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Mercatone Uno, confronto al Mise: sul tavolo la retrocessione all’amministrazione straordinaria

Sindacati chiedono attivazione dell’ammortizzatore sociale e ripristino della condizione contrattuale ante luglio 2018

Villanova d’Albenga. Non si arrendono al fallimento i 1800 lavoratori (per quanto riguarda il savonese, al momento l’organico contare su nove dipendenti, circa la metà della ventina che erano nel periodo precedente all’acquisizione) dei 55 punti vendita Shernon Holding ex Mercatone Uno.

Oltre 200 dipendenti hanno preso parte al presidio sotto le finestre del Mise, concomitante al confronto tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, la curatela fallimentare, i tre commissari straordinari, le Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e il ministro Luigi Di Maio che ha confermato l’impegno del dicastero nel trovare una soluzione alla complicata vertenza. La riunione è aggiornata in sede tecnica il 30 maggio sempre presso il Mise.

Sul tavolo la retrocessione all’amministrazione straordinaria decisa dal competente Tribunale fallimentare di Milano. Il passaggio, che richiede l’intervento del Tribunale di Bologna, consentirebbe l’attivazione dell’ammortizzatore sociale – nella fattispecie della Cigs – che i sindacati chiedono di attivare il prima possibile, nel rispetto dei tempi burocratici, garantendo momentaneamente un sussidio al reddito per i lavoratori in compartecipazione con le Regioni e a far fronte all’emergenza.

Per i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs “qualsiasi soluzione in tal senso sarebbe solo temporanea nella consapevolezza che quanto più tempo passerà con le serrande abbassate tanto più sarà difficile trovare soluzioni idonee a ridare fiducia e prospettiva ai lavoratori, ai clienti, ai fornitori e alle maestranze che per loro lavorano». E ancora «bisognerà ipotizzare soluzioni ed ogni possibile interlocuzione con operatori del settore idonei ad evitare la vendita a spezzatino di un marchio storico della grande distribuzione organizzata”.

Fondamentale per i sindacati anche “il ruolo che potranno rivestire le Regioni per non disperdere la forza lavoro. Ogni possibile soluzione verrà analizzata nella consapevolezza che i locali e la merce in questi contenuta insieme alla forza lavoro contrariamente a quanto proposto dalla Shernon Holding nell’udienza del 23 maggio presso il Tribunale di Milano, torneranno in capo all’Amministrazione Straordinaria e verrà esaminato dettagliatamente il piano industriale che qualsiasi operatore vorrà porre in campo”.

In sede ministeriale il curatore fallimentare ha edotto le organizzazioni sindacali in merito alla bozza di piano industriale presentato e non ritenuto affidabile; Shernon Holding intendeva infatti provvedere alla vendita degli immobili e ad una riduzione drastica dell’occupazione. I sindacati, che hanno chiesto al Mise di “vigilare sull’evoluzione della vertenza, convergono su quelle che sono state le scelte del Tribunale di Milano e si rendono disponibili ad una piena collaborazione nella consapevolezza che si tratta di una situazione complessa e inedita e che necessità di trasparenza, sinergia e concretezza”.

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