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I Magazine di IVG.it - Stile Savonese

Natalia Surin, tra mito e quotidiano

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

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Il mio lavoro mi porta costantemente a conoscere persone e ce ne sono alcune con cui si entra subito in sintonia.

Altre volte in questo mio spazio settimanale ho parlato di “personaggi” di spessore, con personalità e visioni uniche e anche oggi voglio regalarvi un breve racconto di una persona davvero molto bella e singolare, che arricchisce la vita di chi la incontra.

Parlo di Natalia Saurin. L’ho conosciuta a settembre del 2018 durante una sessione fotografica a Finalborgo. Natalia lavora con il compagno Stefano e sono entrambi fotografi proprio nel magnifico borgo tra i più belli d’Italia, ma non sono del posto. Si sono trasferiti qualche tempo fa, affascinati dalla nostra Riviera e dalla miglior qualità della vita che offre la Liguria rispetto a Milano, città da cui arrivano.

Natalia Saurin per la precisione è una fotografa artista, con una sensibilità molto profonda, a tratti ironica e un forte interesse per l’iconografia cristiana, che studia per comprendere meglio il comportamento umano, le tradizioni e i bisogni a cui si lega. Ha una naturalezza e un’umiltà che non lasciano trasparire facilmente l’universo che le vive dentro, e io stessa l’ho scoperto poco per volta. Per caso.

Dopo aver fatto quelle foto con lei, abbiamo iniziato a seguirci reciprocamente sui social e, proprio grazie a questi, scopro qualche mese fa che comincia una tournée in Italia per presentare la sua prima monografia.

I nostri destini professionali si incrociano nuovamente e questa volta iniziamo a chiacchierare e grazie a questi momenti in cui mi sono dedicata all’ascolto scopro una persona totalmente fuori dal comune.

stile savonese

Artista italo-argentina, nasce a Buenos Aires nel 1976. A soli 4 anni si trasferisce in Italia a causa della “guerra sporca” del 1976, un feroce programma di repressione dei dissidenti del regime al governo. Furono anni molto pesanti per la sua famiglia, composta da attivisti politici in lotta contro la dittatura ed esposti a continue minacce. Dalla sua vicenda biografica e dall’origine multietnica della sua famiglia nasce la ricerca semiotica e antropologica di Natalia Saurin.

Natalia Saurin – Tra mito e quotidiano è la prima monografia bilingue con cui viene inaugurata la Collana Art della casa editrice Moondi Edizioni, dedicata alle vite e alle ricerche di artisti contemporanei. Il progetto editoriale, incentrato sull’esperienza personale e professionale di Natalia Saurin, viene presentato in diverse città italiane ed estere a partire da novembre 2018.

La monografia-diaristica a cura di Valentina Barbagallo e Giuseppe Mendolia Calella, con testi di Manuela De Leonardis, Wendy Everett e Natalia Saurin, idealmente è suddivisa in due sezioni: una dedicata alle voci esterne, rappresentate dai contributi critici dei vari autori; l’altra più intimista, in cui a scrivere è la stessa artista che condivide gli studi, gli incontri e le esperienze che hanno stimolato la sua ricerca nel corso delle sue residenze d’artista a Salerno, Messina, Catania, Schöppingen e Cassis. Esperienze che Natalia considera preziosissime nella sua vita personale e professionale, in cui si susseguono intrecci di amicizia, incontri e stimoli artistici.

stile savonese

Intanto a Vigevano il 25 aprile scorso, presso le Prigioni del Castello Visconteo Sforzesco, è stata inaugurata la mostra Natalia Saurin – Liberami da queste prigioni – a cura di Giovanna Fiorenza, che si chiude proprio oggi con un evento di finissage.

Questa mostra vuole essere un attraversamento di luoghi che possono essere intesi come casa, ma anche come gabbie generate da stereotipi e quotidianità.
Nella serie “The Kitchen” gli scatti dell’artista ridefiniscono lo spazio e contemporaneamente destrutturano quella che è la maglia stretta del quotidiano e l’immagine della donna.

Nelle “Dolorose”, i sette coltelli che l’iconografia della Madonna Dolorosa vuole conficcati nel cuore, diventano arma e autoprotezione. Il dolore perde la sua accezione passiva per trasformarsi nella forza rigeneratrice che è la resistenza.

In “Dance dance dance” un’anziana signora, nel silenzio della sua cucina si trova a dialogare con i propri ricordi e la danza solitaria diventa l’atto liberatorio dai dolori della vita.

Nella serie “madre” troviamo solo oggetti, doni che si accumulano e che diventano una discarica devozionale.

In queste opere si legge l’intensità, la potenza e anche la fragilità del quotidiano, che rappresenta la sicurezza, ma che al tempo stesso è prigione, da cui talvolta è necessario fuggire per trovare una dimensione più libera dagli schemi.

Natalia ha un altro meraviglioso progetto già pronto, ma al momento è chiuso in un cassetto. Intanto spero che possa trovare presto i luoghi adatti anche nella nostra zona del Savonese per realizzare la mostra e la presentazione del suo libro.

Ascoltarla di persona e vedere le sue opere dal vivo è tutta un’altra cosa #ilbellocisalverà.

(In foto Natalia Saurin sull’autobus della Linea Stav Vigevano, dove recentemente è stato presentato il suo libro. Una delle sue opere della serie “The Kitchen” è stata scelta per decorare l’esterno del l’autobus. Le storie dietro alle sue opere sono molto curiose e affascinanti).

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

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