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A giudizio per violazione di domicilio dopo essere entrato nel giardino della ex: lei rimette la querela e lui è prosciolto

Nei guai era finito un 30enne di origini brasiliane, in aula si era giustificato: "Volevo solo riprendermi degli effetti personali"

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Carcare. Si è chiuso con una sentenza di non doversi procedere per remissione di querela il processo che vedeva a giudizio per violazione di domicilio un trentenne di origini brasiliane, G.W.M., che a marzo scorso era stato arrestato dai carabinieri di Cairo Montenotte a Carcare dopo essere stato trovato nel giardino di casa della ex fidanzata.

Secondo quanto accertato dai militari, il giovane si era presentato a casa della ragazza, una trentenne, e dopo essere entrato nel suo giardino aveva bussato contro una porta finestra chiedendole di entrare per recuperare alcuni efftti personali. Davanti al suo rifiuto, avrebbe iniziato a minacciarla tanto che lei, preoccupata, aveva chiamato i carabinieri per chiedere aiuto.

All’arrivo dei militari il ragazzo si era apparentemente allontanato dalla proprietà della ex, ma, proprio mentre lei stava denunciando l’accaduto, G.W.M. l’aveva chiamata: “Sono ancora qui fuori, fammi entrare o spacco tutto” le avrebbe detto. Una telefonata che era stata ascoltata in diretta dagli uomini dell’Arma perché la ragazza l’aveva messa in viva voce. A quel punto, in accordo coi carabinieri, la trentenne aveva detto all’ex fidanzato che gli avrebbe aperto per attirarlo davanti alla porta dove però lo aspettavano i carabinieri. Per lui erano così scattate le manette.

Il trentenne brasiliano era stato processato per direttissima in tribunale e durante l’udienza di convalida aveva voluto dare la sua versione dei fatti per smentire parzialmente la ricostruzione della ragazza: “Sono entrato senza forzare o scavalcare nulla. Dovevo recuperare delle cose che erano in casa sua. E’ vero che lei mi aveva detto di non andare, ma erano delle cose importanti, come il portafogli e il carica batterie del telefono, e quindi sono andato”.

“Quando sono arrivato ho bussato alla porta finestra e lei mi ha detto che non mi avrebbe fatto entrare. Allora ho aspettato 5 minuti seduto in giardino per farla calmare e poi l’ho richiamata. Mi ha detto che mi avrebbe dato le mie cose e quindi sono tornato da casa sua e ho trovato i carabinieri” aveva spiegato l’imputato. Il giudice aveva convalidato il suo arresto ed aveva disposto per lui la misura del divieto di dimora in provincia di Savona (che oggi è stata revocata). Nel frattempo la ex ha deciso di rimettere la querela e quindi alla fine il giovane è stato prosciolto.

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