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Videosorveglianza nella sanità, Rossetti (Pd): “Le strutture liguri rischiano di perdere i contributi statali”

"La giunta regionale e la maggioranza hanno impedito la discussione sulla proroga"

Regione. “Oggi la Giunta regionale e la maggioranza di centrodestra hanno impedito che arrivasse in Consiglio la proposta di legge del PD con cui si chiede la proroga all’aprile 2020 del termine per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture sociosanitarie, in scadenza venerdì”. La dura critica è del consigliere regionale del Partito Democratico Sergio Rossetti.

“Bastava convocare la Commissione Sanità alle 9 di questa mattina e portare la proposta di legge in aula (la seduta era votante) e avremmo potuto dare un po’ di respiro a queste strutture – afferma Rossetti – Invece dopo tre anni e una serie infinita di modifiche (prima si parlava di sistemi di audiovideosorveglianza, poi solo video; prima erano da installare nei gabinetti e in camera da letto, adesso nei corridoi e in prossimità degli ingressi: insomma una gran confusione) la Regione impone di installare le telecamere entro pochi giorni, rischiando di far perdere alle strutture i finanziamenti previsti dal Governo per il triennio 2019-2021”.

“Quei soldi non verranno assegnati retroattivamente e quindi chi oggi procede all’installazione della videosorveglianza obbedendo alla legge della giunta Toti prima che la norma nazionale entri in vigore (magari con parametri differenti rispetto a quella locale) pagherà interamente i lavori, senza poter sperare in un aiuto da parte dello Stato – prosegue l’esponente democratico – Perché la Giunta non vuole tenere “una finestra” aperta e consentire alle strutture di accedere ai contributi nazionali? È la seconda opportunità che si perde in poco tempo. Da tre anni, infatti, si chiede che la Regione attivi i fondi europei per sostenere il comparto sociosanitario”.

“Basta andare sul sito web di Filse per vedere le misure dei fondi dello Sviluppo Economico che hanno sostenuto la formazione professionale, il turismo, il commercio, l’artigianato, le piccole e le grandi imprese nei modi più diversi: contributi a fondo perduto, di rotazione o di garanzia per investimenti, per l’innovazione, l’energia – conclude il consigliere ligure – Ma anche questa volta Viale e co. non hanno mosso un dito. E senza dirci perché. Se a ciò si aggiungono, poi, i ritardi ormai cronici di pagamento, il sistema contrattuale che fa produrre di più per essere pagati come prima e i frequenti ritardi negli invii dei malati da parte delle Asl nelle strutture viene da chiedersi cosa abbia fatto di male questo comparto per essere trattato in questo modo”.

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