Da oggi

Tre giorni di astensione dalle udienze per i penalisti del tribunale di Savona

Gli avvocati protestano "contro l’ennesima riforma penale di matrice populista e giustizialista"

sciopero nazionale avvocati

Savona. Sono iniziati oggi i tre giorni di astensione dalle udienze da parte degli avvocati indetti dall’Unione delle Camere Penali Italiane che protestano “contro l’ennesima riforma penale di matrice populista e giustizialista”.

I motivi che hanno spinto i legali italiani, compresi quelli savonesi, ad incrociare di nuovo le braccia sono ampiamente esposti nella delibera con cui è stato annunciato lo sciopero.

In quattro pagine vengono spiegati i punti contro i quali si protesta che, in sintesi, sono la scelta di escludere “la praticabilità del rito abbreviato per ‘i reati puniti con la pena dell’ergastolo'”, la nuova disciplina della legittima difesa, la legge “spazzacorrotti” e il “decreto sicurezza”.

“È convincimento dei penalisti italiani che non sia più procrastinabile la esigenza di dare nel paese un forte segnale di allarme per questa sconsiderata, ossessiva gara alla promulgazione di norme sempre più eclatantemente connotate da una idea iperbolica e simbolica del più cupo e cinico populismo giustizialista” spiegano dall’Unione Camere Penali.

“Abbiamo senza esitazione denunciato che una simile riforma, ispirata ad una vera e propria idolatria della pena detentiva perpetua e ad un sempre più manifesto disprezzo del principio della finalità rieducativa della pena sancita dall’art. 27 della Costituzione, appare per di più del tutto irragionevole ed ingiustificata anche rispetto agli obiettivi che dichiara di voler perseguire, posto che già con la normativa fino ad oggi vigente è consentito al giudice, nei casi più gravi, di applicare la pena dell’ergastolo anche all’esito di giudizio abbreviato, che in tali ipotesi incide solo escludendo l’isolamento diurno nella espiazione della prima parte di quella pena perpetua. D’altro canto, appare gravissimo se non addirittura ripugnante diffondere e rafforzare l’idea nella pubblica opinione che una pena di 30 anni di reclusione possa definirsi una pena “insufficiente” a sanzionare un pur grave crimine” osserva l’Unione delle camere penali in relazione alle nuove misure in tema del rito abbreviato.

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