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Sovraffollamento e carenza personale, in Liguria è emergenza carceri: lo denuncia il SAPPe

"La criticità è sotto gli occhi di tutti e tutto rimane nei meandri dell’indifferenza"

Liguria. “La criticità degli istituti liguri è sotto gli occhi di tutti o perlomeno a conoscenza degli addetti al lavoro e tutto rimane nei meandri dell’indifferenza”. È quanto scrive in una nota di protesta il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPe della Liguria nel rendere pubblici i dati del sovraffollamento delle carceri liguri.

“Se fino a ieri abbiamo denunciato la grave criticità del sistema penitenziario ligure oggi dobbiamo annunciare che la situazione si è aggravata, sotto il fronte della popolazione detenuta i dati ufficiali rilevati al 29 maggio raccontano che negli istituti liguri sono presenti 1530 detenuti con un trend in costane crescita (+56% rispetto al 31 dicembre 2018) che consta in una percentuale di sovraffollamento pari al 35,3%”, dichiara il sindacato.

“L’abilità della nostra amministrazione – continua Michele Lorenzo, segretario nazionale del SAPPe – riesce a stipare nelle celle più detenuti di quelli che ne potrebbero ospitare, infatti i posti utili sarebbero solo 1131 e diventa quindi interessante conoscere come sono stati collocati i 400 detenuti in più”.

“Ancora più drammatica è la non realizzazione del nuovo carcere di Savona tutt’ora sotto l’indifferenza dell’amministrazione penitenziaria e la sua assenza pesa moltissimo sul resto degli istituti ma anche sul territorio che vede gli arrestati della Provincia essere trasportati da Savona a Imperia e Genova e viceversa”, afferma ancora il sindacato ligure.

“I dati non lasciano alcun dubbio su cosa deve quotidianamente affrontare la Polizia Penitenziaria ligure, oggi presente con 887 unità in una carenza d’organico di 117 unità. Se si pensa – continua il SAPPe ligure – che solo nel 2018 la Polizia Penitenziaria della Liguria ha dovuto affrontare una serie di eventi critici prodotti dalla popolazione detenuta, come 444 atti autolesionismo, 30 tentati suicidi, purtroppo 4 suicidi (2 a La Spezia, 1 a Marassi e una a Pontedecimo) 343 risse con 46 feriti peggio di una guerriglia urbana dove però a fronteggiarla ci sono reparti in assetto mentre nelle carceri c’è l’unico super-agente senza protezioni o adeguati strumenti di difesa, allora dovrebbe essere spontaneo quanto naturale porre dei correttivi a questo collassato sistema”.

“Notiamo e non comprendiamo – denuncia polemizzando Lorenzo – questo scarso interesse verso gli istituti liguri anche da parte del competente Provveditorato regionale del Piemonte, nel frattempo la Polizia Penitenziaria continua la sua attività sperando in qualche Santo che faccia il miracolo e illumini la mente di coloro che devono consentire un carcere più dignitoso e più sicuro con una Polizia Penitenziaria più preparata e non più lasciata sola. E invece…”.

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