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Risarcimento per caduta su passerella di rio Ranzi, i coniugi: “Anticipato per donarlo in beneficenza, ma mai ricevuto”

“Donata la cifra per la casa di riposo ‘Santo Spirito’, ma da assicurazione Comune non incassato ancora un euro”

Pietra Ligure. Una storia di cronaca che risale all’inizio della stagione estiva dello scorso anno, giugno 2018, e che oggi torna prepotentemente d’attualità nonostante la conclusione (evidentemente solo apparente) dell’iter legale ad essa collegato.

Una storia che racconta di due coniugi, protagonisti, loro malgrado, di una brutta caduta, con conseguenti ferite e contusioni e successive cure ospedaliere, sulla passerella in legno di rio Ranzi, a Pietra Ligure.

Un episodio che spinse i coniugi a presentare una richiesta di risarcimento danni al Comune ma, nonostante la firma di un atto di quietanza, che sembrava aver messo la parola “fine” sulla vicenda, le cose non sono andate come da previsioni, almeno stando alla loro versione dei fatti.

“Dopo avere chiesto risarcimento danni al Comune, con ausilio del nostro legale, – hanno spiegato, –  è stato firmato un atto di quietanza ricevuto dall’assicurazione del Comune con accettazione della cifra pattuita per il danno subito”.

“Avendo avuto successivamente la possibilità di fare qualche giorno di vacanza proprio a Pietra Ligure, abbiamo consegnato l’intera cifra del risarcimento (escluse spese legali) al signor Nino (che può confermare), titolare del ristorante ‘Ciassa Nova’ di Pietra e componente dell’associazione Pulp Valmaremola, con accordo che la somma venisse destinata interamente alla casa di riposo ‘Santo Spirito” di Pietra per acquisto di materiali e/o attrezzature per gli anziani presenti nella struttura”.

“La nostra richiesta danni, dunque, non è stata evidentemente per denaro. E sapendo anche del cambio di comando che ci sarà a breve, chiunque comandi deve sapere che, se si dovesse ripetere una situazione del genere anche in questa stagione, non esiteremmo a intraprendere altre azioni legali. Ma c’è un però, come si suol dire”.

“Per il momento, non c’è un lieto fine. Noi abbiamo anticipato l’intera somma per beneficenza, ma ad oggi non abbiamo ancora incassato dall’assicurazione un euro. E il mio legale ha già presentato anche due solleciti. Sarebbe una comica dover far causa al Comune per ottenere la somma concordata, non vi pare?”, hanno concluso con amara ironia i coniugi, che restano in attesa di risposte.

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