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Porto di Finale ancora insabbiato, il Comitato pronto alla battaglia: “Portare il fondale a 3 metri o sarà blocco totale” foto

Un'altra lettera del legale che difende i diportisti finalesi nella querelle sul porticciolo turistico

Finale Ligure. Il Comitato dei diportisti finalesi non molla la presa e oggi l’avvocato del Comitato ha scritto nuovamente alle Autorità Marittime, a Finale Ambiente e al Comune di Finale Ligure richiedendo questi chiarimenti e ribadendo che soprattutto per motivi di sicurezza l’ingresso del porto deve essere urgentemente dragato per portare il fondale a 3 metri di profondità in tutto il canale di ingresso, come previsto nelle Raccomandazioni Tecniche dei Porti Turistici, approvate dalla terza Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

“Come evidente dalla presenza di boe di segnalazione, l’imboccatura del porto è attualmente insabbiata: in data 12 aprile il Comitato aveva scritto a Finale Ambiente, alla Delegazione di Spiaggia e alla Capitaneria di Savona chiedendo quale è il massimo pescaggio per transitare l’ingresso del porto in condizioni di sicurezza e quali interventi saranno presi per segnalare il banco di sabbia e tutelare la sicurezza di barche ed equipaggi. L’8 maggio abbiamo ricevuto una risposta dalla Delegazione di Spiaggia che ci ha comunicato “che allo stato attuale, dalle ultime misurazioni effettuate in data 30.03.19, nei tre punti di rilievo (3,27 mt.- 3,22 mt.- 2,92 mt.), la profondità media del canale centrale di accesso è di mt. 3,13”.

“Ma dove sono questi punti di rilievo?” si chiede il Comitato.

“Ha qualche significato parlare di profondità media? Le barche si insabbiamo nelle zone di profondità minima, qualunque sia la profondità media. I 3,13 metri di profondità media in quale condizione di marea sono state misurate? Per canale centrale di accesso si intende quello tra i moli di sopraflutto e sottoflutto e quello individuato dalle boe gialle? Inoltre la Delegazione di Spiaggia aggiunge che: “A titolo precauzionale è stato fatto emanare, a suo tempo, specifico avviso ai naviganti che, oltre ad indicare il pescaggio massimo consentito, dava prescrizioni a tutti i diportisti di contattare l’Ufficio Porto prima di entrare od uscire dal porto per conoscere le condizioni del fondale marino che, ovviamente, sono mutevoli e necessitano pertanto di costante monitoraggio”.

“Il riferimento è quello all’avviso ai naviganti che riguarda l’insabbiamento dell’ingresso del porto Capo san Donato numero 17.27 del 2015? In tale avviso si indica come massimo pescaggio 3,50 m: è ancora attuale? In tale avviso non si parla di boe di segnalazione: la presenza di boe è di trascurabile importanza?
Il monitoraggio costante è demandato a Finale Ambiente? Con quale modalità e frequenza? Perché non c’è un apposito avviso nella bacheca dell’ufficio porto?
La misurazione dei 3 punti di rilievo effettuata 40 giorni prima è quello che si intende per costante monitoraggio necessario?”.

“L’Autorità Marittima non si deve occupare di sicurezza in mare? Non è considerato pericoloso un banco di sabbia all’ingresso del porto del quale si può venire a conoscenza soltanto mediante una telefonata all’ufficio porto? Chi risponde alle telefonate sarà informato sulle condizioni del fondale e della marea?
Non sarebbe opportuno emettere apposito avviso ai naviganti o ordinanza o segnalazione all’istituto Idrografico della Marina per descrivere l’attuale situazione del banco di sabbia e la presenza di boe di segnalazione?”.

“Nella risposta della Delegazione di Spiaggia si parla anche di “notizie apprese recentemente dalla Finale Ambiente” di “intenzione di far effettuare un dragaggio, nei limiti e con le modalità stabilite dalle leggi vigenti in materia, appena verranno rilasciate le dovute autorizzazioni”. Non sarebbe più corretto e dovuto per la sicurezza in mare che la Delegazione di Spiaggia invece di riferire notizie agisse per ordinare a Finale Ambiente di procedere urgentemente al dragaggio, servizio per il quale i titolari dei contratti di ormeggio per altro pagano?”

E ancora: “Il giorno sabato 11 maggio alcuni soci del Comitato hanno rilevato le batimetriche della zona di ingresso alle ore 15 circa, con un’altezza di marea superiore di 0,1 m rispetto alla bassa marea media. La misurazione è avvenuta mediante ecoscandaglio con lettura integrata sulla schermata della mappa del GPS. L’ecoscandaglio è stato preventivamente tarato mediante una rotella metrica. Nelle zone del canale tra boe e molo di sopraflutto dal lato del molo di sottoflutto la profondità minima rilevata è stata 2,20 metri. Nel canale in prossimità delle boe è stata 1,60 metri”.

“Non sarebbe necessario che le batimetriche ufficiali all’ingresso del porto vengano aggiornate? Non sarebbe necessario spostare le boe in modo che il canale segnalato abbia profondità sufficiente?”.

“Tenendo conto della minima bassa marea nella condizione peggiore, è necessario sottrarre 0,10+0,20 = 0,30 m alle profondità minime rilevate. Inoltre bisogna tener conto dell’altezza di eventuali onde”.

“Aspettiamo ancora risposte e interventi” conclude il Comitato.

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