa all’assicurazione. Erano le accuse contestate ad un cinquantottenne di Cairo, Pietro Utzeri, ed alla moglie, Nadia Pesci, di 52, che questa mattina sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” al termine del rito abbreviato celebrato davanti al giudice Alessia Ceccardi.

Secondo l’accusa, l’uomo aveva ripetutamente simulato, durante diverse visite mediche, una patologia, poi diagnosticata come uno “stato di demenza pronto-temporale”, facendo in modo che venisse collegata ad un incidente stradale di cui Utzeri era rimasto vittima il 23 agosto del 2000 a Cairo. Quel giorno il cinquantottenne, che lavorava alla Demont, era caduto dalla bicicletta dopo essere stato urtato da un’auto procurandosi un trauma cranico non commotivo.

A causa del trauma Utzeri avrebbe riportato danni gravissimi tanto da chiedere un maxi risarcimento da 1,8 milioni di euro alla compagnia Allianz, che assicurava l’automobilista, ma anche il riconoscimento di un’invalidità dell’85% all’Inail che, dopo averlo valutato, l’aveva però qualificata nel 20%. Se davanti ai medici l’uomo appariva in stato catatonico (ed infatti gli era stato riconosciuto lo stato di “demenza pronto-temporale” anche se nessun esame diagnostico ha mai riscontrato un danno al cervello), secondo l’accusa, quando era a casa svolgeva una vita, dal punto di vista lavorativo e sociale, del tutto normale.

In fase di indagine la Procura, oltre ad aver effettuato appostamenti, aveva interrogato più di una ventina di vicini di casa e conoscenti secondo cui, nel periodo tra il 2000 e il 2015, Utzeri faceva sport, si occupava dell’orto, sostitutiva calderine, partecipava alle assemblee di condominio senza manifestare nessuna problematica. Di qui la tesi, portata avanti dalla Procura, che l’uomo abbia sempre simulato la malattia per poter incassare il risarcimento dell’assicurazione e per percepire la rendita mensile relativa all’invalidità.

Anche alla luce dell’esito della perizia psichiatrica disposta in sede di udienza preliminare (che ha riconosciuto all’imputato una semi-infermità al momento del fatto e un’incapacità di stare in giudizio), il giudice ha probabilmente concluso che Utzeri non fosse in grado di porre in essere volontariamente condotte simulatorie (i motivi della decisione saranno depositati tra 90 giorni).

“Attendo di vedere le motivazioni della sentenza e poi valuterà se impugnarla in Appello” il commento del sostituto procuratore Massimiliano Bolla che, alla luce dell’esito delle indagini e delle numerose testimonianze, aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.