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Progetto Ecocem a Cairo, Wwf e Medicina Democratica chiedono la VIA

"Il progetto riguarda la 'sostituzione' di tipologie di rifiuti per il loro avvio a recupero mediante la produzione di cemento"

Cairo Montenotte. Il Wwf e Medicina Democratica chiedono la VIA per il progetto Ecocem di Cairo Montenotte.

Dopo aver esaminato la documentazione presentata dalla società Ecocem di Cairo Montenotte per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale, in relazione al progetto per la produzione di pozzolana artificiale, leganti idraulici e cementi nello stabilimento nella frazione di Bragno, nel Comune di Cairo Montenotte, le due associazioni hanno presentato motivazioni che inducono a ritenere necessario di sottoporre il progetto a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).

“Il progetto riguarda la ‘sostituzione’ di tipologie di rifiuti per il loro avvio a recupero mediante la produzione di cemento; si passerebbe dalle ceneri e dai sali derivanti dall’abbattimento dei fumi di centrali a carbone a residui, anche pericolosi, all’incenerimento dei rifiuti. Rispetto alle autorizzazioni vigenti vi sarebbe un incremento nell’utilizzo di rifiuti pericolosi (ceneri leggere) da 3.000 t/a a 20.000 t/a mentre non sono chiari gli effetti complessivi della proposta comunque in incremento. La proposta appare inoltre avere un carattere sperimentale in quanto la composizione dei ‘nuovi’ rifiuti può avere effetti indesiderati sulle prestazioni dei cementi che si prevede di produrre”.

“Vi sono aspetti specifici dell’utilizzo delle scorie degli inceneritori che non sembrano esser stati tenuti in debito conto, in particolare la possibilità (già verificatasi in altri impianti) di formazione di ammoniaca dallo stoccaggio delle scorie, con effetti sia sui lavoratori che in termini di diffusione all’esterno di sostanze nocive e odorose. Inoltre appare evidente un incremento di impatto in termini emissivi rispetto a quello oggi in atto, dovuto alla effettiva messa in esercizio di un nuovo punto di emissione (per una portata significativa di 15.000 Nmc/h) legato alla essiccazione dei rifiuti. Non concordiamo, infine, con una valutazione riduttiva del tipo di emissioni attese, non si tratta “solo” di polveri sui generis ma di polveri arricchite da metalli pesanti e microinquinanti organici significativi”.

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