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Rari Nantes Savona, Alberto Angelini: “È stata un’annata irripetibile” risultati

Sarà tecnico della Nazionale universitaria: "È una gratificazione importante che mi onora"

Savona. È stato il vero artefice della permanenza in Serie A1 della Rari Nantes Savona. Una salvezza che vale quanto uno scudetto per come si è sviluppata. Dai primi momenti di difficoltà fino alla cavalcata finale che ha regalato al pubblico biancorosso la certezza di evitare i playout, salvandosi direttamente.

Alberto Angelini, allenatore biancorosso, è stato un po’ il re Mida di questa squadra, con pochi senatori e corredata da tanti giovani da formare. Una sfida che sembrava impossibile, ma che il tecnico biancorosso ha stravinto contro ogni pronostico di inizio campionato.

Con Alberto Angelini concludiamo la serie di interviste ai protagonisti della Serie A1 di pallanuoto di quest’anno ma, visto il grande successo ottenuto, l’iniziativa riprenderà con la prossima stagione sportiva. Intanto, continuate a seguirci perché le interviste ai protagonisti proseguiranno con la pallanuoto giovanile ed il nuoto sincronizzato impegnati in una emozionante estate densa di eventi sportivi.

Alberto, cominciamo dalla fine, da sabato scorso. Abbiamo ancora tutti negli occhi la bella vittoria con la Canottieri Napoli davanti ad un pubblico fantastico. Quali sono stati i motivi di questo successo?

“Sono tanti i motivi che portano ad un successo così come tanti sono i motivi che portano ad un fallimento. È difficile fare un elenco. Di sicuro mi sento di dire che è stata un’annata irripetibile. E sulla base di questa mia valutazione imposterò le mie scelte future e la Rari spero faccia tesoro di questo”.

Cosa significa?

“Che l’anno scorso ci siamo trovati in questa situazione a metà agosto, con una squadra qualificata alle coppe europee, quindi, senza programmare. Quest’anno la società deve fare delle scelte il più presto possibile o, come spero, per rafforzare questa squadra o se drasticamente, invece, indebolirla con un progetto giovani che preveda pure la possibilità di andare in Serie A2 con quella progettazione. Diversamente rischieremmo di perdere il patrimonio del lavoro fatto quest’anno sul fronte permanenza in Serie A1 e sull’inserimento costante e fino alla fine di giovani nella prima squadra”.

Torniamo al campionato che si è appena concluso. Qual è stato il punto di svolta?

“Ne ho visti tanti di momenti di svolta. La svolta decisiva è stata quella di accettare fin dall’inizio tutti i risultati parziali con l’idea di arrivare in fondo seguendo le mie indicazioni, e questo l’ho appurato lungo il cammino anche dopo sconfitte terrificanti. Ho avuto questa sensazione spesso”.

Come sei riuscito a far rendere al meglio il mix tra senatori e giovani?

“Con la disponibilità di tutti i giovani a lavorare diversamente sotto pressione e con i giocatori di maggiore esperienza a dare l’esempio e a cercare di guidarli”.

Parliamo del pubblico che, se ha latitato un po’ nelle prime partite, in questo finale di stagione è stato fantastico sostenendovi fino all’ultimo.

“La società ha chiamato all’appello il proprio pubblico e questo è fondamentale. Non dobbiamo più pensare che la gente debba venire a vederci a prescindere e bisogna confrontarsi con altri sport e con altre realtà. Bisogna sempre avvicinarsi al proprio pubblico. La società lo ha capito e sono uscite fuori due partite in crescendo con un pubblico non solo numeroso ma anche caloroso”.

Alberto, per te ora niente vacanze perché inizia un’altra importante e prestigiosa avventura. Sarai, infatti, il commissario tecnico della Nazionale italiana universitaria. La tua prima volta su una panchina della Nazionale.

“È una gratificazione importante, che mi è stata proposta dal Ct Alessandro Campagna, che mi onora e che affronterò, come sempre, con grande entusiasmo collaborando con la Federazione per ben figurare e far crescere e far fare esperienza in Nazionale. Faremo le eliminatorie a Caserta e le semifinali e finale a Napoli nella piscina Scandone ed è un piacere in più giocare in Italia”.

E finite le Universiadi che succede?

“Spero di fare un po’ di vacanza. Ora è il momento della società che deve affrontare sfide importanti e deve farlo con grande orgoglio, capacità e lungimiranza”.

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