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Urbe 2019, Fabrizio Antoci stila il bilancio del lavoro fatto e lancia la sfida per il futuro

La lista propone "un giusto mix di gioventù ed esperienza, da persone preparate ed innamorate dei nostri posti"

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Urbe. “Un giusto mix di gioventù ed esperienza, da persone preparate ed innamorate dei nostri posti e che, in questa tornata, si è ulteriormente rafforzata”. Così Fabrizio Antoci, candidato sindaco della lista “Urbe Riparte” descrive la sua squadra, che “dopo cinque anni di positiva esperienza amministrativa, come lista civica senza colori politici”.

“Un gruppo che ha già dimostrato, con i fatti, di saper amministrare un comune piccolo ma complesso come Urbe. In questi cinque anni abbiamo lavorato tanto, in maniera completamente gratuita, e siamo stati capaci di trovare soluzioni per sistemare la maggior parte delle pesanti eredità negative lasciate dalle precedenti amministrazioni creando un clima di fattiva collaborazione con tutti, dal Governo al singolo cittadino”.

“A questo proposito vorrei ringraziare i miei concittadini per la fattiva collaborazione che, in particolare, ha consentito a Urbe di rivoluzionare la modalità di raccolta rifiuti e di passare, in meno di due anni, dal 19 per cento al 65 per cento di differenziata. Siamo stati poi a costante supporto dei volontari croce rossa, protezione civile e pro loco ai quali va un particolare ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto. Abbiamo deciso di puntare su un nuovo modo di fare turismo sfruttando le bellezze del nostro ambiente incontaminato e investendo sulla comunicazione, sulla sentieristica e sulle manifestazioni sportive all’aria aperta”.

Qualche esempio di risultati raggiunti: “Nonostante gli ulteriori tagli al bilancio dei piccoli comuni operati dallo Stato a partire dal 2014, ricordiamo la riduzione della Tari del 22 per cento dal 2017 ad oggi, 290.000 euro di asfalti, scuola aperta ed efficiente con servizi scuolabus e mensa d’eccellenza, riorganizzazione completa degli uffici comunali, necroforo congedato, ambulatorio aperto e a norma, nuovo fitodepuratore al posto di un ennesimo ecomostro, nuovo camion Mercedes 4×4 con gru e spargisale; numero dei profughi ridotto da 41 a 14 con chiusura di uno dei due centri aperti senza il nostro consenso; adottato il Puc, piano urbanistico comunale e il Piano di protezione Civile che mancavano da 20 anni; riaperto, a norma, dopo anni di chiusura, il villaggio turistico Vallescura; nuovo sito internet, nuova webcam e due nuove manifestazioni sportive di grande successo: ‘Cuore a 1000’ e ‘il Lazo’ con centinaia di partecipanti e grande pubblicità per Urbe a costo zero. In questi anni, abbiamo ‘seminato’ molto, in termini di progettualità, per cui adesso si comincia a ‘raccogliere’. Un esempio? Quindici giorni fa ci è stato ufficializzato un contributo al 100 per cento di 360 mila euro che avevamo chiesto nel 2015 per il cappotto termico della scuola che ci consente di rivedere tetto e facciata”.

“Per quanto riguarda poi la Strategia Nazionale Aree Interne, sono il sindaco referente per gli otto comuni del comprensorio Beigua S.O.L. (Stella, Sassello, Tiglieto, Rossiglione, Campoligure, Masone, Mele e Urbe), per cui ho seguito in prima persona tutti i progetti presentati, interamente approvati dalla commissione governativa e che partiranno dal 2020. Sono 28 progetti che riguardano scuola, trasporti e sanità. A questo proposito ricordo che solo una mia conferma consente al Sindaco di Urbe di mantenere il ruolo di coordinamento dell’Area Interna, nel delicato momento della firma degli accordi con il Governo, degli appalti e dell’erogazione dei finanziamenti”.

“Tre di questi progetti ci stanno particolarmente a cuore. Il distributore di carburanti comunale, il primo in Italia finanziato dallo stato, che intendiamo realizzare a Martina, in convenzione e collaborazione con il comune di Tiglieto. Ci abbiamo pensato nel 2016 visto il disinteresse dimostrato da tutti gli imprenditori privati, abbiamo presentato uno studio di fattibilità e, nel novembre 2018, abbiamo ricevuto il via libera dalla commissione governativa per un contributo di circa 260 mila euro. Perché a Martina? Il terreno è comunale, il sito è utilizzabile in quanto in frana stabilizzata in zona non esondabile ed infine in quanto comodo agli utenti sia di Urbe sia di Tiglieto. Martina diventerà un centro servizi (distributore, poste, farmacia, giornali, negozi, ristoranti, bar e albergo) utile anche per gli abitanti e i villeggianti di Acquabuona. Cooperativa di Comunità Multiservizi: assumerà forza lavoro sul territorio degli otto comuni dell’Area Interna reinvestendo sul territorio stesso. Con nuovi scuolabus promiscui (uno per comune), finanziati dalla Strategia Aree Interne, che potranno svolgere anche tratte di trasporto non coperte dalle aziende pubbliche. Lacooperativa dovrà coprire altri servizi (manutenzione verde pubblico, servizi per il turismo, gestione impianti e aree pubbliche, ecc.), creando nuova occupazione ma naturalmente salvaguardando gli attuali posti di lavoro. Abbiamo anche lavorato con Sassello per un progetto di maggiore apertura al territorio della residenza Sant’Antonio, concordato con Regione, Asl e Aree Interne, grazie al quale si creeranno occasioni di lavoro per un rafforzamento dei servizi di assistenza agli anziani anche non ricoverati. Per questo motivo abbiamo intenzione di contribuire alle spese di formazione per i giovani e le giovani residenti che vorranno seguire corsi da Oss e farsi trovare pronti per eventuali concorsi. Infermiere di famiglia e di comunità: il progetto mira alla prevenzione delle patologie degli anziani. Tutti i residenti che ne abbiano necessità, sono assegnati ad un infermiere specializzato il quale, di concerto con il medico curante e con gli assistenti sociali, ne monitora la salute in modo da permettere loro di rimanere il più possibile a casa propria limitando i ricoveri ospedalieri. E’ un progetto, già sperimentato con buoni risultati in Val Trebbia, in cui crediamo molto noi e in cui crede molto anche Regione Liguria”.

“Oltre queste 28 iniziative, ci sono stati finanziati anche progetti per il territorio e per il turismo attraverso i contributi europei PSR e GAL, grazie ai quali provvederemo alla manutenzione straordinaria e alla posa di segnaletica sui sentieri partendo dalla tratta San Pietro-Faiallo, alla ristrutturazione della cappella della Gatazè, alla costruzione di un ponte pedonale sul rio Rosto per raggiungere la cappella partendo da Acquabianca e alla riorganizzazione dell’area picnic del Faiallo con fornitura di acqua potabile, idranti antincendio per tutta la zona, blocco wc, noleggio e-bike con creazione di un posto di lavoro per custode. Naturalmente continueremo a favorire gli imprenditori onesti, affidabili e competenti che intendano investire a Urbe per creare nuova occupazione. Per l’acqua minerale, il concessionario della sorgente sembra finalmente vicino all’acquisto del capannone per l’imbottigliamento e al successivo allestimento dello stabilimento”.

“Infine, se saremo noi ad amministrare, il Comune assumerà due operai, uno già entro il 2019 e la nostra speranza è di vedere questi due posti occupati da giovani di Urbe. Inoltre si terrà un concorso per un posto part-time da geometra/architetto per edilizia privata e urbanistica. Per quanto riguarda i lavori pubblici, cito solo il capitolo strade comunali per le quali continua lo sforzo per una totale messa in sicurezza. Il bilancio finalmente in ordine e le novità previste dal Governo consentono, nel 2020, l’accensione di un mutuo che ci consentirà di effettuare un lotto di lavori di almeno 200 mila euro. Così potremo terminare la manutenzione dei tratti più bisognosi (Fratin, Vassuria, Ravugna, Marasca e Maraschino, Campe’ e non solo) e sistemare il tratto di via Marasca già teatro di un ingente smottamento. Il nostro impegno è quello di mantenere e migliorare i servizi all’utenza, soprattutto per quanto riguarda anziani e bambini. Una scuola presente e attrattiva rappresenta il futuro del nostro comune: verranno mantenuti tutti gli ordini scolastici. Abbiamo inoltre ottenuto contributi per nuovi arredi, nuovo materiale didattico, nuovi giochi per l’infanzia; maggiori dotazioni informatiche e corsi gratuiti di lingua inglese per primaria e secondaria. Avremo doposcuola e corsi di formazione e hobbystica anche per adulti”.

E sulle altre liste: “Intanto, in questi cinque anni, su oltre 250 ordini del giorno deliberati in consiglio, non ne hanno proposto nemmeno uno, altro che opposizione costruttiva. Abbiamo letto ed ascoltato i loro programmi e devo dire che siamo rimasti stupiti per la banalità e preoccupati per la superficialità e l’incompetenza: addirittura Antonio Pilo si è lamentato per un’imposta, l’Ici, che non esiste più dal 2012. Del resto è lo stesso che, nel 2014, si è dimesso immediatamente dopo le elezioni senza partecipare neppure ad un consiglio comunale mancando di rispetto all’istituzione ma soprattutto ai cittadini che l’avevano votato. Entrambi i candidati sindaci sono non residenti, uno non ha nemmeno casa ad Urbe. La lista Pilo/Dimani presenta 8 non residenti su 11 candidati: chi non risiede a Urbe non ne vive i problemi quotidiani e non ne può conoscere le reali problematiche. Leggo che ci vengono mosse critiche su una presunta sudditanza nei confronti di Sassello: niente di più falso, l’Unione dei Comuni, nata alla fine del 2014, ha aspetti molto positivi consentendo la collaborazione fra i due comuni pur nella rispettiva e assoluta autonomia. Ricordo poi che, in un’ottica di alternanza, da oltre due anni il presidente dell’Unione sono io”.

“Altre polemiche che respingo al mittente sono quelle dell’esternalizzazione dei servizi e dell’alienazione dei mezzi comunali: in considerazione dello stato pietoso degli acquedotti e dei depuratori ereditato dalle amministrazioni degli ultimi 30 anni e che solo grazie ad una continua manutenzione riescono a reggere, il servizio idrico è stato dato in gestione ad una società interamente pubblica che gestisce 26 comuni dell’entroterra savonese senza aggravio di spese per l’utenza ma con un risparmio annuo per l’amministrazione di oltre 40.000 euro. Per quanto riguarda i cimiteri, dal 1^ aprile la manutenzione ordinaria è di nuovo a carico degli operai comunali. Infine, riguardo ai mezzi, un camion di 40 anni è stato sostituito con uno di pari livello seminuovo, dotato di gru e di spargisale più capiente. In ultimo, siamo stati accusati di aver aumentato le tasse comunali. Rispondo con i fatti: oltre al già citato sconto sulla Tari, quest’anno, per incentivare nuove attività, abbiamo proposto un’aliquota Imu agevolata al 6 per mille per i proprietari di seconde case che intendano aprire attività di bed&breakfast e affittacamere”.

I prossimi cinque anni saranno cruciali: “L’età media del comune è altissima e si rischia una vera emorragia demografica alla quale bisogna rispondere con idee chiare e concrete per il rilancio sostenibile del nostro territorio e per una migliore qualità di vita per la nostra comunità incentivando chi ne vorrà venire a far parte e chi vorrà investire sul futuro di Urbe. Un futuro che si chiama anche Parco, contro le ambiguità e i no immotivati e autolesionisti delle altre due liste che nulla propongono di alternativo. Da cittadino e da proprietario, prima ancora che da sindaco uscente, dico che non possiamo permetterci passi indietro di 20 anni e avventure con chi non ha maturato nessuna vera esperienza di amministrazione. Se, come speriamo, i nostri concittadini ci rinnoveranno la fiducia, dalla mattina del 27 maggio, senza perdere nemmeno una giornata, saremo già al lavoro, potendo concentrare le nostre attenzioni sulle questioni che rappresentano il futuro e la sopravvivenza del nostro comune: turismo, lavoro e lotta allo spopolamento. La nostra scelta è di continuare sulla strada tracciata in questi ultimi cinque anni, con maggiore esperienza e consapevolezza ma anche con rinnovato entusiasmo”.

“Per concludere, avevamo proposto che, durante la campagna elettorale, fossero organizzati uno o più confronti pubblici fra i candidati sindaci durante i quali la popolazione potesse mettere a confronto i programmi e porre direttamente domande. Ahimè il candidato della lista ‘Diamo un futuro ad Urbe’ si è rifiutato e nonostante la disponibilità mia e di Zunino non se ne è fatto nulla. Peccato, un’altra occasione persa per discutere veramente del futuro del nostro Comune”.

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