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Savona, all’ospedale San Paolo nuovo ambulatorio specialistico dedicato a dolore pelvico cronico e endometriosi

Gestito da ginecologi e infermieri della struttura, sarà fruibile a partire da domani (7 maggio)

Savona. All’ospedale San Paolo di Savona arriva un ambulatorio specialistico di alta specializzazione dedicato al dolore pelvico cronico e all’endometriosi.

Allestito presso presso gli ambulatori della S.C. Ginecologia ed Ostetricia, al secondo piano del Padiglione Astengo, sarà gestito da ginecologi e infermieri della struttura e sarà fruibile a partire da domani (7 maggio). Responsabili del nuovo ambulatorio sarà il dottor Eugenio Volpi, direttore della S.C. Ginecologia ed Ostetricia P.O. Levante.

Sarà aperto inizialmente un giorno ogni due settimane per circa due ore  (il martedì, dalle 14 alle 16) ed a seconda del numero delle pazienti, l’orario potrà essere ampliato. Le donne possono prenotare la visita telefonando alla segreteria del reparto al numero 019.8404338 dalle 8 alle 12, dal lunedì al venerdì.

Le utenti possono essere indirizzate all’ambulatorio dal medico di medicina generale, medici specialisti consultoriali, territoriali e specialisti privati, sia nel momento della valutazione del dolore, sia della diagnosi di endometriosi, sia in quella del trattamento, farmacologico o chirurgico, o, infine, essere seguite come follow up.

E’ necessaria la prescrizione medica con l’indicazione: “Visita ginecologica (89.26 del nomenclatore regionale) ed ecografia ginecologica (88.78.2) presso l’ambulatorio per l’endometriosi e il dolore pelvico cronico” e la ricevuta del pagamento ticket (se dovuto).

“Il nuovo ambulatorio, – hanno fatto sapere dal San Paolo, – sarà in grado di effettuare un percorso diagnostico e un trattamento terapeutico medico o chirurgico dedicato e strutturalmente adeguato per dolore pelvico cronico e endometriosi. L’apertura di questo ambulatorio consentirà alle donne di attivare un percorso di cura di alta specializzazione in una struttura vicino casa, senza dover migrare presso centri extraregione, permettendo tra l’altro un costante follow-up sulla terapia medica e sulle condizioni della paziente”.

“Il progetto inoltre dovrebbe consentire di contrastare il fenomeno della mobilità passiva verso strutture sanitarie di altre Regioni, tenendo conto che l’endometriosi non è solo un problema privato delle donne che ne sono affette, primo obiettivo del nostro intervento, ma un importante costo per tutto il Servizio sanitario, in Italia si stima una spesa annua di farmaci di circa 128 milioni di euro”, hanno concluso.

ENDOMETRIOSI 
L’endometriosi è una malattia benigna cronica e ricorrente, caratterizzata dalla presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste la superficie interna dell’utero, in zona “anomala”, cioè diversa dalla normale sede dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi o ancora stanchezza fisica, intestino irritabile, gonfiore addominale,   stitichezza,   nausea,   cefalea.   L’endometriosi può comportare anche infiammazioni, aderenze, cisti e noduli.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse.

È  una  malattia  largamente  sottovalutata  in  quanto  solo  una bassa percentuale di donne che ne soffre sa di esserne affetta. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti non sono normali e che non devono essere taciuti, inoltre va tenuto presente che le donne che hanno la madre o una sorella affette da endometriosi hanno un rischio sette volte maggiore di sviluppare la malattia.

Riguardo le cause, una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall’utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. La patologia ha un impatto notevole sulla qualità di vita, sia per l’aspetto sintomatologico (dismenorrea, dispareunia, dolore pelvico cronico, disuria, dischezia), sia per il potenziale effetto negativo sulla fertilità.

L’endometriosi è inoltre la causa più frequente di dolore pelvico cronico, un dolore costante o intermittente al basso ventre che dura oltre sei mesi e di cui soffre, secondo le stime, il 10% delle donne. Viene valutato con grande difficoltà anche perché causato da disturbi di varia origine, da ginecologici a gastrointestinali a quelli dell’apparato urinario e muscoloscheletrico.

Nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, approvati dal Ministero della Salute nel 2017,   l’endometriosi è ora riconosciuta come una patologia cronica e invalidante per la quale le pazienti possono usufruire dell’esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo e delle ecografie necessarie (esenzione 063). Al momento sono state inserite prestazioni gratuite per il 3 e 4 stadio della patologia. Trattandosi di una condizione cronica e progressiva con la possibilità di aggredire anche organi extraginecologici, l’endometriosi richiede un trattamento prolungato e spesso multidisciplinare.

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