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I Magazine di IVG.it - Nera-Mente

La storia vera di Marinella

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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“Questa di Marinella è la storia vera, che scivolò nel fiume a primavera, ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra a una stella”. Sono indimenticabili i versi del brano “La canzone di Marinella”, scritta dal cantautore genovese diventato un simbolo eterno, Fabrizio De Andrè.

Impossibile non averla mai ascoltata, nemmeno per sbaglio. Ma forse non tutti sanno ancora che quella di Marinella è realmente una storia vera. Una storia che di poetico, purtroppo, ha ben poco.

Maria Boccuzzi, in arte Mary Pirimpo, era una bellissima donna nata in Calabria nel 1920 che, per fuggire alla miseria e al degrado, come tante altre persone in quel periodo, a soli nove anni si trasferì al nord con la sua famiglia. A quattordici anni aveva trovato un bell’impiego in una ditta di lavorazione del tabacco in via Moscova, a Milano. Purtroppo, però, quel periodo di serenità non durò a lungo. Sul posto di lavoro si invaghì di uno studente universitario con il quale intraprese una relazione tormentata, alla quale la sua famiglia si mostrò contraria. Nonostante ciò, la donna decise di scappare con lui, lasciando il lavoro: i due si trasferirono in una soffitta in periferia.

Presto però la passione si spense e la donna, ripudiata dalla famiglia, si ritrovò sola e senza soldi. A quel punto non ebbe molta scelta: decise di sfruttare il suo bel corpo per intraprendere la strada di ballerina. Maria, che a quel punto scelse il suo nome d’arte, Mary Pirimpo, appunto, aspirava al successo, ma non riuscì ad arrivare oltre l’avanspettacolo. Proprio in questo ambiente conobbe Jimmy, un ballerino di cui diventò l’amante, che, con la falsa promessa di aiutarla a diventare famosa, la introdusse al mondo della prostituzione, presentandola ad un protettore. Iniziò a prostituirsi in una casa chiusa nel quartiere San Salvario di Torino, poi a Firenze, infine a Milano e lungo i viali che costeggiano il fiume Olona, dove venne anche schedata dalla Polizia.

Le offese e le mortificazioni diventarono il suo pane quotidiano. Maria si sfogava, ogni tanto, con qualche sua collega di strada. Il suo sogno era quello di scappare, aprirsi un negozietto e tornare dalla sua famiglia. Probabilmente fece presente questo suo desiderio allo stesso Jimmy, che veniva, tra l’altro, da lei mantenuto economicamente. Ma presto le venne chiusa la bocca per sempre spazzando via anche questo suo ultimo sogno.

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La notte del 28 gennaio 1953 Maria Boccuzzi fu uccisa con sei colpi di pistola e spinta nell’Olona, forse ancora agonizzante. Il suo corpo venne ritrovato l’indomani da un gruppo di ragazzini intenti a giocare a pallone, sul prato che costeggia il corso d’acqua. Il caso apparve subito complicato agli inquirenti, soprattutto per la reticenza a parlare da parte di alcune colleghe della vittima, che probabilmente temevano ritorsioni da parte dei giri di prostituzione di cui facevano parte.

Vennero indagate diverse persone, tra cui lo stesso Jimmy, che riuscì però a presentare diverse testimonianze a conferma del suo alibi per la notte del delitto. Le indagini durarono un anno, vi prese parte addirittura l’Interpol, ma non ci furono mai abbastanza elementi per trovare la mano che sparò quei sei maledetti colpi. La triste storia di Maria, forse, se non fosse stata cristallizzata da questa canzone di De Andrè, che a sentirla mette i brividi, probabilmente sarebbe stata, insieme a lei, dimenticata.

“É nata da una specie di romanzo familiare applicato ad una ragazza che a sedici anni si era trovata a fare la prostituta ed era stata scaraventata nel fiume da un delinquente. Un fatto di cronaca nera che avevo letto a quindici anni su un giornale di provincia. La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte” disse Fabrizio De Andrè parlando de “La canzone di Marinella”.

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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