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Porto Finale, assemblea del Comitato dei diportisti: “Attendiamo ancora risposte” foto

I lavori promessi, eseguiti, non finiti o rimandati anche in vista della scadenza del pagamento della seconda rata del canone di ormeggio

Finale Ligure. Domenica 16 giugno, alle ore 10:30, si terrà la terza assemblea del Comitato Porto di Finale Ligure in porto, presso la Lega Navale. La prima parte dell’assemblea sarà aperta a tutti e la seconda sarà riservata agli iscritti.

Verrà valutata la situazione dei lavori promessi, eseguiti, non finiti o rimandati anche in vista della scadenza del pagamento della seconda rata del canone di ormeggio, per coloro che hanno scelto questa modalità di pagamento. Le risposte concrete alle richieste del Comitato inviate via Pec a partire dal mese di febbraio su tempi e cronoprogrammi fino a questo momento non sono arrivate, né da Finale Ambiente e né dal Comune di Finale Ligure. “Avevamo sperato arrivassero in tempo per discuterle in assemblea, ma il nuovo Direttore di Finale Ambiente Simona Ferrando appena nominato ci chiede ancora tempo per prendere visione della situazione. Le auguriamo un buon lavoro, che non sarà poco” affermano dal Comitato.

“La situazione del porto è comunque sotto gli occhi di tutti a prescindere da incontri e riunioni future con l’Amministrazione: ingresso da dragare, distributore chiuso, attrezzature da ripristinare, servizi igienici ancora da ultimare. Non ci risulta la fine lavori di nessuna delle opere iniziate. E la scadenza della seconda rata è per fine mese. Storicamente gli utenti del porto non sono mai stati coinvolti nelle scelte che riguardano il porto, nelle priorità di intervento, nelle strategie per migliorare i servizi. Il Comitato si è costituito nel gennaio di quest’anno e, come da Statuto, si è proposto per collaborare per il bene del porto con gli altri portatori di interesse. Tanto più che nella gestione del porto si tratta soprattutto di interessi, affari e soldi dei titolari di contratti di ormeggio”.

“L’ultima richiesta del Comitato a Finale Ambiente S.p.A., al Comune di Finale Ligure e alla Capitaneria di porto a proposito della sicurezza dell’ingresso porto causa insabbiamento ha avuto qualche esito, grazie anche all’intervento del legale del Comitato. La Delegazione di spiaggia ci ha ringraziato per la segnalazione ed è stato aggiornato l’avviso ai naviganti del 2015. Il pescaggio massimo consentito è stato ridotto da 3,50 m a 2,50 m e si parla di boe di segnalazione che delimitano l’ampiezza del canale di ingresso. In attesa del dragaggio speriamo che altre barche non si insabbino come qualche settimana fa, visto che non sempre tutte le condizioni al contorno potranno essere favorevoli: mare calmo, assenza di vento, luce diurna, gomone del porto in servizio pronto ad intervenire tempestivamente in aiuto a chi si trova a che fare con il banco di sabbia”.

“La domanda è quando inizieranno e finiranno i lavori di dragaggio per transitare nell’ingresso del porto in condizioni di sicurezza? Come già chiesto fin dal primo incontro dopo la mareggiata, vorremmo che Finale Ambiente ci desse la garanzia di avere revisionato in toto le opere subacquee: visto che non ci è stata data evidenza di una polizza di assicurazione che copra i danni alle barche dovuti a rottura delle strutture di ormeggio e dei pontili galleggianti, le catene nuove sono la nostra unica garanzia. Quando finiranno i lavori? Cosa è stato fatto e come? Cosa è stato sostituito e cosa è stato rappezzato?”.

“L’obiettivo principale è la sicurezza delle nostre barche: la diga di sopraflutto è stata danneggiata? Sono stati ripristinati i massi spostati dalla mareggiata? Quando e come verranno realizzate le opere di mitigazione della risacca e quelle per limitare l’insabbiamento dell’imboccatura? Vorremmo vedere il progetto per poter dire la nostra opinione in merito, avvalendoci dei nostri consulenti. Cosa prevedono il piano di investimenti e delle manutenzioni per i prossimi anni?
Quando verrà ripristinato il servizio di distribuzione carburante? Dovremo andare a fare rifornimento a Loano anche questa estate? Di certo la banchina del distributore insabbiata non agevolerà la fruizione del distributore, qualora fosse ripristinato il servizio”.

E ancora: “Quando verranno ripristinate tutte le attrezzature? Ci sono ancora colonnine mancanti o non funzionanti, sulla banchina sud mancano alcuni lampioni, il servizio di videosorveglianza non è stato ripristinato”.

“Quando verranno completate le opere a terra del secondo lotto, promesse nel 2007 con un importo lavori di 2.500.000 euro? Per quanto tempo ancora il porto rimarrà un brutto cantiere incompiuto?”.

porto finale

Gli attuali lavori di manutenzione dei bagni storici sarebbero dovuti finire il 20 marzo e invece purtroppo durante le vacanze di Pasqua, durante i ponti del 25 aprile e del primo maggio e ancora durante lo scorso fine settimana uomini, donne, clienti e personale del bar hanno dovuto utilizzare i bagni delle donne: un prefabbricato in lamiera temporaneo. “Non era possibile gestire meglio le tempistiche per evitare questo disagio agli utenti del porto durante un periodo in cui il porto è vissuto? Quando verranno realizzati locali bagni e docce divisi per sesso in un numero sufficiente per oltre 500 barche come nei normali porti turistici? Quali sono le caratteristiche delle polizze di assicurazione che riguardano le barche e i loro utenti?”.

“Quale è lo stato dello stanziamento dei 450.000 euro promessi per le opere di consolidamento opere marittime e mitigazione della risacca? Quando queste risorse saranno disponibili in cassa? Quale è lo stato autorizzativo attuale delle opere marittime e a terra? Quali sono le modalità di risarcimento danni per chi ne ha fatto richiesta? Le agevolazioni previste per le barche che hanno dichiarato di aver subito danni saranno estese a tutto il 2019?”.

“Non ci si deve stupire se le barche che cambiano porto continuano ad aumentare”.

“Non ci fidiamo di stanziamenti annunciati che non finiscono in bilancio o di piani particolareggiati faraonici che, come è già successo, sono stati lasciati scadere senza mettere due mattoni uno sull’altro. Non ci interessa particolarmente di negozi, palestre, strutture ricettive, ristoranti.
Serve sapere che le barche sono al sicuro e servono i servizi per chi vive in porto e in barca”.

“Spesso ci sembra vengano confusi gli investimenti nel porto con le manutenzioni, per le quali non sarebbe neppure necessario discutere: si tratta di proprietà demaniale, quindi della collettività. Pare evidente che i 30.000 euro all’anno fino ad ora e per i prossimi tre anni previsti non sono sufficienti per mantenere in efficienza le opere marittime, le opere a terra e le attrezzature, dragaggio compreso che, vista l’esperienza è fisiologico. Gli stanziamenti urgenti e straordinari cercano di tamponare situazioni che dovrebbero essere invece gestite in modo ordinario, per la tranquillità e la sicurezza di tutte le imbarcazioni”.

“Per questi motivi alcuni soci hanno deciso di seguire il consiglio degli avvocati del Comitato e si sono avvalsi del diritto di eccezione di inadempimento secondo l’articolo 1460 del Codice Civile, sospendendo i pagamenti e versando il canone di ormeggio sul conto del comitato. Quando Finale Ambiente con il Comune ci dimostrerà di aver ultimato i lavori di messa in sicurezza delle opere subacquee e marittime, dragherà l’ingresso del porto, farà aprire il distributore carburante, costruirà servizi igienici decorosi in numero sufficiente o ci darà evidenza con cronoprogrammi e impegni reali delle future opere, metterà a bilancio le opere di mitigazione della risacca e garantirà di essere in grado di far fronte tempestivamente all’insabbiamento dell’imboccatura, pagheremo volentieri per servizi che esistono davvero o che abbiamo speranza esisteranno in tempi brevi. Altrimenti siamo già in credito da 10 anni”.

“Vedremo se Finale Ambiente e il Comune di Finale ci daranno evidenza di voler dialogare davvero con noi in modo serio e costruttivo e vedremo cosa decideranno di fare gli utenti del porto che parteciperanno all’assemblea” conclude il Comitato finalese.

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