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Nuova oasi Wwf a Villanova d’Albenga, la “rana che ride” ha un nuovo habitat foto

Plauso dei Verdi: "Un esempio di rinaturalizzazione di cava dimessa"

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Villanova d’Albenga. I Verdi savonesi esprimono grande apprezzamento per l’apertura in località “Valloni”, a Villanova d’Albenga, della prima e unica “oasi Wwf” in Liguria, denominata appunto “I Valloni”.

Domenica 18 maggio, proprio nella “Giornata delle Oasi WWF”, un folto gruppo di appassionati naturalisti, guidati dai suoi responsabili liguri, ha inaugurato ufficialmente questo interessante scrigno di “biodiversità” tra stagni, prati e calanchi. Nel passato il sito era, nel comprensorio ingauno, una cava per lo sfruttamento dei giacimenti di argilla (geologicamente parte delle “Argille di Ortovero”). L’attività estrattiva era collegata alle fornaci realizzate per la cottura di laterizi fino alla prima metà del Novecento. La cava dismessa, utilizzata per molto tempo come discarica di inerti, ha consentito poi alla natura di riprendersi i propri spazi. L’impermeabilità dell’argilla ha favorito la formazione di alcuni stagni. L’accumulo di acqua piovana ha permesso la colonizzazione dei suoli da parte di una vegetazione tipicamente legata alle zone umide (giunchi,canne, ontani, pioppi, ecc), poi rare campanule e orchidee. Zona di rifugio e riproduzione per invertebrati acquatici, anfibi e testuggini palustri.

Particolarmente interessanti sono gli habitat tipici dei rettili più grandi della nostra fauna: la lucertola ocellata (Timon lepidus) ed il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus); mentre le pareti verticali nei pressi dell’acqua (i caratteristici calanchi) sono i siti preferenziali per la nidificazione del martin pescatore (Alcedo atthis Linnaeus). Si segnala poi la presenza della “Rana verde maggiore” (una rana di origine balcanica, introdotta nell’imperiese nel 1942; da allora questa specie è andata espandendosi in tutta la Liguria occidentale – dal confine con la Francia sino al Loanese – a scapito delle forme autoctone), della rana verde minore (Rana esculenta), e della la rana agile (Rana dalmatina), presente lungo i corsi d’acqua verso l’entroterra della Piana di Albenga.
 Una nota caratteristica della “Rana verde maggiore”: il canto udibile anche in pieno giorno che ricorda una sonora risata umana, da qui il vecchio nome scientifico di Rana ridibunda (Pallas, 1771).

“Un patrimonio prezioso di biodiversità, oggi sotto attacco nella nostra Regione – dice il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi – comprendente centinaia di specie vegetali ed animali che non possiamo qui elencare e oggetto di uno studio particolare (una tesi di laurea che speriamo di veder presto pubblicata). Mentre la Liguria (la Giunta Toti) cancella tante Aree Protette in provincia di Savona, l’apertura di questa Oasi è di grande conforto: un segnale di riscossa importante per il nostro patrimonio ambientale. La rinaturalizzazione ed il recupero di questa cava è un ottimo esempio per tutte le altre cave dismesse e abbandonate nella nostra Regione. L’ex cava Ghigliazza in Finale Ligure dovrebbe seguire lo stesso destino virtuoso in alternativa ad un programma di recupero che prevede la costruzione di trecento appartamenti difficilmente vendibili vicino alle altre centinaia programmate nella vicina area Piaggio”.

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