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Toirano, Roberto Bianco contrattacca: “Io non candidabile per il ricorso al Tar? De Fezza ha paura di perdere”

I candidati consiglieri Mattoscio e Savigliano ribattono punto per punto i progetti presentati dal vice sindaco uscente

Toirano. “Roberto Bianco è perfettamente candidabile ed eleggibile. Lui sì ha presentato un ricorso al Tar contro il Comune di Toirano, ma lo ha fatto per evitare che il Comune di Toirano ci rimetta 155 mila euro. Aver presentato un ricorso non comporta conflitto di interessi o incompatibilità con la candidatura a sindaco. Anzi, la sua posizione è a vantaggio del paese. Se sarà eletto valuterà se e come proseguire su questa strada. Ma certamente il fatto che un cittadino si impegni in prima persona per far sì che la propria comunità non ci rimetta dei soldi è da apprezzare”. Così Daniele Granara, docente universitario, esperto di diritto amministrativo e rappresentante legale del candidato sindaco di Toirano Roberto Bianco, risponde all’attacco sferrato oggi dall’altro aspirante primo cittadino Giuseppe De Fezza.

Quest’oggi ai microfoni di IVG.it De Fezza ha dichiarato che Bianco ha presentato un ricorso al Tar contro il Comune di Toirano relativamente all’accordo sottoscritto tra l’amministrazione comunale ed il soggetto privato che ha realizzato il nuovo centro commerciale di località Canepari nell’ambito del concordato preventivo che lo stesso privato ha avviato qualche mese fa. Secondo De Fezza “questo ricorso rende incompatibile la candidatura di Roberto Bianco. In consiglio comunale non potrà essere eletto né sindaco né, eventualmente, capogruppo di minoranza. Si tratta di un episodio grave, che evidenzia come da parte dell’altra lista non si conoscano neanche i meccanismi amministrativi”.

Secondo Bianco, De Fezza è giunto a fare affermazioni di questo tipo perché “ha paura di perdere. Le affermazioni che ha fatto il mio avversario sono molto gravi. Avrei tutte le ragioni per procedere nei suoi confronti, ma non lo farò per non scendere al suo livello. Qualche giorno fa la lista di De Fezza si è rivolta ai carabinieri per le dichiarazioni che io e ‘Non solo centro’ abbiamo fatto durante la campagna elettorale. Forse pensano di spaventarmi con questo modo di agire, ma ciò non accadrà. Io ed il mio gruppo continuiamo per la nostra strada. E nella nostra contrarietà alla realizzazione della discarica nell’ex cava Martinetto”.

Circa poi il ricorso, Bianco ci tiene a fare chiarezza sulle ragioni che lo hanno spinto a rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale: “La convenzione urbanistica stipulata tra il Comune di Toirano ed il soggetto attuatore che ha realizzato il nuovo centro commerciale prevedeva che, in cambio delle autorizzazioni edilizie, il privato realizzasse sul territorio opere per 2 milioni e 222 mila euro e versasse all’Ente oneri di urbanizzazione per 250 mila euro. In realtà, la ditta ha eseguito opere per un milione e 676 mila euro e ha versato oneri per 210 mila euro. Lo scorso anno il privato ha dovuto ricorrere alla procedura di concordato preventivo. Ciò, ovviamente, rischiava di far venire meno la realizzazione delle opere mancanti nonché la corresponsione degli oneri ancora non versati. Per questo motivo, anziché sfruttare le fidejussioni in proprio possesso, l’amministrazione ha deciso di stipulare un accordo che, alla fine, avrebbe portato a non ottenere il 100 per cento di quanto previsto dalla convenzione urbanistica, ma solo una percentuale, con una perdita di circa 155 mila euro”.

“Nell’accordo sono coinvolti anche gli acquirenti e le attività economiche che possono vantare dei diritti sugli spazi del centro commerciale, i quali, secondo la delibera, avrebbero accettato una ‘trattativa bonaria’ anche per evitare il contenzioso giudiziario con l’amministrazione. La mia ditta ha sede proprio presso il centro commerciale, tuttavia non sono mai stato interpellato in merito. Io e le altre attività commerciali siamo stati informati soltanto a cose fatte. Non appena ne sono venuto a conoscenza, mi sono subito rivolto ad un legale. Ho immediatamente trovato estremamente penalizzante per il Comune, infatti, dover rinunciare a ben 155 mila euro di risorse economiche. D’accordo con il professor Granara, quindi, abbiamo deciso di presentare un ricorso al Tar per contestare la delibera con cui la giunta comunale del sindaco Lionetti e del vice sindaco De Fezza ha ritenuto di accettare la somma proposta dal privato; una deliberazione che riteniamo illegittima, ingiusta, dannosa e pregiudizievole e quindi da annullare”.

Ecco spiegato, dunque, cosa ha spinto Bianco a ricorrere al Tar: “Da imprenditore non nascondo che l’accordo sottoscritto dal Comune mi avrebbe portato vantaggio, in quanto mi avrebbe permesso di sbloccare la ‘agibilità parziale’ che ancora non mi permette di usufruire appieno degli spazi che occupo al centro commerciale. Ma da toiranese che ha a cuore la propria comunità non avrei mai potuto accettare di far perdere al Comune una cifra del genere. Non avrei potuto camminare a testa altra tra i miei concittadini, se lo avessi fatto”.

Per quanto riguarda le altre affermazioni di De Fezza, i candidati consiglieri Giancarlo Mattoscio e Renato Savigliano commentano: “Nella casse del Comune di Toirano ci sarebbero 260 mila euro di avanzo di amministrazione. Allora ci chiediamo perché le strade sono sporche, i giardini pubblici sono lasciati all’incuria e il fiume versa in uno stato disastroso per la mancata pulizia con rischi di inondazione in caso di alluvione. I ragazzi e gli anziani che usufruiscono dei mezzi pubblici non hanno neanche un riparo alle fermate. Queste sono le cose che migliorano la vita degli abitanti, non le grandi opere che spesso vengono proposte ma non realizzate. Inoltre, De Fezza si vanta dell’ampliamento del plesso scolastico costruiti con proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione derivanti dal centro commerciale e quindi ereditati dalle precedenti amministrazioni. Anche in questo caso non si è provveduto a realizzare una palestra costringendo i nostri bimbi a raggiungere la palestra sulla provinciale esposti alle intemperie e su una viabilità pericolosa”.

“Apprendiamo che la sua amministrazione ha in programma la realizzazione di un parcheggio per bus in un’area che verrà, forse, ceduta dall’Asl. Ma quest’area si trova all’interno del parco monumentale del Marchese, zona di cui (appena insediati cinque anni fa) hanno proibito l’utilizzo per manifestazioni alle associazioni del paese. Fantomatico lo studio di fattibilità della social-housing all’interno dell’ex istituto psico-pedagogico a cui l’amministrazione ha rinunciato per il costo elevato. L’amministrazione Lionetti non ha alzato le tasse non perché non voleva farlo ma perché già ai massimi livelli. La raccolta differenziata dei rifiuti non ha portato risparmio per i cittadini e le bollette dell’acqua sono sempre più alte. Anche per la sicurezza della strada provinciale il suo operato si ferma agli studi di fattibilità, nella realtà non è stato fatto nulla nonostante questa strada sia spesso teatro di incidenti, con conseguenze anche gravi”.

E sul fronte dell’ex cava di Martinetto: “De Fezza dice che non conosciamo l’area, ma a differenza sua noi siamo nati e cresciuti a Toirano. Conosciamo bene il sito, come lo conoscono le migliaia di persone che negli anni scorsi hanno partecipato a ‘Gumbi on the Rocks’. A parte questo, forse De Fezza non ha le idee chiare: prima dice che il Comune rischia una sanzione di 600 mila euro non documentata e non inserita a bilancio, poi che l’area non è in sicurezza e che per questa operazione servono un milione e mezzo di euro (anche in questo caso una cifra non documentata), infine che l’unica riqualificazione possibile è l’abbancamento di 250 mila euro metri cubi di rifiuti e terra per un peso totale di 450 mila tonnellate”.

“Ci permettiamo di evidenziare che l’area comunale in località Martinetto la conosciamo molto bene sia per dimensioni che per morfologia. Ricordiamo a tutti che per due anni si è svolta proprio in quell’area ‘Gunbi on the rock’ e come tutti i volontari che hanno prestato la loro opera l’abbiamo visionata, calpestata e analizzata. Savigliano in particolare la conosce bene per aver effettuato personalmente ancora negli anni ’90 i rilievi topografici del sito nel periodo della chiusura”.

“Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle pareti di roccia, della strada di accesso, e della tramoggia della vecchia galleria di carico sotto il vecchio imbuto in roccia (quella a livello ingresso giusto per dimostrare che sappiamo esattamente di cosa parliamo) è evidente che dopo venti anni di relativo abbandono ci possono essere delle problematiche. La messa in sicurezza del sito dovrà rientrare in un piano economico di qualsiasi sfruttamento che si fa dell’area. Che i fondi necessari arrivino da un abbancamento di rifiuti inerti o da un altro tipo di sfruttamento economico dell’area, fa poca differenza e non può essere elemento che ci costringe a scegliere proprio quella soluzione. Il sito è cartografato dalla regione Liguria come area carsica ed è ai piedi del masso calcareo che parte dal giovo di Toirano, comprende il monte San Pietro (che dà il nome alla formazione rocciosa delle Dolomie di San Pietro dei Monti) e arriva fino al fondo valle. La probabilità che da quel punto le acque che si infiltrano nel terreno possano raggiungere le falde acquifere è piuttosto alta, con potenziali conseguenze gravissime. In queste condizioni anche una piccola probabilità di un versamento accidentale di sostanze nocive non può essere trascurata”.

“Per quanto riguarda la ricomposizione ambientale di cava si possono fare alcune considerazioni: questo non è più un sito di cava non ricadiamo in alcun modo nella legge regionale che regolarmenta le cave. Abitualmente in fase di progetto di una cava si deve prevedere anche la ricomposizione finale mediante ricostruzione in riporto dei versanti. Tali ricomposizioni ambientali, vengono effettuate in genere con le sole terre e rocce da scavo (che non sono classificate come rifiuto) miscelate agli scarti di lavorazione della cava medesima. Nei casi in cui venga richiesto di approvigionarsi di materiale inerte, classificato come rifiuto non pericoloso, proveniente dall’esterno la Regione richiede l’adozione di tutte le cautele per ridurre il rischio di infiltrazioni di acqua di percolato”.

“In genere si richiede una barriera geologica a bassa permeabilità (è sufficiente 10-7 m/s), drenaggi sopra alla barriera, canaline di raccolta delle acque di percolato, pozzetto di campionamento per analizzare periodicamente le acque di infiltrazione, trattamento delle acque (per abbattere particelle in sospensione o eliminare sostanze leggere in galleggiamento) prima dello scarico nei corsi d’acqua (ovviamente se non inquinate da sostanze nocive). Oltre a ciò è richiesto un apposito piano di gestione dei rifiuti contenente procedure per eventuali emergenze ambientali. Tali precauzioni sono esattamente quelle che la legge prevede per le discariche di inerti”.

“La Regione non sottovaluta il problema e per tutelare i cittadini impone queste precauzioni nelle cave. Sarebbe opportuno che anche il Comune di Toirano, in un sito che non è più cava, smettesse di sottovalutare i rischi e iniziasse a difendere i cittadini. In questo caso il modo migliore è stracciare il progetto in corso e pensare a qualcosa di diverso”.

“I suoi cinque anni di amministrazione si chiudono con opere realizzate per lo più a scomputo oneri per concessioni approvate da precedenti amministrazioni. I lavori ordinari per il decoro, la pulizia e soprattutto la sicurezza del paese non vengono effettuati. In compenso con le sue dichiarazioni pensa solo a denigrare gratuitamente i componenti della lista avversaria di ‘Non solo centro'”.

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