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Loano, le minoranze interrogano il sindaco sul tennis club: “Bando di affidamento da rivedere”

Raffica di domande di LoaNoi e Pd/Da sempre per Loano

Loano. Ha come oggetto l’affidamento della gestione del tennis club di Loano l’interrogazione urgente presentata dai consiglieri di minoranza di Loano Paolo Gervasi, Patrizia Mel e Daniele Oliva (LoaNoi) e Gianni Siccardi e Giulia Tassara (Pd/Da sempre per Loano) alla maggioranza del sindaco Luigi Pignocca.

“Non comprendiamo – dicono i consiglieri di minoranza loanesi – perché una delibera di giunta, assunta il 17 aprile scorso, venga resa pubblica il 7 maggio 2018, con ben venti giorni di ritardo, allegando alla stessa documenti ‘Relazione’ con errate indicazioni dei beni conferiti e con diversa scadenza dei termini. Inoltre, la procedura di ‘dialogo competitivo’, se pur migliorata negli aspetti di merito in relazione al precedente bando, presenti ancora delle notevoli dicotomie tra le attività di gestione attese e contropartita finanziaria, ritenendo inequivocabilmente il sodalizio, per natura, collocabile tra i requisiti della legge regionali per le associazioni senza rilevanza economica”.

I consiglieri ricordano che il tennis club “grava su terreni di proprietà di terzi e che il Comune nella fattispecie funge in qualità di locatario. Il Tennis Club Loano Asd gestisce dal 1971 l’intera struttura e che la stessa, pur avendo a più riprese sollecitato il Comune di Loano, è a tutt’oggi sprovvista dell’idonea certificazione di conformità elettrica e antincendio di regola e per legge spettante al locatore. Sempre il Tennis Club Loano Asd dallo scorso anno, per effetto di una ordinanza di demolizione e sgombero dell’attiguo dehors, non ha ancora potuto adeguare, considerato il farraginoso iter della pratica di assegnazione dell’impianto, la struttura d’idoneo servizio igienico da asservire alla ‘Club house’. La procedura di affidamento fissa il limite di anni quattro di durata della convenzione. Nessuna indicazione è stata posta tra i presunti crediti che il Tennis Club Loano Asd vanta nei confronti del Comune di Loano, per spese anticipate ed indiscutibilmente ascrivibile al locatore come spese straordinarie (sancite dalla convenzione in atto) e che in nessuno degli atti si fa riferimento, in caso di avversa aggiudicazione, alle sorti di un club con più di 60 anni di attività”.

Viste queste premesse, i due gruppi interrogazione il sindaco per sapere “quali sono i motivi della tardiva pubblicazione della delibera 45 della giunta comunale del 17 aprile. Quali sono i motivi per i quali si intenda sistematicamente trattare i sodalizi sportivi come enti produttori di reddito, facendoli venire meno ai principi istituzionali, peraltro richiesti dalla legge Regionale che cita tra gli scopi ‘la diffusione dell’attività sportiva e motorio ricreativa operando al fine di garantire a tutti i cittadini l’esercizio della pratica sportiva come strumento per il miglioramento e il mantenimento delle condizioni psico-fisiche della persona, per la tutela della salute, per la formazione educativa e lo sviluppo delle relazioni sociali. Con questo creando peraltro il reale presupposto di perdere, per mancata aggiudicazione, la storia, l’esperienza ed il supporto che la società ha validamente offerto, a livello d’immagine e di prestigio, al Comune di Loano. In parole povere, considerato che i sodalizi sportivi generalmente vivono di volontariato e sono prive di finalità di lucro, l’invito agli investimenti andrebbe a depauperare ulteriormente le risorse atte a garantire lo scopo primario poc’anzi citato,controvertendo l’enunciato della stessa legge regionale numero 40 del 2009”.

Per i consiglieri “il dispositivo del ‘dialogo competitivo’ non chiarisce in maniera esaustiva la qualifica di ‘soggetto’, lasciando intendere che la definizione del richiedente in qualità di società o associazione o ente o federazione, può essere facilmente bypassata dalla esperienza di un qualunque soggetto fisico che possa vantare esperienza di gestione nel settore e che ad hoc possa creare fittizie associazioni rispondenti ai requisiti del bando. Perché, quindi, non è stata inserita una propedeutica azione di screening indicante quali le reali caratteristiche richieste, ad esempio: anni d’esperienza; numero dei soci iscritti; numero degli atleti tesserati, corpo insegnante, esperienze di gestione di grandi eventi. Ancora, vorremmo conoscere i motivi per i quali non si fa alcun riferimento al sub-appalto dell’impianto e, sopratutto, non si indica la necessità che ogni miglioria dell’impianto stesso, oltre trovare la condivisione del Comune di Loano, deve avere inequivocabilmente l’assenso dei proprietari del terreno; in considerazione anche dei dispositivi contrattuali previsti dal canone di locazione sottoscritto tra le parti”.

Ancora: “Quali sono i motivi che hanno spinto, dopo anni di reiterate inadempienze del Comune di Loano, d’addossare al sub-entrante, come sanatoria, l’onere d’adeguarsi dei relativi certificati di conformità di sicurezza elettrica ed antincendio. Quali i motivi per cui a seguito della demolizione di un manufatto, di pertinenza del Comune di Loano, a tutt’oggi non si sia ancora predisposto un progetto atto a trovare un adeguato decoro alla struttura stessa; utilizzata anche come servizio turistico”. Invece risultano chiari “i motivi per cui viene indicata una durata contrattuale di anni quattro (residuo locazione Panozzo), risultano meno chiari i motivi per cui si possa presumere d’individuare, come previsto dal dispositivo del ‘dialogo competitivo’ (voce: Soggetti ammessi e requisiti di partecipazione – ultimo capoverso) società che possano garantire, in anni quattro, il rientro da investimenti che per onerosità (solo l’adeguamento dell’impiantistica è stato stimato in circa 100 mila euro) avrebbero necessità di almeno un decennio. Con il rischio di trovarsi di fronte a soggetti interessati all’affidamento del tutto sprovveduti o ancor peggio mossi da assoluta superficialità”.

In ultimo, i consiglieri chiedono “per quali motivi, in funzione anche di un mancato riaffidamento della struttura allo stesso Tennis Club Loano Asd, non si sia ancora provveduto ad onorare i debiti contratti dal sodalizio in nome e per conto del Comune di Loano, permettendo allo stesso di dare un logico tornaconto finanziario all’assemblea dei soci in caso di cessata attività; considerato che i 60 anni di vita del club parrebbero, come detto in premessa, destinati alla discarica pubblica”.

I consiglieri notano ancora che “ la data di affidamento è stata indicata in maniera presunta al 30 di agosto e detta ricorrenza non garantisce in termini occupazionali (un maestro, due istruttori, un professore di scienze motorie, tre risorse addette al bar, una segretaria ed un manutentore, per un totale di nove risorse umane) e progettuali (tesseramento agonistico, reclutamento, calendari manifestazioni ed iscrizioni delle squadre ai vari campionati) di dare un coerente garanzia al prosieguo dell’attività”. Perciò i consiglieri chiedono al sindaco “di valutare con la giusta attenzione ed obiettività le nostre osservazioni che, peraltro, alla luce della recente pubblicazione di analoga procedura per il ‘Gioco calcio’, parrebbero avere lo stesso comune denominatore”. Ciò sarebbe “indicante con chiarezza quali indirizzi l’amministrazione intenderebbe adottare per gli anni futuri in materia di gestione dello sport”.

Ancora, i consiglieri si chiedono se “non si ritiene, considerati i continui trascinamenti che di fatto hanno congelato ogni presunzione di programmazione, di posticipare ulteriormente e definitivamente i termini concorsuali a fine anno, indicando da subito una decorrenza dell’affidamento con il 1° giugno 2020. Chiaro lo scopo: garantire in maniera adeguata l’insolvibilità dei programmi; garantire al personale, ai professionisti ed alle attività commerciali impegnate nella gestione del Tennis Club Loano Asd un naturale scivolo occupazionale; garantire ad ogni eventuale sub-entrante la possibilità d’instaurare un costruttivo dialogo su interessi comuni; garantire al Tennis Club Loano Asd d’espletare in termini statutari tutte le procedure di scioglimento del sodalizio”.

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