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A Genova il via alla ricostruzione del ponte con la prima gettata di cemento. Toti: “Ad aprile avremo il nuovo viadotto” fotogallery

Presente il ministro Toninelli, venerdì la demolizione del moncone est

Liguria. Oggi, alle 15.50, la prima colata di calcestruzzo (circa 764 metri cubi di materiale) per la fondazione del nuovo viadotto sul Polcevera. Il pulsante che ha dato il via alla colata è stato premuto dal ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, oggi a Genova in occasione del primissimo step della ricostruzione del ponte Morandi.

L’operazione di completamento del plinto, ovvero della prima fondazione sulla quale poggerà la prima pila del nuovo ponte sul Polcevera, durerà alcune ore.

“Il prossimo aprile vorremo vedere le auto sul ponte” ha detto il governatore ligure Giovanni Toti alla cerimonia per la prima gettata di cemento del primo pilone del nuovo ponte. “Questo gesto – ha aggiunto – fa si che la morte di 43 persone non sia stata vana. Avevamo promesso che Genova sarebbe tornata normale, vivibile e con un un nuovo ponte in un tempo ragionevole e l’abbiamo mantenuta”.

“E’ una giornata importante oggi – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci e commissario alla ricostruzione – perché finalmente si vede che ci stiamo sporcando le mani per questa città. Da oggi il nuovo ponte diventa visibile a occhio nudo e anche fosse solo per rispetto alle 43 vittime e ai loro famigliari questo momento merita un applauso”. Questa sarà una settimana importante per la città: venerdì abbatteremo le pile e arriverà l’impalcato del nuovo ponte”.

“Dico grazie ad ogni singolo lavoratore” ha detto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli –, “questo è il simbolo della ripartenza. Ci lasciamo alle spalle l’incuria con cui è stata gestita l’infrastruttura. Questo governo non farà sconti a chi non saprà gestire la cosa pubblica” ha detto Toninelli che non ha dimenticato “le famiglie che ancora soffrono. Oggi facciamo vedere cosa gli italiani sono capaci di fare”.

Il ministro Toninelli ha incontrato anche il comitato degli abitanti al confine della zona rossa di ponte Morandi, quelli che vivono più vicini al cantiere. L’incontro è avvenuto al presidio di via Capello, angolo via Fillak, dove in questi mesi sono arrivati anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini.

“Queste persone non vogliono bloccare le attività di ricostruzione, il loro è un approccio propositivo ma vogliono, come vuole il sottoscritto e come vuole il governo, che questa operazione sia fatta bene – ha detto Toninelli al termine dell’incontro – ho sentito il ministro dell’Ambiente Costa che dovrà occuparsi con Bucci del riutilizzo materiali di risulta e ho assicurato che faremo tutto con la massima attenzione”.

I cittadini sono preoccupati che i detriti, contenenti amianto anche se in piccola parte, oltre ad altre sostanze, possano rappresentare un pericolo per la salute. “Ho assicurato che come avvenuto finora ci saranno tutti i dati open, con la massima trasparenza, non permetterò che si ingenerino paure o ansie magari infondate ma alimentate dall’assenza di informazioni”.

Ai giornalisti che hanno chiesto a Toninelli se non ci sia un po’ di ritardo sull’opera di ricostruzione del viadotto – inizialmente si era parlato di un ponte in 9 mesi – il ministro ha risposto: “Parlava di novembre chi il ponte l’ha fatto crollare, io penso che per la fine dell’anno si potrà vedere la nuova struttura e per la prossima primavera si potrà collaudare. Abbiamo messo a disposizione un miliardo per Genova e creato una struttura commissariale a prova di ricorso”, conclude riferendosi alle azioni intraprese da Autostrade contro il decreto Genova.

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