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Piattaforma Maersk, ecco i dettagli sulle assunzioni e il programma di formazione fotogallery video

Il cronoprogramma sui posti di lavoro che arriveranno con la nuova infrastruttura vadese

Vado Ligure. Il punto sull’occupazione e sul programma di formazione avviato in vista dell’operatività della piattaforma Maersk a Vado Ligure. Si è svolta presso la sede di APM Terminals una conferenza stampa nella quale sono stati annunciati i numeri sui posti di lavoro e le attività formative messe in atto: a regime solo la nuova infrastruttura portuale dovrebbe portare 401 nuovi occupati, senza contare l’indotto legato alla logistica e per altri settori produttivi.

Attualmente APM Terminals Vado Ligure Spa impiega direttamente 77 persone (234 se si includono i 157 lavoratori della controllata Reefer Terminal Spa): sulla piattaforma ZPMC Italia, il colosso cinese che fornisce ad APM Terminals i mezzi di sollevamento e che sarà impegnato proprio nella manutenzione della piattaforma, ne impiega altri 18. Entro il 2019 saranno 267, di cui 222 con APM Terminals e 45 con ZPMC.

E la vera novità di oggi è stata proprio l’accordo sindacale sottoscritto per l’occupazione con ZPMC Italia, firmato anche dalla stessa APM Terminals nell’ambito delle intese già raggiunte in precedenza, con garanzie sull’utilizzo di manodopera italiana e soprattutto locale. Una presentazione significativa quella odierna che testimonia l’evoluzione della partnership con ZPMC Italia.

Tornando ai numeri: entro il 31 dicembre 2020 gli occupati saliranno a 309, infine l’ultimo step sarà quello delle 401 assunzioni come obiettivo finale. Inoltre, sono stati avviati ben quattro corsi di formazione, aspetto forse unico nel panorama produttivo nazionale. L’ingresso di ZPMC Italia negli accordi con le organizzazioni sindacali consentirà di inserire personale altamente specializzato e formato.

Il risultato di ben tre accordi sindacali siglati negli ultimi anni, l’ultimo in ordine di tempo quello del dicembre 2018. Sarà una piattaforma all’insegna della tecnologia in banchina, con sistemi avanzati di automazione della movimentazione delle merci e nelle attività sul terminal. “Anche per questo serviranno aggiornamenti continui” sottolinea Paolo Cornetto, managing director APM Terminals Vado Ligure Spa.

maersk

“E’ chiaro che la gamma di figure professionali richieste è legata ad una serie di competenze specifiche, settoriali e di livello tecnico: questo sta comportando una serie di investimenti sul personale” aggiunge.

“ZPMC Italia introduce un concetto inedito per l’azienda: per la prima volta infatti, da puro costruttore di gru portuali leader mondiale di mercato, ci proponiamo nella veste di partner continuativo dei terminalisti attraverso una struttura locale, pensata ed organizzata per l’erogazione dei servizi di assistenza tecnica ad alto valore aggiunto” sottolinea aggiunge il managing director di ZPMC Italia Elio Crovetto.

“L’importante aggiornamento tecnologico degli impianti e la presenza massiva dell’automazione in campo portuale hanno determinano infatti la necessità di servizi tecnici sempre più complessi: oggi questi ultimi difficilmente possono essere autoprodotti dai terminalisti, impegnati nell’approfondimento del core business logistico e quindi lontani dalle competenze specifiche che sono invece proprie dei costruttori degli impianti”.

“Da questi presupposti è nata ZPMC Italia, prima tra le 36 subsidiaries di ZPMC ad avere questo focus specifico, ed i cui obiettivi di mercato non sono limitati al territorio nazionale ma, in prospettiva, allargati al bacino Mediterraneo. Con specifico riferimento a Vado, ZPMC Italia è stata scelta da APM Terminals quale partner strategico per i servizi di assistenza continuata del nuovo Vado Gateway” conclude Crovetto.

La maggior parte dei contratti sarà a tempo indeterminato, previste alcune formule di apprendistato e altri inserimenti saranno flessibili (anche per valutare il lavoro svolto). Gruisti, tecnici, magazzinieri e altri ruoli faranno parte di un nuovo contest occupazionale legato alla piattaforma contenitori vadese.

Presente la Compagnia dei Lavoratori Portuali, oltre ai sindacati, che in questi anni si sono impegnati per garantire la massima occupazione possibile e per avviare i bandi per le assunzioni legate al nuovo terminal portuale: “L’unico territorio che non si rende conto della grande fortuna che ci è capitata è il nostro. I sindacati hanno fatto tanto, molto di più di quello che hanno fatto per altre situazioni. E l’abbiamo fatto per due motivi: cercare di rilanciare questo territorio e l’occupazione in una regione che da questo punto di vista è il fanalino di coda dell’Italia nordoccidentale” sottolinea Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil savonese.

“Noi abbiamo siglato il primo accordo per sostenere questa opera nel 1999. Ora dobbiamo lavorare alacremente per le strutture a terra, ossia il casello di Bossarino e il potenziamento ferroviario, che saranno fondamentali per ridurre le ripercussioni sulla città e aumentare l’operatività del terminal” aggiunge Claudio Bosio, segretario Cisl Imperia-Savona.

“Un’opera importantissima per il nostro territorio. Spero che anche l’occupazione del retroporto rimanga su questo territorio. Qui accanto c’è un’azienda che sta licenziando persone: sarebbe bello prima di tutto ridare lavoro a loro…” conclude il segretario Uilm Giovanni Mazziotta.

Al termine della conferenza stampa è stato effettuato un sopralluogo nel cantiere della piattaforma vadese, pronta ad accogliere la prima neve il 12 dicembre di quest’anno: la costruzione del nuovo terminal è oggi arrivata all’85% e rappresenta una svolta epocale per il savonese e per settore portuale-logistico italiano.

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